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Raro corredo esposto per la prima volta al Museo archeologico
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Raro corredo esposto per la prima volta al Museo archeologico
I reperti, rinvenuti nella necropoli di piazza d'Armi, sono tornati a Spoleto dopo oltre 10 anni di restauro condotto in Germania
Il Mantr riaccoglie un altro preziosissimo corredo rinvenuto nella necropoli umbra di piazza d’Armi. Da poco più di una settimana sono esposti per la prima volta al pubblico i ricchissimi oggetti della tomba n. 15, datati tra il 670 e il 650 a.C. e appartenenti a una bambina morta in tenera età, probabilmente tra i 9 e i 12 mesi di vita. L’eccezionale corredo funebre è tornato in Italia dopo oltre 10 anni di restauro condotto in Germania dal laboratorio RGZM di Magonza e sarà parte integrante del nuovo allestimento del Mantr, in programma nei prossimi mesi, arricchendone ulteriormente la collezione.
Il particolare valore dei reperti della tomba 15 attesta l’elevatissimo status sociale della bambina cui, forse, era assegnato sin dalla nascita uno specifico ruolo rituale. Le indagini biologiche, condotte nell’ambito del progetto Prin Pnrr per Spoleto, hanno attestato che nacque a Spoleto evidenziandone un Dna locale, vicino a quello delle popolazioni etrusche, ma colpisce anche la somiglianza del corredo con quello di un’altra tomba femminile (la numero 7) che presenta oggetti, un sonaglio e due dischi, identici ma lavorati con metalli invertiti, appartenuti però a una donna adulta.
Una numerosa raccolta di elementi sfarzosi su un corpo di piccole dimensioni. L’esposizione del corredo consentirà di ammirare da vicino l’incredibile valore delle decorazioni e degli oggetti che lo compongono. Tra questi spiccano ben 21 fibule, diverse delle quali in argento, tutte collocate sul torace e sul bacino, oltre a una collana in ambra, una patera in bronzo e tre bracciali, in ferro e avorio. Tra le lavorazioni si individuano finiture in stagno, figurine animali ben delineate come un leone alato e un grifo miniaturizzato, vaghi d'ambra e pendagli a gabbia contenenti perle in pasta vitrea gialla trasparente o pregiati frammenti di conchiglie fossili fra cui opercoli (formazioni cornee che chiudono l’apertura delle conchiglie), cipree e un dentalium ai quali fino a epoche recenti è stata assegnata valenza magica.
Ma c’è di più. Alcuni dei reperti in ferro sono esposti ancora avvolti o intrecciati a vari stralci di tessuto mineralizzato. In particolare è stata riscontrata la presenza di 4 vestiti sovrapposti uno all'altro, tra cui una tunica a maniche lunghe, con ben 15 differenti trame di tessuto. La varietà e la ricchezza della tomba 15 confermano una volta di più il valore unico della necropoli di piazza d’Armi che, tra i molteplici motivi d’interesse, vanta gli inimitabili scettri del re. L’invito a visitare la nuova esposizione, pertanto, è rivolto a tutta la cittadinanza che avrà l’occasione di vedere da vicino altri importanti reperti legati alle proprie antichissime origini.
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