cultura e spettacolo

Mika Symphonique, l’armonia tra due mondi

 
 
 

I grandi successi pop del cantautore libanese si fondono con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, in uno spettacolo emozionante che conquista Piazza Duomo

 

Uno degli appuntamenti più attesi del Festival dei Due Mondi, Mika si è esibito ieri, martedì 30 giugno, nella splendida cornice di Piazza Duomo, accompagnato dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, diretti dal compositore canadese Simon Leclerc. Un concerto che ha saputo andare oltre la dimensione del live pop, trasformandosi in un dialogo continuo tra orchestra, coro e artista, proprio nello spirito del tema scelto per questa edizione del Festival: Radici.

Tra un brano e il successivo, infatti, Mika ha voluto condividere con il pubblico il significato che quel tema aveva assunto per lui, sottolineando come le radici non rappresentino soltanto il luogo da cui proveniamo, ma anche ciò che ci spinge a cercare connessioni, a superare i confini e ad andare verso gli altri. Un’immagine che ha trovato immediatamente forma nella musica, dove il suo linguaggio pop-elettronico si è fuso con quello sinfonico fino a diventare un unico corpo sonoro emozionante e toccante.
“Le radici sono molto più potenti dei confini”, ha specificato il cantautore, sintetizzando il senso di un concerto costruito proprio sull’incontro tra mondi apparentemente lontani.

Da quel momento, lo spettacolo ha mantenuto la promessa. Gli arrangiamenti orchestrali hanno regalato nuova profondità ai grandi successi di Mika, senza mai privarli della loro energia. Al contrario, brani conosciuti e cantati dal pubblico hanno assunto una veste inedita, più ampia e teatrale, in cui l’orchestra e il coro non hanno fatto da semplice accompagnamento, ma sono diventati parte integrante del racconto musicale.

A colpire è stata anche la straordinaria presenza scenica dell’artista. Mika ha condotto gli spettatori nel suo mondo con la naturalezza e l’entusiasmo che lo contraddistinguono, alternando momenti di leggerezza ad altri più intimi, sempre con il sorriso e con quella teatralità spontanea che rende ogni sua esibizione coinvolgente. La sua voce, impeccabile, ha saputo muoversi con disinvoltura tra registri diversi, sostenuta da un’orchestra capace di esaltarne ogni sfumatura.

“Come tante persone da quando questo Festival è cominciato nel 1958, mettiamo in musica quello che non riusciamo ad esprimere in parole” è stata la promessa di Mika, ed è forse questa la sensazione che il pubblico si è portato a casa uscendo da Piazza Duomo: aver assistito non soltanto ad un concerto, ma ad uno spettacolo in cui la musica ha trovato un equilibrio raro tra nuovo e antico, dando pieno significato a quel tema, Radici, che per una sera è sembrato parlare a tutti.



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