cronaca
La pianta anti-Leishmania sbarca a Lione
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La pianta anti-Leishmania sbarca a Lione
Saranno presentati al simposio internazionale dei laboratori di ricerca i test condotti sull'estratto vegetale prodotto in Umbria da un chimico appassionato di botanica. Primi riscontri impressionanti
Vi ricordate il chimico umbro che, da una pianto, ha estratto il principio attivo potenzialmente in grado di contrastare la Leishmaniosi? Ebbene, i risultati delle ricerche condotte fino a questo punto dal Gruppo di Ricerca e Sviluppo del Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi (C.Re.Na.L), in collaborazione con l’Istituto di Microbiologia della Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, saranno presentati all’Iswavld 2023, il simposio biennale dell’associazione mondiale dei laboratori veterinari di diagnosi, che quest’anno si tiene a Lione dal prossimo 29 giugno al primo luglio.
In particolare, il convegno nel corso del quale si si parlerà in maniera approfondita dei risultati in questione riguarderà i nuovi approcci fitoterapici nel trattamento della Leishmaniosi canina: attività leishmanicida e immunomodulatoria dei fitocomplessi nei modelli in vitro di Leishmania Infantum.
In attesa che i dati vengano divulgati pubblicamente, da quanto si apprende sembra che il preparato del chimico umbro appassionato di botanica, persino somministrato a dosi microscopiche, presenti un’azione devastante nei confronti delle cellule della Leishmaniosi, inibendone la proliferazione senza peraltro danneggiare le cellule sane dell’organismo ospitante.
Vero è che si tratta ancora di modelli in vitro, dunque alnon si dispone ancora dei risultati in vivo, vale a dire quelli derivanti dalla somministrazione sperimentale su animali colpiti dalla malattia: tuttavia, alla luce dei primi mesi di sperimentazione e con davanti ancora un anno e mezzo di ricerche già finanziate dal Ministero della Salute, è lecito supporre che questo estratto, completamente naturale, possa rivelarsi un’arma micidiale nella lotta contro una malattia subdola, trasmessa dai flebotomi ai migliori amici dell’uomo ma anche alle persone più fragili, soprattutto nelle aree più povere della Terra.
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I commenti dei nostri lettori
Perla
8 mesi fa
Grazie a questo articolo più di un anno fa, ho potuto conoscere il signor Fausto, oltre che appassionato botanico, persona gentile, squisita, disponibile e attenta. Una rarità. Come il suo preparato che ho somministrato a Nina, la mia cagnolina affetta da leishmaniosi,dopo cicli di medicine tradizionali molto tossiche. Ebbene non solo il primo ciclo della tintura ha abbattuto il titolo anticorpale, anche in occasione di una recidiva,ha fatto lo stesso effetto. Nina sta meglio e io sarò sempre grata al signor Fausto, persona adorabile.
Raffaella
3 anni fa
Sono venuta a conoscenza di questa scoperta, relativa alla cura per la leishmania, questo settembre,e ho immediatamente contattato il giornale Spoletonline,per avere il massimo delle informazioni, e per chiedere se fosse possibile avere accesso a questa cura. Il mio cagnolino da 13 anni ha contratto questa malattia,la quale ha provocato molti danni alla salute La redazione del giornale è stata molto disponibile,e mi ha messo nella condizione di ricevere questa cura. Ho somministrato la terapia,così come mi è stato indicato. essendo un cagnolino anziano, i miglioramenti a distanza di un mese, vanno avanti lentamente, ma sto riscontrando una diversa guarigione delle lesioni hai piedi e alle unghie, che erano oramai delle piaghe aperte. Grazie di tutto vi aggiornerò nel corso del tempo
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