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Giubileo dei Giovani, arrivati 205 ragazzi
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Giubileo dei Giovani, arrivati 205 ragazzi
Provengono dalle diocesi italiane di Cuneo-Fossano e di Mondovì (Piemonte) e da quella francese di Évreux. Don Pier Luigi Morlino: 'Tutto questo lo facciamo unicamente per Gesù, amico esigente che ci indica mete alte
Sono giunti a Spoleto i primi 205 ragazzi e ragazze che si stanno preparando a vivere il Giubileo dei Giovani a Roma, dal 28 luglio al 3 agosto. Provengono dalle diocesi italiane di Cuneo-Fossano e di Mondovì (Piemonte) e da quella francese di Évreux. Sono accolti nelle famiglie che hanno dato disponibilità e nelle palestre delle scuole. Nei prossimi giorni arriveranno altri sette gruppi di giovani. Nel territorio di Spoleto-Norcia verranno accolti in totale 1293 giovani, tra prima e dopo l’incontro di Roma, provenienti da Italia, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Cipro, Brasile e Giamaica.
Nel pomeriggio di sabato 26 luglio 2025 c’è stata l’accoglienza dei 205 giovani piemontesi e francesi nella Basilica Cattedrale di Spoleto, dopo che nella giornata del 25 luglio hanno visitato Assisi (i francesi) e Cascia e Roccaporena (gli italiani). Ad attenderli in Duomo c’erano mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia, Andrea Sisti sindaco di Spoleto, Antonella Fuga Paglialunga dirigente del Commissariato di Polizia di Spoleto e Stefania Fabiani dell’Ufficio di Protezione Civile di Spoleto. I giovani di Évreux sono accompagnati dal vescovo mons. Olivier de Cagny. Mons. Boccardo, in francese e in italiano, ha illustrato brevemente ai giovani le origini della fede a Spoleto e la storia della Cattedrale, soffermandosi particolarmente sulla vicenda di S. Ponziano, sulla Santissima Icone e sul crocifisso di Alberto Sotio. Il sindaco Sisti, al quale ha fatto da interprete l’Arcivescovo, ha dato ai giovani il benvenuto in Città dicendo loro: «Portate nel vostro cuore Spoleto». Il pomeriggio è trascorso con la visita, divisi in gruppi, delle bellezze di Spoleto. Oggi 27 luglio i giovani vivranno il pellegrinaggio giubilare verso la Cattedrale partendo dalla chiesa di S. Pietro extra moenia con l’attraversamento del Ponte delle Torri e alle 11.30 ci sarà la Messa presieduta da mons. Boccardo. Nel pomeriggio, poi, ritrovo di tutti i giovani accolti nelle diocesi dell’Umbria a Santa Maria degli Angeli di Assisi: visita alla Porziuncola, momento di preghiera e dopo cena ci sarà la festa regionale.
“Siamo molto felici di poter accogliere sul nostro territorio i giovani in pellegrinaggio verso Roma per partecipare al Giubileo loro dedicato», afferma don Pier Luigi Morlino delegato per la pastorale giovanile della Diocesi. «L’accoglienza nelle Diocesi prima dell’incontro mondiale con il Papa, che noi di Spoleto-Norcia abbiamo vissuto nel 2023 ad Aveiro in Portogallo, consente ai giovani di sperimentare non solo rapporti di gruppo, di massa, di grandi adunate, ma di entrare nell’intimità di una famiglia e vivere accoglienza e dono, di stabilire rapporti con altre comunità cristiane, più o meno vive, ma sempre porzioni della Chiesa di Gesù”. Accogliere un numero così significativo di giovani richiede un’organizzazione complessa: “Abbiamo coinvolto – prosegue ancora don Pier Luigi – tanti animatori, diversi volontari adulti. La struttura della Curia Arcivescovile chiaramente ci supporta, così come abbiamo trovato collaborazione fattiva con il Comune di Spoleto. Sarà un’esperienza bella ed arricchente – conclude – non solo per gli ospiti ma anche per noi ospitanti, consapevoli che tutto questo lo facciamo unicamente per Gesù, amico esigente che ci indica mete alte: “Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà” (Mt 8, 35)”.
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I commenti dei nostri lettori
Il suono dello Jobel
9 mesi fa
Bellissime iniziative dove i giovani hanno modo di conoscersi e confrontarsi. Mi chiedo però il senso del Giubileo: di cosa essere contenti e 'giubilare' oggi quando viviamo un terribile presente dove la violenza, la guerra, la povertà, la sopraffazione, la disumanità dilagante imperversano? Il Giubileo nella società ebraica, (Levitico 25,8-13) si materializzava in forme economiche e sociali e dunque politiche. Non era questione di anime da salvare ma di corpi da guarire, di persone da liberare, di dignità da rispettare. Le porte sante che vengono aperte in occasione del Giubileo non sono quelle di San Pietro ma quelle della libertà che ristabilisce l'uguaglianza e la parità di diritti fra gli uomini. Il Giubileo è il giorno del riscatto dei poveri ridotti in condizioni miserabili. Colgo nei giovani un senso di indifferenza e impotenza a tutto ciò e se in altri periodi storici sono stati il motore del cambiamento, o almeno ci hanno provato, oggi non credo si possa fare affidamento su di loro. Non trovo in questi ragazzi un ben che minino segno di indignazione, anzi, li vedo qualunquisti ed integrati anche se faranno chiasso per le vie della città ma enormemente distanti dal sovversivo di Nazareth.
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