cronaca
Ispettore aggredito da un detenuto nel carcere di Maiano
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Ispettore aggredito da un detenuto nel carcere di Maiano
L'agente è stato colpito al volto con un monitor. L'allarme del Sinappe: 'Ennesimo caso di violenza in un istituto ormai al collasso'
Ennesimo caso di violenza all’interno del carcere di Maiano. Un ispettore, coordinatore di un reparto detentivo, è stato infatti aggredito il 29 aprile da un detenuto di origine pugliese trasferito per motivi di ordine e sicurezza. A darne notizia è il Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria, esprimendo piena solidarietà alla vittima. “È stata colpita al volto - spiega il segretario regionale Daniele Rosati - con un monitor e successivamente aggredito fisicamente. Solo il rapido intervento della Vice Comandante e di altri agenti ha evitato conseguenze gravissime. Nonostante la prognosi di sette giorni, appare chiaro che poteva accadere il peggio se non fossero intervenuti a sottrarlo alla furia dell’aggressore”.
“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza in un istituto ormai al collasso” denuncia la sigla sindacale. “Spoleto è diventato il punto di raccolta nazionale dei detenuti più problematici, senza alcuna strategia e con una carenza di personale che nel ruolo degli agenti raggiunge il 21%, nonostante siano stati assegnati 31 unità che arriveranno prossimamente a Spoleto. Il sindacato sottolinea quattro criticità strutturali: sovraffollamento dei detenuti media sicurezza oltre i limiti regolamentari, concentrazione di detenuti ad alta pericolosità, trasferimenti continui senza valutazioni preventive, assenza di un modello gestionale, di spazi idonei e di personale per soggetti ingestibili “Non si possono trattare detenuti estremamente pericolosi come la restante popolazione.
Servono sezioni dedicate, protocolli specifici e personale formato. Invece si continua con la logica dei ‘turisti penitenziari’, spostati da un istituto all’altro senza una strategia”. Il Sinappe evidenzia inoltre che, dopo la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, nelle sezioni comuni convivono: detenuti psichiatrici, tossicodipendenti, soggetti con disturbi comportamentali gravi e detenuti ad alta pericolosità. “La Polizia Penitenziaria è lasciata sola a gestire situazioni cliniche e sociali che richiederebbero strutture specializzate”. Il sindacato chiede quindi: stop immediato ai trasferimenti di detenuti ad alta pericolosità verso Spoleto, istituzione di sezioni dedicate per i soggetti ingestibili, assegnazioni straordinarie di personale e un tavolo urgente con il Provveditorato regionali dell'Amministrazione Penitenziaria ed il dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. “La sicurezza del personale non può essere sacrificata all’improvvisazione amministrativa. Spoleto non può continuare a essere il terminale delle inefficienze del sistema penitenziario. Una volta era il fiore all’occhiello per l’amministrazione penitenziaria con per livello di sicurezza e trattamento”.
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