le interviste di Sol

Sabrina Locci Creative per Mitù

 
 
 
 
 
 

L'imprenditrice, formatrice e stilista spoletina da oggi è anche direttore creativo. Quando la ricerca della consapevolezza si traduce in evoluzione professionale

 

Un’eccellenza tutta spoletina alla guida – in co-direzione con altri tre nomi importanti dell’hairstyle italiano – di un settore strategico di una delle più importanti affiliazioni di rilievo nazionale per parrucchieri della multinazionale Wella Professionals. Sabrina Locci nasce parrucchiera per divenire imprenditrice, formatrice, stilista e direttore creativo. E’ da oggi, infatti, Creative Luxury Brand/Business per il gruppo Mitù, i Consulenti d’immagine Salone partner di Wella e presente sul mercato dal 1989. Un nome che raggruppa oltre 200 saloni accomunati dalla volontà di essere riconosciuti come eccellenze sotto l’aspetto tecnico, creativo e di immagine.
La scorsa settimana, a Milano, Sabrina Locci ha ricevuto l’importante incarico nel corso di un evento cui hanno preso parte i più importanti esponenti dell’hairstyle in Italia. Un attestato di fiducia, un riconoscimento che premia la continua ricerca di migliorarsi, di evolvere professionalmente e umanamente, restando umile e puntando in alto, “dribblando” la frenesia in cui l’individuo rischia di ritrovarsi invischiato senza rendersene conto.

Sabrina, cosa significa, per te, questa nuova sfida? “Il mio lavoro è l’espressione del mio essere all’interno di un contesto produttivo. La mia professionalità, che è riflesso diretto del mio percorso personale, è il biglietto da visita più importante a livello lavorativo. Questo nuovo incarico è, come hai detto bene te, una sfida, l’ennesima della mia evoluzione professionale. Chi mi conosce sa quanto io ami confrontarmi su terreni sempre nuovi, ideali passi di una continua evoluzione. Dalla condizione di artigiano ci si può muovere verso molteplici direzioni, ma sempre con un filo conduttore”.

Quale? “La cura e la ricerca del bello e di tutto ciò che è sano, a cominciare dal diritto di sognare. Oggi tanti giovani scambiano i sogni per diritti: in realtà i sogni, per essere realizzati, hanno bisogno di lavoro e dedizione. Ecco, i sogni non sono diritti, ma il diritto che ciascuno di noi ha è proprio quello di sognare, e di applicarsi per realizzare i propri sogni, all’occorrenza anche gettando il proverbiale cuore oltre l’ostacolo”.

Parli di cura e di concetto di bellezza. Puoi essere più specifica? “E’ molto semplice. Ciascuno di noi può trovare il bello in qualsiasi momento della giornata, per esempio aggiustando piccoli particolari ogni giorno. Sulle persone, sulle cose, sull’ambiente: la bellezza la trovi anche sistemando un vaso di fiori, oppure lavorando sulla testa di una cliente prima ancora che sui suoi capelli. Molte persone hanno paura di scoprire il bello che c’è in loro perché vittime di stereotipi, credenze e abitudini sbagliate che si reputano le uniche possibili. Ma in questo modo non sapranno mai chi sono veramente. La parte che più amo del mio lavoro è proprio questa: aiutare gli altri a sgretolare le proprie false certezze. L’immagine di ciascuno di noi è il riflesso di ciò che ognuno è dentro in questo momento. Da qui bisogna partire per cominciare ad evolvere a livello personale”.

Una bella lezione nell’epoca delle mode esasperate e delle emulazioni ad ogni costo. “Proprio per questo il ruolo dell’hairstylist oggi è di fondamentale importanza anche a livello psicologico, perché le persone tendono a non vedersi più e, soprattutto, a non volersi vedere, preferendo cercare di somigliare a qualcun altro. Il mio approccio, al contrario, persegue la ricerca e la cura del dettaglio, che è e deve restare unico per ogni persona”.



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