La Scienza in Tasca
La costellazione di Orione e i suoi segreti
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La costellazione di Orione e i suoi segreti
Tra una futura supernova e una fucina di stelle, la costellazione di Orione nasconde molto più di quel che si vede dalla Terra
La costellazione di Orione è una delle più facili da riconoscere nel cielo notturno. Basta individuare tre stelle allineate quasi perfettamente: queste costituiscono la celebre “cintura di Orione”.
All’interno di Orione si trovano alcune delle stelle più spettacolari del cielo. Betelgeuse, per esempio, è una supergigante rossa così grande che, se si trovasse al posto del Sole, coprirebbe anche l’orbita di Marte. È una stella in fase avanzata della sua vita e, un giorno, esploderà in una spettacolare supernova. Dall’altra parte della costellazione brilla Rigel, una supergigante blu tra le stelle più luminose del cielo, molto più calda e giovane.
Sotto la cintura, all’altezza della cosiddetta “Spada di Orione”, si trova la Nebulosa di Orione, a circa 1.300 anni luce di distanza dalla Terra. Si tratta di una nube di gas e polveri che ospita stelle molto giovani, protostelle e dischi protoplanetari: per questo è una delle regioni di formazione stellare più attive e vicine a noi.
C’è un aspetto importante che accomuna tutte le costellazioni: le stelle che, viste dalla Terra, appaiono vicine tra loro, in realtà non lo sono affatto. La costellazione è un disegno apparente, una sorta di illusione dovuta alla prospettiva. Ogni stella, infatti, si trova a distanze enormemente diverse dalla Terra, anche a centinaia di anni luce l’una dall’altra. Questo vuol dire che la costellazione di Orione è una figura tridimensionale nello spazio molto più complessa di come può sembrare vista dalla Terra.
Dietro l’immagine familiare di Orione si nascondono stelle in fasi diverse della loro vita, enormi distanze e una Nebulosa dove stanno nascendo nuove stelle. Da tre punti luminosi allineati si apre così una finestra su un’affascinante angolo dell’universo.
In immagine: rappresentazione delle stelle della costellazione di Orione insieme a un disegno del cacciatore Orione così come probabilmente lo immaginavano i Greci. Crediti: NASA/STScI
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I commenti dei nostri lettori
Simo
4 mesi fa
Mi ha sempre affascinato (e un po' inquietato) l'innata tendenza del cervello umano a riconoscere forme familiari in immagini o strutture totalmente casuali e disordinate. Le costellazioni ne sono un esempio.
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