La Scienza in Tasca

Trump apre gli archivi UAP: cosa c'è nei file sugli “oggetti non identificati”

 

I documenti resi disponibili riguardano casi irrisolti, raccolte di foto, video, testimonianze e rapporti storici su fenomeni ancora inspiegabili.

 

L’amministrazione Trump ha avviato la pubblicazione di nuovi documenti governativi sui fenomeni aerei “non identificati”. Un tempo erano soprannominati UFO (Unidentified Flying Object), mentre oggi molte agenzie usano il termine UAP (Unidentified Anomalous Phenomena) perché più ampio e meno suggestivo: oltre agli oggetti nel cielo comprende anche i fenomeni in mare, nello spazio o in altri contesti in cui qualcosa resta inspiegato.

Il materiale rilasciato include documenti declassificati, immagini, video e resoconti raccolti nel tempo da più agenzie federali, tra cui il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti. Ci sono episodi recenti con riprese militari e report storici che arrivano fino alle missioni Apollo e a vecchi avvistamenti risalenti agli anni Quaranta. Il sito governativo dedicato spiega che si tratta di casi irrisolti, cioè di episodi per i quali il governo non è ancora in grado di stabilire con certezza che cosa sia stato osservato.

Il rischio più comune davanti a documenti del genere è trasformare l’assenza di spiegazione in una prova di qualcosa di straordinario; ma “non identificato” non vuol dire automaticamente “alieno”. Anche le testimonianze più suggestive dei militari o i video di oggetti il cui moto nel cielo è inspiegabile non bastano da soli a confermare la vita extraterrestre: sarebbe come studiare le dinamiche di un incendio e, non riuscendo a trovarne la causa, concludere che i draghi che sputano fuoco esistano.

I documenti possono quindi essere utili per studiare come vengono raccolti e valutati gli avvistamenti e quali sono, ad esempio, i limiti dei sistemi di osservazione militare e civile. Il materiale rilasciato può alimentare il dibattito pubblico, ma non autorizza scorciatoie logiche sull’esistenza degli alieni.

 

In immagine: fotografia della NASA scattata durante la missione Apollo 17 nel dicembre 1972. L’immagine mostra tre “punti” disposti a triangolo nel quadrante in basso a destra del cielo lunare; non c'è consenso sulla natura dell’anomalia. Fonte: Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti -  war.gov/UFO



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I commenti dei nostri lettori

Punto di vista personale:

4 mesi fa

Se Trump aprisse quei file, sarebbe un bene per l'umanità. È più probabile che la smette di dichiarare guerra, ora all'uno e all'altro Stato di questo martoriato Pianeta, e di avere come unici obiettivi gli alieni, suoi simili! E nella impossibilità linguistica di poter comunicare in fretta con loro, per imporgli delle condizioni e dazi, è più probabile che egli si imbarchi su qualche navicella spaziale per non rivederlo sulla Terra mai più.

Simone

4 mesi fa

Complimenti per l'articolo, come sempre. Sarebbe interessante, a proposito di strani fenomeni luminosi, un approfondimento sui fulmini globulari. Grazie!

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