cultura e spettacolo

Con 'Accade d'estate' si torna a cenare sul Ponte delle Torri

 

Presentato il cartellone della manifestazione che animerà la città dal 18 luglio al 21 settembre. Rilancio per la Casina dell'Ippocastano, in scena l'attore di 'Don Matteo' Eugenio Mastrandrea

 

Presentato ufficialmente il programma di “Accade d’Estate a Spoleto e nei Borghi”, organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni e istituzioni della città. Alla conferenza erano presenti il sindaco Andrea Sisti, gli assessori Danilo Chiodetti e Giovanni Angelini Paroli, la dottoressa Roberta Farinelli del Dipartimento Cultura e l’attore Eugenio Mastrandrea, interprete del capitano dei carabinieri Diego Martini nella fiction "Don Matteo".

Subito ha preso la parola l’assessore Chiodetti, che ha sottolineato il senso del titolo: includere frazioni e periferie nella vita culturale cittadina e con puntualità ha esposto il programma. Il sindaco Sisti ha ripercorso il cammino compiuto. “Già cinque anni fa, quando presentammo ‘Accade a Spoleto’ a Palazzo Collicola, puntavamo sui borghi. Oggi siamo all’edizione completa. Stiamo trattando tutta la comunità allo stesso modo, perché tutti abbiano le stesse opportunità culturali e materiali”. Tra gli appuntamenti più attesi, “Pseudolus” di Plauto con Mastrandrea il 19 e 21 luglio. Il 18 luglio il consueto Premio Cristian Panetto “Giovani Talenti sul Palco”, con un ragazzo che già compone musica a soli dodici anni. Il programma spazia poi tra gruppi folkloristici, dj set e incontri sulle erbe spontanee.

Il presidente della Pro Loco Gianni Burli ha annunciato il rilancio della Casina dell’Ippocastano con 11 iniziative tra musica e libri. Clou il 15 agosto: mostra di pittura, musica degli Apaches e la tradizionale Grande Tombola di Ferragosto, con un cartellone centenario. Sempre importante la presenza del teatro lirico sperimentale che arricchisce la stagione estiva con una serie di spettacoli dal 6 agosto al 28 settembre, confermando ancora una volta Spoleto come punto di riferimento per la lirica e la formazione dei giovani talenti.

Sul fronte enogastronomico, l’assessore Angelini Paroli ha annunciato "le notti del vino" con suggestiva cena sul Ponte  del 18 luglio e “Spoleto Saporito” il 3 settembre, dedicato alle eccellenze locali: “Questa amministrazione garantisce quasi 365 giorni di eventi che tutti ci invidiano. Invito la città a gonfiarsi il petto e sentirsi orgogliosa di quello che è".



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I commenti dei nostri lettori

Dall'esterno.

1 mese fa

Avrei voluto commentare ma da parte di chi mi ha preceduto, (Elel e Luigi Cintioli), è stato già detto tutto.

Mike

1 mese fa

Giggino detto il querelatore, oggi con lo spirito Pasoliniano è meraviglioso…….. tutte le iniziative per far vivere la città sono ben volute……. Pensare che Spoleto sia elevata a pochi eletti acculturati rispecchia una mentalità radical chic ormai obsoleta e retrograda…….

Luigi cintioli

1 mese fa

Lettera Aperta: Spoleto e il rischio dell'omologazione culturale Alla cortese attenzione del Sindaco, degli Assessori e della cittadinanza di Spoleto, Scrivo queste righe animato da una profonda e dolorosa preoccupazione per la deriva culturale e politica che la nostra amata Spoleto sta imboccando. Leggendo con attenzione le dichiarazioni programmatiche per “Accade d’Estate a Spoleto”, non ho potuto fare a meno di avvertire una profonda nota di sgomento di fronte a una visione che confonde la quantità con lo spessore. Ci viene presentata come un traguardo straordinario la capillarizzazione di eventi che, pur nel loro valore aggregativo, rischiano di ridurre una capitale internazionale della cultura a un ridente comune della provincia profonda. Sentire assessori e sindaci impegnare il proprio peso istituzionale per annunciare con orgoglio il rilancio della Casina dell’Ippocastano, le mostre di pittura locali o la "tradizionale Grande Tombola di Ferragosto", evoca drammaticamente ciò che Pier Paolo Pasolini definiva la sostituzione della vera cultura con l'industria dell'intrattenimento. Nel 1974, Pasolini scriveva: «Il consumismo ha offerto agli uomini dei modelli di vita distruttivi, che l'individuo accetta per un bisogno ansioso di adeguamento». È esattamente questo il pericolo che corre Spoleto: adeguarsi al ribasso, accettare l'idea che la cultura sia una merce da distribuire "quasi 365 giorni all'anno" per riempire caselle di un calendario, standardizzando l'anima della città. Negli anni '50 e '60, Spoleto è stata guidata da Amministratori con la 'A' maiuscola. Uomini e donne di straordinario spessore intellettuale e politico che non si limitavano a gestire l'ordinario o a organizzare la ricreazione, ma che avevano il coraggio dell'utopia. Erano statisti del territorio capaci di attrarre l'avanguardia mondiale, di dialogare con Menotti, di trasformare la città nel baricentro culturale d'Europa. Avevano una visione che rifiutava l'omologazione. Oggi, la narrazione istituzionale ci invita a "gonfiare il petto" per una proposta che assomiglia sempre più a un palinsesto televisivo o a una rassegna da pro loco — legittima e nobile nei giusti contesti, ma estranea alla missione storica di questo luogo. Trattare l'intera comunità allo stesso modo non significa livellare l'offerta verso il basso, ma elevare le periferie portando loro la Grande Cultura, non portando la logica del consumo di massa in centro storico. Il monito pasoliniano: L'omologazione culturale di cui soffre il nostro tempo distrugge le identità particolari e storiche in nome di un finto benessere ricreativo. Se l'amministrazione abdica al ruolo di guida intellettuale per farsi mero comitato festeggiamenti, il danno identitario rischia di essere irreversibile. Ben venga il Teatro Lirico Sperimentale, che fortunatamente resiste come presidio di eccellenza, ma il resto del quadro mostra il fiato corto di una classe dirigente che sembra aver smarrito la bussola della grande bellezza e del prestigio internazionale. Spoleto non ha bisogno di amministratori che si improvvisano direttori artistici di feste patronali. Ha bisogno di una visione macroscopica, di relazioni internazionali, di coraggio politico e intellettuale. Altrimenti, a forza di occuparci esclusivamente della Casina dell'Ippocastano e della tombola di paese, finiremo per dimenticarci di essere Spoleto. Dr Luigi cintioli

Elel

1 mese fa

Io continuo a pensare che la cena sul Ponte sia una cosa di pessimo gusto, piuttosto cafona.

Valecchiclaudio

1 mese fa

Alla faccia di chi dice che a Spoleto non si fa mai niente,forse se ci fosse più collaborazione di tutti si può dire veramente che Spoleto e la Città che vive tutto l'anno.

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