Opinioni

Tribunale di Spoleto: per gli avvocati 'errore grave tagliarlo'

 

Lettera firmata dal presidente Morichelli: "Sarebbe un'aperta contraddizione con gli impegni assunti dal Governo"

 

"Tagliare ancora la giustizia sui territori sarebbe un errore grave, oltre che un segnale in aperta contraddizione con gli impegni assunti. Per questo motivo il Governo, che ha dichiarato di voler rafforzare una giustizia più vicina ai cittadini, non può accogliere la proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati di sopprimere ulteriori Tribunali e procure". Così l'ordine degli avvocati di Spoleto, che fa sentire la propria voce tramite una lettera aperta firmata dal presidente Pietro Morichelli.

Nel testo il presidente ricorda il disastroso precedente del 2012, che parla chiaro: la chiusura di 31 Tribunali, altrettante Procure e di tutte le 220 Sezioni distaccate italiane, ha inciso profondamente sull’accesso alla giustizia, creando difficoltà che ancora oggi pesano su cittadini e operatori.

L'ordine sostiene fermamente che in Umbria, oggi, l‘ipotesi di nuovi tagli è assolutamente inaccettabile. Non si può pensare di perdere anche il Tribunale di Terni, sede della Corte d’Assise, dopo la chiusura di quello di Orvieto. Sarebbe decisamente grave, inoltre, mettere in discussione il Tribunale e la Procura di Spoleto, che rappresentano i secondi Uffici del Distretto per estensione territoriale e numero di procedimenti.

Pergli avvocati il presidio di Spoleto non è una realtà considerabile marginale, poiché presta servizio a tutta la fascia centrale della regione, includendo il principale Ufficio di Sorveglianza per tre istituti penitenziari e coordinando più uffici del Giudice di Pace, nelle sedi di Todi, Foligno, Spoleto e Norcia. È, di fatto, uno dei pilastri su cui si regge l’organizzazione giudiziaria umbra.

Rafforzare e non indebolire i Tribunali di Spoleto e Terni è dunque essenziale per garantire il futuro della Corte d’Appello di Perugia. La strada da percorrere non è quella dei tagli, che metterebbe a rischio l’intera architettura della giustizia regionale, bensì quella degli investimenti.

Per queste ragioni, l'ordine degli avvocati di Spoleto si richiama e chiede alla Regione e ai parlamentari di intervenire subito sugli organi giudiziari della città di Spoleto, sottodimensionati da anni: si richiedono almeno 4 giudici in aggiunta ai 16 già presenti e 2 pubblici ministeri in più rispetto ai 6 attuali, oltre che ad un adeguato potenziamento del personale amministrativo.

Difendere questi presidi, il sunto della lettera di Morichelli, non è una battaglia corporativa, ma una scelta di responsabilità verso i cittadini. Perché senza una giustizia vicina, efficiente e presente sul territorio, a indebolirsi non sono solo gli uffici, ma i diritti stessi.



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I commenti dei nostri lettori

Carlino

6 giorni fa

A Cintioli. Pare però che l'opposizione alla proposta di chiusura del tribunale non sia solo della categoria professionale degli avvocati. In altro articolo su questo giornale si riporta la medesima posizione in merito del consigliere regionale Lisci.

Preciso

6 giorni fa

Governa l'Associazione Nazionale M. e quindi "un" sindacato !!!!!!!!

Luigicintioli

7 giorni fa

Lettera Aperta: La Giustizia non è un privilegio di residenza A Pietro Morichelli, Abbiamo letto le Sue riflessioni sulla geografia giudiziaria umbra e non possiamo fare a meno di notare come la Sua visione della "giustizia vicina ai cittadini" sembri coincidere perfettamente con la tutela di una specifica comodità professionale. Sostenere che la razionalizzazione dei tribunali sia un errore grave significa ignorare deliberatamente la realtà del sistema Paese. La verità che non viene detta è che il diritto alla giustizia non è un servizio a chilometro zero, come un ufficio postale o un tabaccaio. Il cittadino non ha bisogno di un tribunale sotto casa se questo, per mancanza di massa critica e risorse, produce sentenze dopo anni di attesa. Ha bisogno di efficienza, specializzazione e rapidità: obiettivi che si raggiungono solo attraverso l'accorpamento e la creazione di poli giudiziari d'eccellenza. Le Sue istanze, che vorrebbero sottrarre magistrati e personale a contesti nazionali ben più critici per foraggiare la sede di Spoleto, appaiono come un estremo tentativo di difendere un privilegio logistico. È comprensibile che per un avvocato sia preferibile non doversi spostare, ma spacciare questa esigenza per una "scelta di responsabilità verso i cittadini" è un'operazione retorica che non regge al vaglio della logica. Mentre la magistratura tenta di traghettare il sistema verso una modernità fatta di risorse ottimizzate, la Sua posizione resta ancorata a una difesa del territorio che sa di passato. La giustizia è un valore universale, non un presidio di quartiere a difesa di un indotto professionale locale. Τὴν τῶν δικαστῶν σύνεσιν ἐπαινοῦμεν, ὅτι οὐ ταῖς τῶν πολλῶν δόξαις εἴκουσι, ἀλλὰ τῷ τῆς δίκης κανόνι πείθονται. Χρὴ γὰρ τὸν δικαστὴν ὥσπερ νόμον ἔμψυχον εἶναι, ἀεὶ τὸ δίκαιον πρὸ τοῦ ἰδίου κέρδους αἱρούμενον.» Dr Luigi Cintioli

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