società
Ostetricia e ginecologia secondo Damiani
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Ostetricia e ginecologia secondo Damiani
Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Spoleto si esprime in libertà sulle nuove sfide della sanità locale
Svolta epocale nel dibattito relativo al futuro dell’ospedale di Spoleto. Per la prima volta da quando il reparto è stato chiuso, infatti, un medico dipendente dell’Usl Umbria 2 regolarmente in servizio ha preso una posizione netta ed inequivocabile sulla vicenda relativa al Punto Nascite dell’ospedale di Spoleto. Si tratta del dottor Fabrizio Damiani, direttore dell'Unità Operativa Complessa del San Matteo degli Infermi e responsabile ad interim di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio di Foligno, intervenuto sulla questione (senza attendere permessi dall’azienda sanitaria o dalla Regione) attraverso un commento inviato a Spoletonline che pubblichiamo integralmente:
“In questi mesi il dibattito sul Punto Nascita di Spoleto si è acceso, talvolta infiammato da legittime preoccupazioni, altre volte da narrazioni distorte o da un’idea romantica della sanità che purtroppo non corrisponde più alla realtà. È dunque necessario fare chiarezza, con rispetto per le opinioni di tutti, ma anche con onestà intellettuale. La chiusura del Punto Nascita spoletino non è frutto di volontà politiche o personali, ma l’esito di dinamiche demografiche e sanitarie oggettive: la denatalità, inarrestabile da anni, ha ridotto drasticamente il numero dei parti in Umbria e in tutta Italia. È un dato strutturale, non contingente; la carenza di medici specialisti, in particolare ostetrici, pediatri e anestesisti, è tale da rendere impossibile garantire turni in sicurezza anche nei presidi attualmente attivi; La posizione geografica di Spoleto, a soli 25 km da due ospedali sede di punto nascita (Terni e Foligno), rende la duplicazione dei servizi ostetrici inefficiente e insostenibile”.
Queste condizioni, spiega il professionista, “impediscono di riaprire a Spoleto un reparto di Ostetricia che sia realmente sicuro per le donne e i neonati. Non possiamo permetterci strutture fragili, in affanno, magari con guardie scoperte o senza un pediatra disponibile H24. La sicurezza deve venire prima di ogni altra considerazione. C’è però una strada virtuosa: integrare davvero le funzioni ospedaliere tra Spoleto e Foligno, come previsto dalla delibera regionale del 2022. Una scelta non distruttiva, ma intelligente e lungimirante, che può trasformare una difficoltà in un’opportunità”.
La scelta in questione, in particolare, consentirebbe di “valorizzare la Ginecologia chirurgica a Spoleto, con tutte le sue eccellenze operative, e concentrare l’attività ostetrica a Foligno, dove esistono volumi e risorse adeguate, significa rafforzare entrambe le strutture e offrire ai cittadini servizi migliori, più sicuri e organizzati. Non è vero che ‘tertium non datur’, come qualcuno sostiene: il vero terzo percorso, quello concreto e realizzabile, è proprio questo. Occorre uscire da logiche di retroguardia, da nostalgie che oggi rischiano di fare solo male, e governare il cambiamento, non subirlo”.
Second Damiani, “non si smantella nulla. Si razionalizza, si costruisce una rete ospedaliera moderna, coerente con i tempi e le risorse disponibili. I territori cambiano, la popolazione invecchia, le esigenze sanitarie si trasformano. Il compito delle istituzioni e dei professionisti è rispondere a questi cambiamenti con serietà, non assecondare illusioni. Spoleto ha un futuro sanitario importante, ma diverso da quello del passato. Saperlo interpretare è la sfida che ci attende. E sarebbe un errore imperdonabile sprecarla per difendere posizioni ormai insostenibili”.
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I commenti dei nostri lettori
velleitario
9 mesi fa
Sempre con il max rispetto!Agli avveduti estimatori del celebre filosofo A.Schopenhauer consiglio un'altra frase celebre di cui occorre però farla sua!Ovvero metabolizzarla:"in genere è consigliabile palesare la propria intelligenza con quello che si dice.La prima alternativa è saggezza,la seconda è vanità".
Massa
9 mesi fa
La ginecologia a Foligno è stata chiusa?
Roberto Ranucci
9 mesi fa
Il silenzio è d' oro! Dicevano i vecchi saggi! Ebbene il dottor Damiani avrebbe dovuto seguire questo consiglio, avrebbe evitato di apparire ingrato verso una città e un ospedale a cui deve molto e, contestualmente, verso quello che lui stesso ha fatto rendendo più volte e su più cose il punto nascita di Spoleto all' avanguardia (Un esempio il parto in acqua se non erro primo ospedale in Umbria a praticarlo) ed ora parla di insicurezza! Un po' di coerenza e rispetto se non altro per sé stesso!
