cronaca
E adesso, che succede?
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E adesso, che succede?
Il futuro dell'ospedale tutto da scrivere, anche alla luce delle novità riguardanti i parametri del DM 70
Ora che il Sindaco Sisti ha "scoperto" che, in virtù dell'art. 17 bis del DL 9 febbrario 2017, i parametri del DM 70 non si applicano agli Ospedali situati nel cratere sismico, vien da chiedersi: e adesso che succede?
Ci auguriamo che segua una comunicazione a chi di dovere che ufficializzi in maniera inequivocabile la contrarietà ad un Progetto costruito su un "non rispetto" delle norme e con l'intento palese di disabilitare il SanMatteo. E quali saranno, poi, i passi concreti per restituire al nostro Ospedale la efficienza e la dignità di un tempo?
Noi, che non siamo politici ma che abbiamo abbiamo a cuore il nostro Presidio ospedaliero, suggeriamo i seguenti passaggi (se non si vuole perdere tempo prezioso). Dal momento che i "paletti" fissati dal DM 70 sono da rivedere, riteniamo sia il caso di rivendicare con fermezza e decisione la copertura dei Primariati attualmente vacanti nel SanMatteo: Pronto Soccorso, Ortopedia - Traumatologia, Radiologia, Cardiologia, Anestesia - Rianimazione.
La decisione aziendale di procedere con i Primariati unici è, infatti, insidiosa ed arbitraria e non tiene in nessuna considerazione il ruolo che il nostro Ospedale assume all'interno dell'area del cratere. A parte che non c'è neanche il parere consultivo sul Progetto da parte del Ministero, la USL dimostra di voler fare "fatto compiuto" del ruolo di Foligno marginalizzando quello di Spoleto, così come ha del resto dimostrato l' esperienza dei cosiddetti Primari "a scavalco".
Tutti coloro che lo sono stati, e lo sono, hanno dirottato i loro interessi verso la Struttura più grande e favorita. Qualcuno è arrivato addirittura a spostare il personale ( medico e non) al SanGiovanni Battista, sottraendo risorse vitali al SanMatteo. Se questo è quello che si prospetta con un Primario unico sarà bene rifletterci prima di caldeggiarne la nomina. Il problema di fondo è che, a questo punto, è inevitabile contrapporsi alla Direzione Aziendale ("longa manus" dei voleri della Regione). Ma ciò significa che qualche componente della maggioranza comunale non deve far prevalere la consapevolezza di essere un sottoposto di DeFino. Ci rendiamo conto che può non essere cosa facile (se lo fosse stata, forse non ci troveremmo nella situazione attuale) ma non impossibile. E non è neanche detto che finisca male!
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I commenti dei nostri lettori
Succede che per farli ricredere dovrebbero provare.
3 anni fa
"Quel che succede adesso" è difficile da prevedere ma quel che è successo prima è chiaro a molti cittadini. È successo che abbiamo una classe politica che sembrano degli extraterrestri. I governanti della sanità della Regione, sembra che siano piovuti improvvisamente giù dalle nuvole sul territorio spoletino, e che non abbiano la minima idea della sua conformazione territoriale, né delle sue esigenze sanitarie, né delle difficoltà che devono affrontare i cittadini che vi risiedono per potersi curare. E che cercano di imporre delle regole, a loro utili, senza alcuna logica, campate in aria, che gli frullano nel cervello. Quindi, più che sforzarsi di fargli capire con delle parole le esigenze sanitarie dei residenti del territorio, (tempo sprecato perché con le loro fisime non le capirebbero mai), bisognerà lavorare per trovare altre soluzioni per potersi intendere. Per fargli capire meglio la situazione sanitaria dei cittadini del territorio, (facendo i dovuti scongiuri che tutto vada bene), ci vorrebbe che, qualora fossero gli amministratori stessi della Regione o qualche loro familiare ad avere bisogno di ricoveri urgenti, (con dei limiti di tempo e di mezzi economici per potersi curare), bisognerebbe indurli a ricoverarsi tutti nell'ospedale di Spoleto. Sapendo di poter contare solo sulle sue attuali possibilità di cure sanitarie. In altre parole: Gli Amministratori della Regione, solo facendo alcune esperienze sulla loro pelle potranno capire le difficoltà sanitarie che devono affrontare i cittadini del territorio spoletino e della Valnerina.
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