cronaca
Il PD insiste: 'no' al ridimensionamento del San Matteo
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Il PD insiste: 'no' al ridimensionamento del San Matteo
Votato dall'assemblea un documento per contrastare le dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti
L'assemblea del Partito Democratico di Spoleto dice no a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dell'Ospedale San Matteo degli Infermi e ribadisce la necessità di confermare e rafforzare il DEA di Primo Livello. Nel corso dell'ultima assemblea è stato infatti votato un documento dopo le recenti allarmanti dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.
Nel documento elaborato, il Partito Democratico di Spoleto evidenzia di seguire con attenzione il percorso di elaborazione del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale dell'Umbria, "uno strumento atteso da oltre quindici anni e chiamato a definire il futuro della sanità pubblica regionale. La sanità pubblica rappresenta uno dei principali strumenti di uguaglianza sociale e di tutela dei diritti costituzionali. Per questo - sostiene il documento dell'assemblea del Pd - la riforma del sistema sanitario umbro deve essere guidata da una chiara visione politica, capace di mettere al centro i bisogni delle persone, il rafforzamento dei servizi e la prossimità delle cure. L'obiettivo non può essere una semplice riorganizzazione amministrativa, ma una vera riforma del sistema sociosanitario regionale fondata su alcuni principi fondamentali: rafforzamento della sanità territoriale; riduzione delle liste d'attesa; incremento del personale sanitario; valorizzazione della medicina di prossimità; integrazione tra ospedale e territorio; innovazione tecnologica e digitale; partecipazione dei territori e delle comunità locali alle scelte strategiche".
L'assemblea del Pd spoletino sottolinea quindi che "in questo quadro condividiamo l'impostazione secondo cui il Distretto sociosanitario deve tornare ad essere il fulcro della programmazione territoriale e che le Case della Comunità, la medicina generale, l'assistenza domiciliare e la rete dei servizi territoriali costituiscano il primo livello di risposta ai bisogni di salute dei cittadini".
Il Pd di Spoleto ricorda il ruolo strategico dell'ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto per l'intera Umbria meridionale, interessando un bacino territoriale ampio che comprende anche la Valnerina, i comuni dell'area montana, il territorio colpito dagli eventi sismici e una parte significativa dell'Umbria interna.
"Per questa ragione ribadiamo con assoluta chiarezza che l'Ospedale di Spoleto deve mantenere il riconoscimento di DEA di Primo Livello e deve essere ulteriormente rafforzato nella rete ospedaliera regionale. Qualsiasi ipotesi di ridimensionamento rappresenterebbe un grave errore strategico e un arretramento inaccettabile per tutto il territorio. Non comprendiamo le ragioni per cui oggi si torni a discutere della riduzione del ruolo dell'ospedale spoletino proprio mentre sono in corso importanti investimenti infrastrutturali, tecnologici e organizzativi, a partire dal nuovo Pronto Soccorso e dagli interventi finanziati attraverso il PNRR".
Va poi ricordato quanto contenuto nel programma elettorale della coalizione che ha sostenuto la Presidente Stefania Proietti: per quanto riguarda Spoleto, il percorso delineato era quello del potenziamento e non certo del ridimensionamento del presidio ospedaliero.
Per il Partito Democratico di Spoleto questo rappresenta un punto politico fondamentale: gli impegni assunti con i cittadini devono essere rispettati. Perplessità vengono espresse anche in merito all'ipotesi di una unica azienda sanitaria regionale: "Riteniamo che la priorità oggi non sia modificare gli assetti burocratici, ma migliorare concretamente i servizi ai cittadini. Le criticità della sanità umbra non derivano dal numero delle aziende sanitarie, ma dalla carenza di personale, dalle liste d'attesa, dalle difficoltà della medicina territoriale e dalla necessità di investimenti strutturali. Il rischio di un eccessivo accentramento è quello di allontanare ulteriormente i centri decisionali dai territori, riducendo la capacità di ascolto delle comunità locali e indebolendo il rapporto con amministratori, operatori sanitari e cittadini".
"Le vere priorità della sanità regionale - viene specificato - sono chiare: più medici, infermieri e operatori sanitari; riduzione strutturale delle liste d'attesa; piena attuazione della medicina territoriale prevista dal DM 77; sviluppo delle Case della Comunità; rafforzamento dell'assistenza domiciliare; investimenti nelle tecnologie sanitarie e nella digitalizzazione; valorizzazione del personale; integrazione tra servizi sanitari e sociali; sostegno alle aree interne e ai territori più fragili".
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I commenti dei nostri lettori
Preciso
1 mese fa
Auspicherei qualche dimissione a livello politico regionale !!!!!!!
XXX
1 mese fa
Semplice votate contro, se volete ,sia in Provincia che in Regione!
Luigi cintioli
1 mese fa
Credibilità ridotta a zero Il documento votato in fretta e furia dall'assemblea locale è la classica "pezza" che è quasi peggio del buco. Serve solo a salvare la facciata per non perdere la faccia con i cittadini. Ma la domanda che si fanno tutti sorge spontanea: Se non riuscite a fare massa critica e a farvi ascoltare nemmeno dai vostri stessi leader di partito quando si decide il Piano Sanitario Regionale, che valore reale hanno i vostri ordini del giorno? Dr Luigi cintioli
Carlino
1 mese fa
La riduzione delle liste di attesa è il classico refrain che chi ha un po' di anni sulla groppa ha sentito tante di quelle volte, elezione dopo elezione, coalizione dopo coalizione, giunta dopo giunta, che a risentirlo ancora suscita reazioni che per decenza è meglio non riferire qui
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