società
Il City Forum in audizione in Regione
società
Il City Forum in audizione in Regione
Esposte ai componenti della Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria le criticità dell'ospedale spoletino
I referenti dello “Spoleto City Forum” e dei “Comitati per la Salute Pubblica in difesa dell'ospedale ‘San Matteo degli Infermi’ di Spoleto” sono stati ascoltati dalla Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria in relazione alle problematiche legate ai servizi della rete ospedaliera Spoleto-Valnerina.
Dagli interventi è emersa la richiesta di un completo ripristino di tutti i servizi e le strutture del ‘San Matteo degli Infermi’, convertito in ospedale covid nel 2020 con l’impegno che, dopo la pandemia, i servizi sarebbero stati ripristinati e potenziati. Un ospedale centrale della Valnerina, con un bacino di utenza piuttosto esteso, è stato evidenziato, “ha gradualmente perso reparti, personale e dotazioni, a discapito dell’assistenza ai cittadini e della mobilità attiva precedentemente generata. Un atto della precedente Giunta regionale impedirebbe alla direzione sanitaria di ripristinare la classificazione di Dea di Primo livello per il San Matteo ed andrebbe quindi revocata”. Sulla città di Spoleto, hanno rimarcato gli intervenuti, “insistono il carcere, la scuola di polizia e varie aziende potenzialmente pericolose che richiedono un supporto sanitario adeguato. Rispetto al punto nascita (che nel 2019 avrebbe fatto registrare 498 parti), non esiste un organismo nazionale autorizzato ad imporne la chiusura e spetta alla Regione garantire la sicurezza del reparto. Nel 2025, è stato infine ricordato, sono state raccolte oltre 10mila firme a margine di una petizione sulle problematiche dell’ospedale di Spoleto e sui servizi che mancano nella struttura. Documento che però non ha ottenuto riscontri”.
Presente all’audizione il consigliere regionale Stefano Lisci. “È stata un'importante occasione di dialogo, in un clima sereno e costruttivo, con i rappresentanti delle associazioni che hanno ripercorso la storia dell'ospedale cittadino, la chiusura operata dalla Giunta Tesei in occasione dell'emergenza Covid e il successivo mancato ripristino dei servizi, in particolar modo il Punto nascita, come invece era stato promesso. Voglio ringraziare i comitati per i loro chiari interventi di ieri, ma soprattutto per il lavoro fatto in questi anni, a partire dalle oltre 10mila firme raccolte a difesa del San Matteo degli Infermi. Sono state dette cose importanti e sono stati chiesti ai politici impegni precisi. Ringrazio anche i consiglieri componenti la commissione che al di là delle diverse vedute politiche hanno dato un contributo positivo alla seduta. Le cose evidenziate dai comitati le ho già fatte mie da tempo, portandole avanti nei tavoli istituzionali, come ho ricordato oggi in Commissione senza essere stato smentito da nessuno: dal mantenimento del Dea di primo livello al potenziamento della chirurgia robotica e della radiologia, dalle assunzioni agli interventi strutturali in particolare quello del pronto soccorso, fino alla riapertura del reparto di cardiologia”.
Ora, ha aggiunto l’esponente del PD, “siamo in una fase particolarmente delicata, con la redazione del nuovo Piano sociosanitario regionale in corso dove possono trovare conferma tutte quelle promesse fatte e in più occasioni ribadite. Per questo tutte le energie positive presenti in città - istituzioni, gruppi politici, associazioni e comitati - devono remare dalla stessa parte per far sì che il nostro ospedale ritorni efficiente come era e più di prima. L'ex presidente Tesei ha fatto delle promesse non mantenute, la Giunta Proietti ha davanti a sé ancora altri tre anni e mezzo per onorare gli impegni presi pubblicamente con i cittadini di Spoleto. È chiaro che la riattivazione di servizi e reparti che sono stati chiusi dall'oggi al domani è una cosa complessa e deve essere fatta nella massima sicurezza per tutti i pazienti che poi ne usufruiranno”.
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
XXX
3 mesi fa
...Allora, secondo il rappresentante spoletino PD abbiamo ancora 3 anni per sperare nella riapertura anti Covid?
XXX
3 mesi fa
...Allora, secondo il rappresentante spoletino PD abbiamo ancora 3 anni per sperare nella riapertura anti Covid?
Carlino
3 mesi fa
Glissa sul reparto nascite. Dà la colpa di tutto alla giunta precedente. Si appella al Piano sanitario regionale (versione due punto zero della tela di Penelope) per giustificare il rinvio a caro amico un bel dì vedremo del destino dell'ospedale. Qualcosa di nuovo sotto questo cocente sole di giugno? Ma quando mai ....
Simone
3 mesi fa
"È chiaro che la riattivazione di servizi e reparti che sono stati chiusi dall'oggi al domani è una cosa complessa e deve essere fatta nella massima sicurezza per tutti i pazienti che poi ne usufruiranno”... A me sembra un'affermazione che serve a mettere le mani avanti, una giustificazione non richiesta di ciò che non faranno.
Dì la tua! Inserisci un commento.