cultura e spettacolo
Aperta in piazza Duomo la mostra 'Ephemĕris'
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Aperta in piazza Duomo la mostra 'Ephemĕris'
L'esposizione, allestita nell'ex battistero della Manna d'Oro, è promossa dalla Fondazione Carla Fendi nell'ambito del Festival dei Due Mondi e dedicata a Giuseppe Penone
E’ stata inaugurata oggi, nell’ex Battistero della Manna d’Oro, la mostra “Ephemĕris” dedicata a Giuseppe Penone e promossa dalla Fondazione Carla Fendi nell’ambito della 69esima edizione del Festival dei Due Mondi. L’esposizione è composta da sette video in cui l’artista si cimenta in gesti minimi, in cui l'azione fisica sulla materia "libera l'anima delle cose", rivolgendo l'attenzione non all'opera finita, ma al processo artistico. “Il termine ephemeris ('giornaliero') deriva dal greco e storicamente si riferisce a diari o tabelle che registrano eventi variabili nel tempo, suggerendo un senso di transitorietà ispirato dalle azioni elementari compiute dall'artista, come raccogliere acqua, dividere l'argilla o lasciare impronte. Accompagnati dai suoni di fondo del suo lavoro in studio o all’aperto, come ad esempio il fruscio di foglie ed il ronzio di insetti, i video mettono in luce una parte meno nota della produzione di Penone, ricontestualizzando le opere nel particolare ambiente della Manna d’Oro".
L’iniziativa si pone in dialogo con la mostra "Anafora", presentata nella giornata odierna a palazzo Collicola. “È coinvolgente poter entrare nel mondo di Giuseppe Penone - ha detto la presidente della Fondazione Carla Fendi Maria Teresa Venturini Fendi - attraverso i mezzi espressivi diversi che l'artista utilizza per interpretare il rapporto dell'uomo con la natura e il tempo. L'itinerario tocca alcuni luoghi iconici di Spoleto ricomponendo in senso poetico il suo percorso artistico, tra scultura monumentale, parola scritta e immagini, mezzi che dialogano con il contesto. In particolare penso che il ciclo di video presentato nell'installazione alla Manna d'Oro, una riflessione sui molti risvolti dell'effimero, riesca a trasmettere un immaginario narrativo che mette in relazione il minimalismo gestuale dell'artista con la mistica del Battistero, uno spazio che emana un significato particolare per chi lo visita”.
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