società

Lingua Blu, focolai in Valnerina e a Spoleto

 

Vertice in Regione per individuare gli adeguati provvedimenti, sul fronte sia della prevenzione sia del supporto concreto alle aziende colpite

 

Si è svolto nelle scorse ore, su iniziativa dell'assessore regionale alle Politiche agricole Simona Meloni, un incontro operativo con gli uffici regionali, i rappresentanti delle associazioni di categoria del comparto zootecnico e agricolo, i Servizi veterinari delle Usl Umbria 1 e 2, l'Istituto zooprofilattico Umbria-Marche e alcuni sindaci del territorio, per affrontare la gestione dei focolai di Bluetongue (Lingua Blu) rilevati nelle ultime settimane in Umbria.

La riunione è servita a condividere le valutazioni tecnico-sanitarie e a definire - dopo gli annunci dei giorni scorsi - un primo quadro di azioni da attivare, sul fronte sia della prevenzione sia del supporto concreto alle aziende colpite.

"Conosco bene la sofferenza che attraversa oggi il mondo zootecnico umbro – ha detto l'assessore Simona Meloni in apertura dei lavori –. Non si tratta solo di una perdita economica, ma anche di un colpo affettivo per chi ogni giorno lavora con dedizione in stalla. E oggi più che mai, in un settore già fragile come quello ovino, serve una risposta concreta. Quella che si sta vivendo è un'emergenza sociale oltre che economica perché molto spesso queste attività zootecniche rappresentano un presidio territoriale fondamentale per le aree rurali e interne dell'Umbria che dobbiamo tutelare."

L'assessore ha annunciato che porterà in sede di Commissione politiche agricole la richiesta di istituire un fondo di riserva nazionale per emergenze sanitarie zootecniche, a supporto delle Regioni e delle imprese agricole. "Accanto alle misure previste dalla legge regionale – ha spiegato – dobbiamo costruire strumenti nuovi. Penso alle spese di smaltimento, ma anche alle vaccinazioni e alla disinfestazione delle stalle. Il nostro compito è proteggere il reddito e il lavoro degli allevatori umbri, garantendo risposte

rapide e adeguate anche in situazioni complesse come questa".

Durante l'incontro è stato ribadito che la Bluetongue non è pericolosa per l'uomo né per la sicurezza alimentare, ma può avere conseguenze gravi per la salute animale e la continuità delle produzioni. Fondamentale quindi il ruolo attivo delle imprese, in

collaborazione con i Servizi veterinari, nell'adottare misure di prevenzione, segnalare i sintomi e contribuire alla raccolta di dati per il monitoraggio epidemiologico.

La Regione ha incaricato i propri servizi tecnici di elaborare un quadro aggiornato delle segnalazioni e dei fabbisogni emersi, in sinergia con l'Istituto zooprofilattico e le Usl, per orientare le prossime azioni. Gli uffici stanno inoltre valutando azioni straordinarie di sostegno, da integrare nel pacchetto di misure a favore del comparto. Entro 48 ore, poi, arriverà da parte della Regione una nota - già condivisa in un clima di grande collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti - che riguarderà la gestione dello smaltimento delle carcasse, la prevenzione, l'uso dei vaccini in considerazione dei sierotipi e il monitoraggio stretto perché entro dieci giorni è previsto un nuovo aggiornamento.

La Regione, tramite il Servizio regionale Prevenzione e sanità veterinaria, ha ribadito la necessità di vaccinazione tempestiva e volontaria dei capi ovini contro il sierotipo virale rilevato, oltre a una serie di misure preventive come l'uso di ectoparassiticidi, il confinamento notturno degli animali e l'eliminazione dei ristagni d'acqua negli allevamenti.

Infine, è stata attivata una pagina web dove sarà possibile, attraverso il bollettino epidemiologico della Regione Umbria, monitorare l'andamento della situazione.

Il Link

https://prevenzione.regione.umbria.it/novita/blue-tongue-bollettino-epidemiologico-regione-umbria/



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I commenti dei nostri lettori

Valentina

10 mesi fa

Personalmente ritengo l’accaduto di una espressa, reale ed inaudita gravità. Le indicazioni operative da parte del Ministero della salute alle Autorità Unità Sanitarie Locali sono state diffuse tramite una nota tecnico operativa Dlgs 5 Agosto 2022 n. 136 (decreto Prevenzione). L’Italia ha stabilito di non attuare un programma di eradicazione le cui caratteristiche e criteri sono stabiliti nel regolamento Delegato UE 2020/689, in seguito alla facoltà decisionale da parte di ciascun Stato membro al fine di eradicare tutti i sierotipi tradizionali del Virus Blue Tongue. La scelta dell'attuale governo, che avrebbe dovuto necessariamente provvedere alla realizzazione degli interventi di disinfestazione nelle aree a rischio o quanto meno lasciare la possibilità di poter scegliere da parte delle AUSL territoriali, evitando ciò che di fatto è un grave danno all'economia agricola umbra, sarebbe stata decisiva al fine di evitare un'ingente danno di questo tipo. Grazie per l'attenzione.

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