società

I carabinieri incontrano oltre mille studenti del territorio

 

Successo del progetto nelle scuole del territorio. Affrontati temi come violenza di genere, bullismo, uso consapevole dei social e rischi delle droghe

 

In vista della chiusura dell’anno scolastico, i carabinieri della compagnia di Spoleto hanno tracciato un bilancio del ciclo di incontri dedicato alla “Formazione della cultura della legalità”. L’iniziativa, che si inserisce nel protocollo d’intesa tra l’Arma e il Ministero dell’Istruzione, ha visto il Capitano Marco Rotondi, Comandante della locale Compagnia e i Comandanti di Stazione impegnati in un tour formativo di vasta portata che ha coinvolto oltre mille studenti e più di venti scuole del territorio, dislocate tra i Comuni di Spoleto, Campello sul Clitunno, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Cerreto di Spoleto e Sant’Anatolia di Narco.

I dibattiti hanno toccato i temi più sensibili della società moderna, a partire dal contrasto alla violenza di genere. Attraverso l’analisi del “Codice Rosso”, i militari hanno fornito agli studenti le competenze per riconoscere i primi segnali di allerta, volti a prevenire eventuali comportamenti tossici e pericolosi.

In tale ambito, è stata evidenziata l’importanza fondamentale del Numero Unico di Emergenza - NUE - 112, strumento strategico per fornire assistenza immediata allepersone in situazione di emergenza, nonché della “stanza tutta per sé”, un ambiente protetto disponibile anche presso la Compagnia Carabinieri di Spoleto, concepito per offrire supporto alle donne che decidono di denunciare episodi maltrattamenti in famiglia.  

Parallelamente, l’attenzione si è rivolta al mondo digitale e relazionale per affrontare i rischi del bullismo e del cyberbullismo: in tale contesto, gli studenti sono stati guidati verso un uso consapevole della rete, al fine di prevenire prevaricazioni che spesso hanno origine nell’ambito dei social media.

Non è mancata un’analisi franca sui rischi associati all’uso di sostanze stupefacenti, con l’obiettivo di sfatare il mito della loro bassa pericolosità e di mettere in luce le gravi conseguenze che possono avere sulla salute e sulla carriera scolastica e professionale dei giovani studenti.

Tali tematiche sono state trattate in maniera unitaria sotto il comune denominatore della responsabilità individuale: i Carabinieri hanno infatti esortato i giovani a sviluppare il senso critico necessario per opporsi alle dinamiche di gruppo negative, promuovendo l'empatia e il coraggio di compiere scelte etiche.

L'interesse dei ragazzi non si è manifestato unicamente nei confronti del rispetto delle regole, ma anche dei valori promossi dall’Arma, con numerose curiosità riguardanti il funzionamento del pronto intervento e i percorsi da intraprendere per diventare Carabinieri.



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