società

Consegnati gli attestati del Servizio civile

 

Diciassette i giovani che, in questi mesi, hanno contribuito alla realizzazione dei progetti dell'Amministrazione

 

Si è tenuta in Comune la cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti del bando del Servizio Civile Universale, un momento significativo per celebrare l'impegno, la crescita personale e il percorso svolto dai giovani coinvolti nei progetti dell'amministrazione. All'incontro sono intervenuti il sindaco Andrea Sisti e l'assessora Luigina Renzi, che hanno voluto ringraziare i ragazzi e le ragazze per il contributo dato alla comunità e condividere alcune riflessioni sul valore dell'esperienza vissuta.

Hanno ricevuto gli attestati: Yasmine Benhamida, Lorenzo Bisogni, Tommaso Cambi, Irene Della Giovampaola, Rossella Maria Dimona, Tommaso Fabi, Francesco Ferraccio, Alessandro Maria Gaudenzi, Elisa Gjoni, Vitaliy Kulyk, Niccolò Martellini, Giulia Martini, Giulia Meriggioli, Cristiano Pergolari, Samuele Proietti, Giada Rambotti e Sara Santini.

"Il Servizio Civile - ha detto il sindaco Sisti - rappresenta un'importante esperienza di vita e di approccio al lavoro. Vi ha permesso di vedere da vicino come funziona una macchina amministrativa, comprenderne la complessità e il ruolo fondamentale di supporto ai cittadini. Preparazione, studio e lavoro sono tre componenti essenziali per chi sceglie di operare nella pubblica amministrazione. Spero che non dimenticherete questa esperienza: grazie per quanto avete fatto e in bocca al lupo per il vostro futuro".

"L'Amministrazione - ha aggiunto l'assessora Renzi - è una macchina complessa, ma fatta soprattutto di persone. Persone che vi hanno accompagnato con attenzione e delicatezza, facendovi da guida in questo percorso. Avete avuto modo di conoscere un mondo complesso, ma ricco di risorse e di umanità. Spero che questa esperienza sia stata significativa e possa aiutarvi a orientarvi anche nelle vostre future scelte personali e lavorative".



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I commenti dei nostri lettori

Francesco

2 mesi fa

Bravi questi ragazzi e ragazze che hanno dedicato parte della loro vita alla comunità. Si tratta sicuramente di un’esperienza positiva e formativa, ma mi permetto di riflettere su come cambiano le cose nel tempo. Quando ho svolto il servizio civile, alla fine degli anni ’70, durava 8 mesi in più del servizio militare ed era chiaramente punitivo: serviva a scoraggiare chi, per ragioni ideologiche, utilizzava la legge 772/1972 sull’obiezione di coscienza. Ho subito un’indagine da parte dei carabinieri che cercavano informazioni sul mio conto. Oggi a questi ragazzi diamo il riconoscimento, giustamente, per il lavoro svolto, anche se penso che 5,19 euro all’ora siano una miseria. Mi chiedo se le istituzioni non possano fare di più e meglio nei confronti di questi giovani utilizzando il servizio civile non solo come parcheggio per giovani disoccupati ma renderlo davvero un ponte verso opportunità concrete.

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