cronaca
Sanità, gara Usl pubblicata in barba alla nuova legge sugli appalti
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Sanità, gara Usl pubblicata in barba alla nuova legge sugli appalti
Molti gli aspetti incomprensibili del bando, pubblicato il giorno prima dell'entrata in vigore della nuova norma contro il criterio del massimo ribasso. Fora (Patto Civico): "E' una vergogna". Cittadini e lavoratori penalizzati. Cosa rischia Spoleto
Il massimo ribasso non può essere il criterio di assegnazione delle gare per i servizi socio-sanitari. Lo sottolinea il consigliere regionale di Patto Civico Andrea Fora nel suo intervento all'assemblea legislativa di Palazzo Cesaroni, lo pensano tutti gli addetti ai lavori e, soprattutto, i cittadini-utenti del Servizio sanitario regionale e del welfare.
Eppure, dopo 18 mesi di proroghe su proroghe, la Usl 2 del direttore Antonio De Fino ha pubblicato - proprio il giorno prima dell’entrata in vigore della nuova legge sugli appalti pubblici - una gara generale “ponte” di appena 6 mesi, utilizzando i vecchi criteri fregandosene bellamente delle disposizioni emanate all’unanimità dal consiglio regionale.
Il risultato? La sanità rischia di essere trattata alla stessa stregua – se non peggio – dell’edilizia, con la differenza che i cittadini non sono mattoni e che il diritto alla salute prescinde da qualsiasi colore politico, latitudine o longitudine geografica. Tutto questo De Fino lo sa bene, come altrettanto bene sa che l’utilizzo del criterio del massimo ribasso genera cattivi servizi e sfruttamento dei lavoratori. Eppure le Usl umbre ignorano le indicazioni della Regione e il disegno di legge regionale ad hoc, tuttora in fase di lavorazione. E a poco o a nulla sono valsi, fino a questo momento, gli allarmi lanciati dalle centrali cooperative e dai sindacati di categoria, al punto che lo stesso Fora non esita a parlare di “vera e propria vergogna” con gravi conseguenze sulla qualità dei servizi e sul benessere dei cittadini.
Ma c’è di più, addirittura. Sì, perché non solo i pazienti umbri e, più in generale, gli utenti dei servizi socio-assistenziali della nostra regione rischiano di essere trattati come dei laterizi; addirittura ci saranno laterizi di serie A e laterizi di serie B, anche se Fora questo aspetto non lo ha colto, almeno non nel suo intervento in consiglio regionale.
Infatti, a scorrere il bando di gara della Usl 2 si evince che il territorio e i servizi sono stati divisi in tre lotti, uno dei quali comprende l’intero bacino Ternano mentre gli altri due riguardano la cosiddetta Area Nord, vale a dire Spoleto, Foligno e Valnerina. Tanto per cominciare non si comprende la logica di tale divisione: perché mantenere insieme tutti i servizi nell’area di Terni mentre a nord li si divide in due lotti separati e più piccoli?
Dopodiché c’è il vero aspetto sorprendente e, per certi versi, allarmante. Infatti, se nel lotto 3 – Terni e provincia – sono ben specificate ore e rapporti operatori/utenti, nei lotti 1 e 2 non vi è traccia di specificazioni, come anche non c’è una suddivisione dei singoli servizi. Addirittura non sono nemmeno indicate le ore di domiciliari, creando un problema persino di suddivisione territoriale in base alle risorse sociali dei singoli Comuni interessati. In altre parole, a leggere i lotti 1 e 2 l’azienda aggiudicataria dell’appalto potrebbe teoricamente imporre ai singoli Comuni quanto e come spendere in materia di Sociale, a prescindere dalle effettive risorse degli enti. Insomma l’assistenza ai più fragili e i diritti dei lavoratori sono diversi a seconda del Comune di appartenenza. Almeno in Umbria, a giudicare da come vengono scritte certe gare d’appalto.
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I commenti dei nostri lettori
velleitario
3 anni fa
Non riesco a capire l'indignazione degli elettori nei confronti dei loro eletti.In Umbria da sempre rossa-bianca ha scelto la coalizione di destra onnicomprensiva della lega nord.Questa coalizione in campagna elettorale ha ampiamente illustrato ciò che avrebbe fatto come peraltro ha fatto al nord.Esagero nell'affermare che gli italiani votano se stessi?Votano il politico che più gli assomiglia in una sorta di autolesionismo patologico?O, mal comune mezzo gaudio?Cosi da essere scagionati da ogni responsabilità!!
Teodelapio
3 anni fa
...ma è ovvio!!! L'assessore regionale Coletto (leghista, per la cronaca), che poi sarebbe il capo "politico" del Dott. De Fino, prima di fare quello che fa in Umbria (i danni!), alla stessa maniera li aveva fatti in Veneto (da cui proviene... tanto che Zaia, leghista anche lui ma notevolmente più capace, non ha esitato un attimo per "sbolognarlo" in Umbria e tenersi buone così, allo stesso tempo, anche le sue "preferenze". E Coletto, appunto, prima ancora ha sempre fatto il geometra-immobiliarista... uno che ha sempre ragionato, peer forza di cose, con i mattoni e i maggiori ribassi di tipo speculativo! Ringraziamo di ciò la destra umbra (e non solo). Grazie alla Presidente Tesei, quella del deficit comunale "monstre" nel periodo nel quale ha fatto il Sindaco a Montefalco!
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