cultura e spettacolo

Una costellazione di libri a Spoleto

 

Il Caio Melisso diventa palcoscenico della dozzina del Premio Strega

 

Per la prima volta l’Umbria ha aperto le sue porte alla dozzina del Premio Strega, e lo ha fatto nel cuore pulsante dell’arte: Spoleto. Le luci soffuse e i velluti rossi del piccolo gioiello della città, il Teatro Caio Melisso, hanno fatto da cornice ai dodici finalisti del premio letterario più prestigioso d’Italia. Per qualche ora il teatro è diventato una piccola “costellazione di storie, emozioni e visioni del mondo”, citando le parole della moderatrice della serata Loredana Lipperini. Le sue domande, hanno accompagnato il pubblico dentro universi diversi tra memoria, inquietudine e desiderio di raccontarsi.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati:

Maria Attanasio, con “La Rosa Inversa” (pubblicata da Sellerio);

Teresa Ciabatti con “Donnaregina” (Mondadori),

Mauro Covacich “Lina e il sasso” (La nave di Teseo),

Michele Mari “I convitati di pietra” (Einaudi),

Matteo Nucci “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli)

Christian Raimo, “L’invenzione del colore” (La nave di Teseo),

Elena Rui, “Vedove di Camus” (L’ orma),

Nadeesha Uyangoda “Acqua sporca” (Einaudi),

 

Assenti invece:

Marco Vichi con '' Occhi di bambini'' (pubblicato da Guanda)

Ermanno Cavazzoni con ''Storia di un'amicizia'' (Quodilibet),

Alcide Pierantozzi ''Lo sbilico'' (Einaudi) 

Bianca Pitzorno con ''La sonnambula'' (Bompiani).

La serata ha permesso al pubblico di entrare dentro le storie in gara, ascoltando non soltanto i libri, ma anche le fragilità, i ricordi e le ossessioni dei loro autori. Ogni intervento sembrava aprire una finestra diversa sul nostro tempo. La forza del Premio Strega è ricordarci che la letteratura continua ancora ad essere un luogo dove le parole non servono soltanto a raccontare storie, ma anche a custodire paure, desideri e domande che appartengono a tutti noi.



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