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Vola il turismo: 22.824 arrivi da gennaio a marzo

 

Registrato un aumento del 25,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le presenze a quota 51.486, in crescita del 30,5%

 

Prosegue anche nel 2026 il trend positivo dei flussi turistici a Spoleto. I dati relativi al primo trimestre registrano infatti un significativo incremento sia negli arrivi che nelle presenze, a testimonianza della capacità della città di attrarre visitatori italiani e stranieri in diversi periodi dell'anno. Dal primo gennaio al 31 marzo 2026 gli arrivi complessivi sono stati 22.824, con un aumento del 25,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le presenze hanno raggiunto quota 51.486, in crescita del 30,5%.

Particolarmente rilevante il contributo del turismo nazionale: gli arrivi di visitatori italiani sono stati 19.229 (+27,1%), mentre le presenze hanno toccato le 41.832 unità, con un incremento del 35,2%. In crescita anche il mercato internazionale, che registra 3.595 arrivi (+15,3%) e 9.654 presenze (+13,7%), confermando l'interesse sempre più diffuso verso Spoleto e il suo patrimonio culturale, artistico e paesaggistico.

"I dati del primo trimestre del 2026 rappresentano un risultato importante e confermano la bontà del lavoro che stiamo portando avanti per promuovere Spoleto come destinazione turistica di qualità durante tutto l'anno" ha dichiarato l'assessore al turismo Giovanni Angelini Paroli. "La crescita degli arrivi e delle presenze, sia sul mercato nazionale che su quello internazionale, dimostra come la nostra città sia sempre più apprezzata per la ricchezza della sua offerta culturale, per gli eventi, per il patrimonio storico-artistico e per l'accoglienza delle strutture ricettive, nonché la diversità del cibo che sanno offrire i nostri ristoratori. Continueremo ad investire nella promozione del territorio e nella valorizzazione delle sue eccellenze, con l'obiettivo di consolidare questi risultati e rendere Spoleto sempre più competitiva nel panorama turistico nazionale e internazionale".

Positiva anche l'affluenza registrata nei mesi di aprile e maggio all'ufficio informazioni turistiche di piazza della Libertà. A fronte dei 3.248 accessi avuti nel 2025 (1.385 ad aprile e 1.863 a maggio), negli ultimi due mesi del 2026 c'è stato un aumento di oltre 2.000 persone, per un totale di 5.385 accessi (2.538 ad aprile e 2.847 a maggio).

"I turisti che hanno chiesto informazioni al nostro ufficio turistico hanno manifestato un particolare apprezzamento non solo per il decoro e l'igiene della città, ma anche per i servizi che vengono offerti, in particolare per i collegamenti della Metropolitana Pedonale. Questi numeri – ha aggiunto l'assessore Angelini Paroli - rappresentano un segnale particolarmente incoraggiante in vista della stagione estiva, tradizionalmente caratterizzata da una forte affluenza di visitatori, e confermano il ruolo di Spoleto come una delle principali destinazioni culturali dell'Umbria".



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I commenti dei nostri lettori

Roberto Quirino

2 mesi fa

L'incremento degli arrivi si traduce in un incremento della qualità dell'offerta? Mi sembra che i toni trionfalistici non tengano conto di una città svuotata dei suoi abitanti, e in questo ha ragionissima chi si firma "dubito",e di tutti i suoi esercizi e servizi commerciali di prossimità. La qualità dell'offerta non credo debba misurarsi sulla quantità degli arrivi, dato che la città si è chiusa asfitticamente entro l' area della sola "acropoli", la sola che viene percepita da questo tipo di turismo come "centro storico": chi sale dalla Torre dell'Olio chiede dove sia il "centro storico", alludendo alla Spoleto di don Matteo, cioè quasi esclusivamente a Piazza del Duomo, dov'è la chiesa di don Matteo. Nel mentre, corso Mazzini è ormai costellata di "mangiarini". Non del tutto trascurabile è quanto affermato da "Maurizio": a volte, anche il residente ha bisogno di mangiare fuori casa e non sempre per diporto, ma anche per necessità. Superstite in centro storico, il residente si è ormai adattato a predere l'auto per andare in un supermercato a comprare soltanto il pane. E' così che Spoleto si è "aperta", come auspicato da un sindaco di qualche tempo fa: si è aperta verso i supermercati di periferia (Spoleto senz'auto), e si è chiusa nella Spoleto di don Matteo... Come ha detto quel bambino: "Spoleto è triste"!

Sergio Grifoni

2 mesi fa

Una buona notizia. Però userei toni di pacata soddisfazione più che trionfalistici. Solo perché la crescita del 25% rientra nella media regionale e, dai dati ufficiali, emerge che veniamo dopo altre città ugualmente vocate al turismo. Ecco i dati: ARRIVI TURISTICI 1 - Assisano. 34% 2 - Perugino 21% 3 - Folignate 8% 4 - Ternano. 6% 5 - Orvietano. 6% 6 - SPOLETINO. 5% PRESENZE TURISTICHE: 1 - Assisano. 29% 2 - Perugino. 24% 3 - Folignate. 8% 4 - Ternano. 7% 5 - Orvietano e SPOLETINO. 5% Quindi restiamo soddisfatti ma, di contro, vediamo di migliorare per risalire posizioni che sono alla nostra portata. Mi fa comunque piacere che l’Assessore Paroli abbia dichiarato che l’obiettivo è la crescita. Su questo mi troverà sempre disponibile

dubito

2 mesi fa

Cosa è rimasto dell'anima di Spoleto? Immagino che i turisti si accorgano anche delle tante saracinesche chiuse. Abbiamo sentito il bambino di una coppia di turisti che diceva: 'Spoleto non mi piace...è triste...' La voce dell'innocenza! Il centro storico di Spoleto è diventato, come molte città italiane più o meno grandi, un luogo non luogo, senza vere, utili attività storiche che servano veri abitanti ma un proliferare di fasulli b%b - spesso investimenti di romani, quindi gli affitti finiscono in altrui tasche e non investiti in loco- e 'mangificio' diffuso. Se voglio comprare ago e filo o una lampadina o un pò di pesce dobbiamo prendere la macchina e andare in periferia. Siamo sicuri che il turismo sia il principale obiettivo di un'amministrazione? Senza contare i tanti alloggi abitati da extracomunitari che aumentano sempre più -basta vedere quante donne e bambine non vanno vestite con abiti occidentali ma completamente coperte e con il velo in testa- Se il futuro della città è anche un cambio etnico, alla faccia di chi ipocritamente proclama di fare guerra ad un paese per 'liberare le donne dall'obbligo del velo', allora buona fortuna ai pochi italiani rimasti...ci toccherà imparare in fretta albanese, rumeno, arabo o swahili per 'integrarci'.

MAURIZIO

2 mesi fa

Non cresce però solo il numero dei turisti, ma anche il costo di un pranzo al ristorante. Tanto a Spoleto, una volta visitata, non ci tornano di sicuro!!!

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