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Musica dal Seicento all’Ottocento a San Ponziano
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Musica dal Seicento all’Ottocento a San Ponziano
Oggi pomeriggio (6) il secondo concerto d'organo della stagione promossa dall'associazione culturale 'L'Orfeo'
L’associazione culturale "L’Orfeo" propone per oggi 6 giugno alle ore 17.30 il secondo concerto d'organo della stagione nella suggestiva chiesa di San Ponziano. Il Maestro Giandomenico Piermarini eseguirà un programma di musiche dal Seicento all’Ottocento sull’antico organo italiano della basilica, strumento dalle proporzioni intime e raccolte che si distingue nettamente dalla maestosità monumentale degli organi d’oltralpe della stessa epoca, spesso caratterizzati da imponenti canne di facciata e ricchi decori.
Pur nelle sue dimensioni più contenute, questo organo non manca di grande fascino e profonda suggestione mistica, grazie alla varietà dei suoi timbri: dal caldo e avvolgente 'Principale' fino alle scintillanti e luminose sonorità del 'Ripieno'. A questo tipo di strumento hanno dedicato pagine immortali artisti come Girolamo Frescobaldi, ferrarese di nascita ma romano d’adozione. Il programma si apre proprio con due sue Toccate: la prima, vivace e contrastata, dal carattere quasi improvvisato; la seconda, “da sonarsi alla levatione”, di tono mistico e contemplativo.
Segue Bernardo Pasquini, altro grande organista romano, con una breve Toccata brillante e un’altra basata sull’imitazione del verso del cucù.
Di diversa destinazione sono invece le variazioni di Jan Pieterszoon Sweelinck, costruite su melodie popolari e destinate al diletto dei mercanti fiamminghi. Di carattere gioioso è la Fuga "alla Giga" in Do maggiore di Dietrich Buxtehude, grande maestro nord-europeo e importante precursore di Bach. Proprio di J.S. Bach è l’unico brano sacro del programma: il Preludio sul corale Allein Gott in der Höh’ sei Ehr’. Si ritorna alla musica italiana con Domenico Zipoli, gesuita toscano attivo a Roma e poi in America Latina, di cui vengono eseguite tre composizioni. Seguono una gaia Sonata in due tempi di Baldassarre Galuppi e, a chiusura del concerto, una breve Sonata giovanile per organo di Vincenzo Bellini, l’unico suo brano originale per tastiera, già improntato alla brillantezza melodica tipica del suo stile.
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