società

Parte subito forte il progetto 'Dall'empatia all'inclusione'

 

Sala gremita e consensi per il primo incontro della rassegna ideata da PhenoLab insieme alle associazioni 'Il Sorriso di Teo' e 'Social Sport Spoleto' in collaborazione con il Comune

 

Si è concluso con straordinaria partecipazione e grande entusiasmo il primo incontro del progetto "Dall'empatia all'inclusione. Per una cartografia dell'umano" organizzato dal PhenoLab (responsabile scientifico) in collaborazione con il Comune di Spoleto (PG), le associazioni di volontariato Il Sorriso di Teo e Social Sport Spoleto, e con il patrocinio del Cesvol Umbria, Centro Servizi Volontariato - Perugia.

Una sala gremita di pubblico, in cui famiglie, docenti, dirigenti scolastici ed educatori si sono confrontati sui temi dell'empatia, dell'inclusione e della scuola, a partire dalla specificita’ delle competenze dei soggetti coinvolti. L'evento, tenutosi presso Palazzo Mauri, ha segnato un momento di riflessione e condivisione verso tematiche fondamentali per la costruzione di una comunità educante declinata alla pluralita’.

Dopo i saluti instituzionali dell'assessora alle Politiche Sociali del Comune Luigina Renzi, Andrea Duranti ha moderato il panel dei relatori: Cristian Baroni, Presidente Associazione Il sorriso di Teo ODV, ha aperto l’incontro, a cui sono seguiti gli interventi di Sandro Acciarini, Presidente Penso Positivo by Tommaso APS, della Prof. Dr. Francesca Brencio dell’Institute for Mental Health della University of Birmingham (UK) e Direttore del PhenoLab, della Dr. Norma Proietti, Dirigente Scolastico, I Circolo Spoleto, e della Dr. Simona Murolo, terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età evolutiva (TNPEE).

Le esperienze in prima persona di alcuni relatori si sono intrecciate con le relazioni degli esperti per formazione. Tra i temi trattati, l'importanza della scuola all’interno degli ospedali, che rappresenta non solo un’occasione per uscire dalla routine ospedaliera ma soprattutto un’opportunità concreta attraverso cui riconsegnare ai piccoli pazienti la curiosità, la condivisione del tempo con i propri pari, la possibilità di tornare ad essere bambini nonostante le diagnosi che ciascuno di loro possa ricevere; l'inclusione scolastica per ragazzi con disabilita’ a partire proprio dal loro punto di vista, realizzando possibilità finora inesplorate per trasmettere dei contenuti; la necessità di formare il personale docente in modo tale da permettere alla competenza professionale di andare di pari passo con l’empatia; le attività di inclusione scolastica nel contesto delle scuole del I circolo di Spoleto tra sfide e nuovi progetti; la necessità di porre al centro l’ascolto dei bambini e i ragazzi al fine di comprendere i loro bisogni, i contesti famigliari e le loro vulnerabilità.

“Riconoscimento e pluralità dovrebbero darsi come compiti principali di una comunita’ educante che va ben al di la’ delle mura della scuola e dei ruoli professionali” ha detto la dottoressa Francesca Brencio dell'Università di Birmingham e direttore del PhenoLab. “Ci è sembrato necessario avanzare una riflessione critica sull’empatia e sull’inclusione, questioni di cui si discute sempre molto e spesso anche in modo confusionario. Lungi dall’essere un’attitudine alla compassione, o una forma di contagio emotivo, o la proiezione di se stessi nelle situazioni altrui, l’empatia è una delle capacità piu’ complesse che possiamo sviluppare. Poggia sulla capacità di autoriflessività, postura esistenziale intimamente connessa anche allo sviluppo delle capacità cognitive. In tal senso, può e deve essere coltivata, specialmente in quel delicato ecosistema relazione che è la scuola”.

Queste riflessioni hanno trovato nelle esperienze di inclusione portate avanti da Social Sport Spoleto ODV e Il sorriso di Teo ODV sul territorio spoletino esempi virtuosi. “Fare spazio a tutti, secondo le proprie abilità e bisogni, è compito di tutta la comunità, di cui la scuola rappresenta solo una porzione. L’inclusione richiede uno sforzo condiviso che trasforma l'ambiente costruendo un tessuto sociale più ricco e accogliente per ciascuno. Significa riconoscere che ciascuno ha diritto di partecipare pienamente alla vita della comunità, indipendentemente dalle proprie condizioni. Quando eliminiamo le barriere - fisiche, sociali ed economiche - non facciamo un favore a qualcuno, ma costruiamo una società più giusta per tutti” ha detto Andrea Duranti, Presidente di Social Sport Spoleto ODV.

“Se si vuole fare sul serio con l’inclusione occorre alimentare una nuova sensibilità e fornire una formazione capace di includere, e non solo diversificare. Integrazione e inclusione sono due approcci diversi: con l'integrazione, si propone di adattarsi all'ambiente esistente, con l’inclusione, invece, non solo si accoglie ma si modifica l'ambiente stesso per renderlo accessibile per tutti, valorizzando le differenze di ciascuno” ha detto Cristian Baroni, Presidente de Il sorriso di Teo.

Venerdi 19 Dicembre ci sarà il secondo incontro del progetto, che avrà come tema la relazione tra empatia e sport. Anche in questa occasione, le esperienze vive e dirette di chi pratica sport e facilita pratiche inclusive saranno al centro delle riflessioni volte ad evidenziare come ogni persona, indipendentemente dalle proprie abilità, possa fare esperienze di attivita’ motoria, sportive e ludiche, in un clima inclusivo. Per informazioni sul prossimo incontro, si invita a far riferimento al sito del Comune di Spoleto.



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