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SpoletoNorcia in MTB, ottimo inizio
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SpoletoNorcia in MTB, ottimo inizio
Bel tempo e tante iniziative che hanno incontrato nutrita partecipazione
Un bellissimo sole ha spazzato via il freddo e le nuvole degli scorsi giorni, illuminando piazza Garibaldi ed il campanile della chiesa di San Gregorio che ha fatto da scorcio all'inaugurazione della storica decima edizione de La SpoletoNorcia in MTB. Tutti gli stand aperti e tutte le attività in moto hanno fatto da contorno al palco in cui si sono susseguiti gli interventi di autorità e testimonal, gestiti da Ludovica Casellati.
Prima del taglio del nastro ha parlato il presidente del Comitato Organizzatore Luca Ministrini, che ha ringraziato le istituzioni per il loro saper “supportare e sopportare” una manifestazione impegnativa come La SpoletoNorcia in MTB. È stata sottolineata anche la nuova collaborazione con Coldiretti, per confermare la vicinanza con il territorio. Spazio, poi, ai testimoniale: Chiara Coricelli, in rappresentanza dell'azienda main partner della manifestazione, Peppone Calabrese di Linea Verde, grande amico del territorio e Franca Fiacconi, già vincitrice della Maratona di Mew York, che incoraggerà i runners della nuovissima SpoletoNorcia Trail. Gli interventi “politici” degli assessori regionali Melasecche ed Agabiti e del vicesindaco di Spoleto Lisci hanno confermato la collaborazione migliore possibile con il Comitato Organizzatore sotto tutti i punti di vista.
Dopo il taglio del nastro, è andata in scena la tavola rotonda “La SpoletoNorcia Inclusiva”, organizzata sotto l'egida de Il Sorriso di Teo, storico Charity Partner de La SpoletoNorcia in MTB. Sono intervenuti, oltre a Cristian Baroni, Michele Pelacci, giornalista di Alvento che si è innamorato dei colori della maglia de Il Sorriso di Teo in occasione di una edizione della Nibali; Alessandro Crespi, primo atleta ad avere realizzato una Everesting, con una diagnosi di sclerosi multipla accertata; Luca Panichi, coraggioso atleta disabile che ha più volte sfidato il percorso della Vecchia Ferrovia con la sua carrozzina e Daniela Isetti, membro del direttivo della Unione Ciclistica Internazionale, da sempre impegnata sul fronta dello sport inclusivo. Al termine di questo spezzone, il presidente di Remoove, Andrea Tomasoni ha confermato che la sua azienda, in collaborazione con la Fondazione Carispo ed altri sponsor, ha potuto mettere a disposizione, presso il Terminal Le Mattonelle, due mezzi che possano essere di sostegno alla mobilità inclusiva.
Nella seconda parte della tavola rotonda, schietto confronto sulla sicurezza dei ciclisti sulla strada: protagonisti sono stati tra gli altri Francesco Ciro Scoto, responsabile della Fondazione Caracciolo e, soprattutto, Marco Scarponi, fratello del grandissimo fuoriclasse Michele, “ucciso” in un terribile incidente nel 2017 ed a cui è intitolata una fondazione che vuol tenere acceso il focus su questo argomento.
Pomeriggio terminato con la combinazione “pinsa e birra”, con protagonista lo chef Jacopo Martellini.
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I commenti dei nostri lettori
j. ruskin
3 anni fa
Viene veramente da chiedersi cosa significa il commento di SpoletodeiMortiViventi! "... questo segno di vita finirà in un città con abitanti viventi e ragionanti" boh!. L'autore pensa che è è opportuno fare queste manifestazioni in città? Non è questo il punto: facciamole, ma proprio perché così di successo troviamo loro altri spazi e se si parla di recuperare la periferia e le frazioni, perché non organizzarle lì? Un mio conoscente ha avuto l'auto danneggiata da un'altra auto, che a velocità sostenuta le si è affiancata, in via Cacciatori delle Alpi bloccata dalle transenne e dove un giovane vigile in difficoltà cercava di smistare il traffico, perché il conducente doveva recarsi al lavoro: c'è chi lavora anche il sabato e anche la domenica.
LaSpoletoDeiMortiMorenti
3 anni fa
Tranquilli cittadini. Prima o poi anche questo segno di vita finirà in un città con abitanti viventi e ragionanti. Voi tutti potrete ritornare al vostro letargo...
Ipocritialpotere
3 anni fa
Prima di organizzare manifestazioni bisognerebbe evitare, laddove fosse possibile,di creare disagi alla gente(specie anziani e malati). Purtroppo,la mancanza di sensibilità da parte di comitati organizzatori e amministrazione comunale,fa si che molte manifestazioni creino forti disagi a chi vive in alcune zone della città.Grazie di cuore
j. ruskin
3 anni fa
Non è possibile che un'intera città sia bloccata da queste manifestazioni. Non si discute la manifestazione in sè, sicuramente attraente e partecipata da chi frequenta, in questo caso, tale tipo di sport, ma gli altri hanno bisogno di muoversi liberamente per lavoro, per impegni, per assistere le persone care, per tutta una serie di motivi più che plausibili. Perché non farle partire da altri luoghi della città, come per esempio, la "piazza del nulla" a San Nicolò, o il Palazzetto dello Sport di via Visso...?
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