cronaca

No ai primariati unici

 

I presupposti del 'Terzo Polo' sono ampiamente ridiscutibili: il sindaco Sisti chieda la revoca del progetto

 

Nella manifestazione popolare del 23 settembre il Sindaco Sisti ed il portavoce del CityForum Spitella hanno detto con precisione che la riattivazione del Dea ospedaliero di Spoleto deve ripartire dal Punto Nascita con Pediatria e servizi collegati. Ovviamente ciò è possibile solo con  una totale revisione del cosiddetto Progetto Terzo Polo, costruito su una applicazione tendenziosa dei parametri del DM 70/2015, parametri che, fra l'altro, la Regione e la USL sono le prime a disattendere.

Se, infatti, il DM prevede un Direttore Sanitario di Presidio solo per un bacino d'utenza di 150000 abitanti, perché sono stati banditi dei Concorsi per la Direzione Sanitaria di Orvieto, di Spoleto e di Foligno, nessuno dei quali ha questi numeri? Semplicemente perché i parametri non sono rigidi: la Regione può derogarvi per fondati motivi, come infatti sta facendo per quasi tutti gli Ospedali DEA. Il che significa che i presupposti del "Terzo Polo" sono ampiamente ridiscutibili.

Nello specifico, la USL prospetta un futuro di Primariati Unici per Foligno e Spoleto, come espediente per disciogliere i Reparti spoletini in quelli di Foligno. La cosa è inaccettabile e disfunzionale. Lo affermiamo anche alla luce delle ultime esperienze. Abbiamo avuto due Primari di Spoleto cui è stata affidata la responsabilità della Struttura Complessa omologa di Foligno, la cui direzione era vacante. Il primo, cardiologo, ha diradato in maniera esagerata i suoi accessi al SanMatteo ed ha messo in discussione la presenza h24 dello specialista nel nostro Ospedale. Ne sono derivati gli incresciosi episodi per i quali pende un'indagine della Procura della Repubblica.

Il secondo, ostetrico ginecologo, valido professionista che pure volentieri, a suo tempo, si era trasferito a Spoleto su propria domanda, ha subito spostato il personale sanitario di Spoleto a Foligno e concorre oggi a negare a Spoleto la restituzione dovuta del suo Punto Nascita. Nessun vantaggio verrebbe dunque al SanMatteo dalla formula "primari unici". Pochissimi, del resto, sono stati i professionisti che hanno saputo e voluto gestire con equilibrio e pari intensità le due Strutture, garantendo uguali diritti agli assistiti.

Pertanto il Sindaco, se vuole dare seguito alle sue parole, esiga la revoca del Progetto Terzo Polo e pretenda la designazione di Primari distinti nei due Dea. Lavori insomma affinché, in tempi brevi, il SanMatteo abbia di nuovo il suo Primario di Cardiologia, di Anestesia e Rianimazione, di Pronto Soccorso, di Radiologia, di Ortopedia - Traumatologia e di Ostetricia- Ginecologia.

Queste sono le cose prioritarie ed indifferibili e non per essere privilegiati, ma semplicemente allineati con le altre Strutture come Orvieto, Branca e Città di Castello, rispetto alle cui aree quella di Spoleto-Valnerina non è certo da meno.



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I commenti dei nostri lettori

Il pensiero di un cittadino.

3 anni fa

Distinto Signor Sindaco Sisti, è giunta l'ora di mostrare i "muscoli", (per non dire altro), ai Responsabili della Sanità della Regione! Se non si sente di farlo significa che per meritare il titolo di Primo Cittadino non ha fatto un'adeguata preparazione. Nel momento in cui si è candidato per ottenere l'incarico di cui si fregia, sapeva benissimo che la difesa dell'ospedale del territorio sarebbe stato uno dei principali compiti con cui si sarebbe dovuto confrontare. Gli spoletini, con il loro voto, il biglietto per vederla "gareggiare" lo hanno pagato qualche anno fa. Quindi, visto che è Lei che rappresenta la loro città, Le dimostri tutto il suo entusiasmo, il suo coraggio, la sua determinazione e il suo valore. Cerchi di non apparirle rinunciatario! Le dimostri con la sua volontà di essere un valido "combattente", cercando soprattutto di non deluderli! Non dimentichi che l'attenzione dei cittadini di questa comunità è tutta rivolta su di Lei! Non deve sottovalutare che per gli abitanti del territorio spoletino e per quelli della Val Nerina, riottenere l'ospedale San Materno com'era prima della pandemia, possibilmente in qualche settore anche migliorato, è un loro desiderio e, soprattutto, un loro diritto. Avere un ospedale efficiente, vale più della costruzione di cento rotonde e di altrettanti supermercati! Se i cittadini del territorio si ammalano e non si possono curare, perché in questa città manca un ospedale, girare attorno alle rotonde o fare degli acquisti nei supermercati per il loro caso servirebbe a poco. Semmai, Signor Sindaco, senza l'ospedale dovrebbe incominciare a preoccuparsi seriamente di aumentare il numero di pompe funebri. Quelle si che sarebbero insufficienti per le necessità che si prospettano! Per concludere, anche se il suo silenzio induce alcuni cittadini a essere pessimisti e a pensare al peggio, facendo tutti gli scongiuri, essi si augurano che Lei riesca a convincere la Regione per trovare una giusta soluzione. La città e i cittadini lo meritano! Detto questo, anche se alcuni filosofi attribuiscono al silenzio delle persone molti aspetti positivi, alcune volte, in certi ruoli, quando le orecchie in attesa sono tante, e se esse sono anche ansiose, è necessario parlare! Quello che si chiede è un piccolo sforzo che riveli ai cittadini quali sono le sue intenzioni! Se è determinato di lottare per riavere l'ospedale o meno. Se si, quante sono secondo Lei le possibilità per riaverlo com'era prima! Anzi, possibilmente meglio di prima!

Carlino

3 anni fa

Lo dovrebbero chiamare "terzo pollo", così è Spoleto fra la volpe Perugia e la faina Foligno ....

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