cultura e spettacolo

Lo swing di Anthony Strong atteso al Teatro Nuovo

 

Il crooner contemporaneo si esibirà venerdì 7 settembre nell'ambito di Spoleto Jazz: non un revival, bensì una reinvenzione del repertorio dei grandi classici

 

Nuovo appuntamento musicale per Spoleto Jazz con uno dei concerti più attesi dell'intera rassegna: venerdì 7 novembre, alle ore 21.00 al Teatro Nuovo G. Menotti, arriva il carismatico Anthony Strong insieme alla potente macchina sonora della Colours Jazz Orchestra, guidata dal direttore e trombonista Massimo Morganti, per un evento che promette scintille.

In un'unica serata, due fuochi che si incontrano: da una parte la voce vellutata e il pianismo elegante di Anthony Strong, autentico crooner contemporaneo che ha riportato in auge lo swing con uno stile personale, raffinato e sempre sorprendente; dall'altra, la Colours Jazz Orchestra, una delle più affermate big band italiane, che con la sua precisione esecutiva e il suo spirito avanguardista è diventata un punto di riferimento per il jazz orchestrale europeo.

Con un titolo che di per sé è già una promessa sul repertorio proposto - Da Cole Porter a Frank Sinatra -  la performance rappresenta non solo una semplice celebrazione della golden age dello swing, ma una vera e propria reinvenzione del repertorio dei grandi classici, rivisitati con nuovi arrangiamenti, slanci improvvisativi e una freschezza interpretativa che lascia il segno. 

Anthony Strong, voce e pianoforte, torna in Italia dopo una carriera che l'ha visto protagonista su palchi di tutto il mondo: dalla BBC alla Royal Albert Hall, dai festival jazz europei alle classifiche internazionali. I suoi dischi (Stepping Out, On a Clear Day, Easy Sailing) hanno incantato pubblico e critica, con il loro mix di swing, eleganza e uno stile che attinge tanto a Sinatra, Mel Tormé, Nat King Cole, quanto a Oscar Peterson. Sul palco sarà affiancato dal batterista Luke Tomlinson e da una delle formazioni orchestrali più affiatate del nostro Paese. 

La Colours Jazz Orchestra, costituitasi nelle Marche nel 2002, è oggi un laboratorio vivissimo di jazz orchestrale, capace di muoversi con disinvoltura tra standard e composizioni originali, tra tradizione e contemporaneità. Il lavoro di Massimo Morganti, direttore, arrangiatore e solista, ha reso questa big band una delle realtà più ammirate anche fuori dai confini italiani. Non è un caso se artisti come Kenny Wheeler, Ayn Inserto, John Taylor e Scott Robinson abbiano scelto di collaborare con loro in progetti discografici e dal vivo.

La serata si inserisce nel cartellone del festival diretto da Silvia Alunni e promosso da Visioninmusica con il contributo del Comune di Spoleto. Una sesta edizione - dal tema Jazz not war - che sta registrando grandi consensi, partecipazione crescente e teatri sold out, confermandosi tra le rassegne più autorevoli per chi ama il jazz come linguaggio contemporaneo e come terreno fertile di contaminazioni. E Spoleto, con la sua storia artistica millenaria, diventa ancora una volta scenario ideale per accogliere questo terzo concerto-evento, che non è solo un tributo alla grande stagione dei crooner, ma una serata esplosiva tra swing incalzante e ballad orchestrali.



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