Arthur Schopenhauer
9 mesi fa
Una lezione accademica. Contro la demagogia tanto a chilo dei comitati pro San Matteo e le tesi pericolosissime, nonché fuori da ogni realtà del Masaniello del San Matteo, il dottor Enzo Ercolani. Che non deve avere affatto a cuore la sua vecchia categoria di appartenenza: quella degli anestesisti. La posizione del dottor Damiani è quella di chi sposa il buon senso e che non guarda alla luna fissando il dito. Per un capriccio non si può mettere a repentaglio la vita umana, come farebbero i capi e capetti dei comitati pro San Matteo. Non capire che la carenza di medici specialisti, è tale da rendere impossibile garantire turni in sicurezza anche nei presidi che sono sede di punto nascita. Spoleto può essere una eccellenza nella ginecologia chirurgica, mentre Foligno è la sede naturale dell'attività ostetrica, perché ha risorse adeguate e volumi tali da garantire una continuità che può migliorare anche gli standard qualitativi. Dopo questa lezione del dottor Damiani, è davvero venuto il momento di dire basta agli incantatori di serpenti !!
XXX
9 mesi fa
B A S T A !
enzo ercolani
9 mesi fa
che senso ha chiedere la deroga se lo stesso primario è contrario? damiani e proietti si sono sentiti? 10000 e passa spoletini vorrebbero solo un po' di chiarezza e di sincerità.
Aurelio Fabiani
9 mesi fa
Un nemico di Spoleto e della sanità pubblica. Questo è il senso unico del commento del Dott Damiani. Il Punto nascita di Spoleto chiuso per la denatalità e non per scelta politica? FALSO! A Spoleto sono nati 505 bambini nel 2018 e 498 nel 2019. A Branca 365 e 475. A Orvieto 424 e 403. A marzo 2020, l' ospedale COVID (insieme a Pantalla) per indicazione del Comitato scientifico della Regione era Branca (dichiarazione pubblica della Tesei), a ottobre è diventato Spoleto. Chiedete all' allora vicepresidente della regione Morroni, già Sindaco di Gualdo Tadino, perché? Da lì è partita l' operazione "Terzo Polo", sostenuta da menzogne clamorose (riapriremo tutto dichiara la Tesei), per demolire l'Ospedale di Spoleto. Punto nascita, Pediatria, Emergenza medica e chirurgica, cardiologia h 24, rianimazione. SPOLETO a 25 km da Foligno. FALSO! Il San Giovanni Battista dista dal San Matteo 35,700 km. Terni è a 25 ma arrivarci è un dramma e poi con la cura Bandecchi, se passa, andremo a ben oltre i 30 km. Narrazioni distorte sì, ma quelle del Dott. Damiani quindi UN' IDEA ROMANTICA DELLA SANITÀ! Questa frase uscita dalla bocca di un medico, non si può sentire. È stata affossata la 883, trasformata la sanità in azienda, subordinata la Salute ai bilanci, tagliati 37 miliardi alla sanità pubblica negli ultimi 10 anni. Tutto a spese del bisogno di salute e di cura della popolazione, soprattutto dei più poveri. Molti non si curano più. Ma ci colpisce tutti. Tra ottobre 2024 e aprile 2025, mi sono nate due nipotine, all' ospedale meno distante, quello di Terni. Ebbene, tra visite preparto,ricovero, controlli successivi, almeno 25 viaggi a bambina, solo per i genitori. Viaggi estenuanti, tra andata e ritorno Nolto più di un'ora, ritardi, traffico bloccato anche più di un'ora. Pericoli, incontrati solo in quei giorni 5/6 incidenti. Pericoli per le bambine, per i ritardi e perla Strada. Costi! Almeno 200 euro solo per la benzina, e poi lontani da casa si deve pur mangiare. SICUREZZA!Per chi? MA L' ASPETTO PIÙ GRAVE È PERCHÉ LO DICE O PEGGIO PER CHI LO DICE. La Tesei è andata, la Proietti per ora sta ferma. Servono aiuti i a qualcuno? LA CONSIDERAZIONE FINALE NON PUÒ ESSERE CHE AMARA. PERSONAGGI CHE HANNO FATTO CARRIERA ANCHE GRAZIE A SPOLETO, VALE PER DAMIANI E VALE PER LA TESEI, POI CE LI SIAMO RITROVATI COME I NEMICI PEGGIORI.
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