cultura e spettacolo
Bob Wilson, il teatro come contemplazione
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Bob Wilson, il teatro come contemplazione
Al Festival dei Due Mondi il tributo al regista attraverso i racconti di Isabella Rossellini e Charles Chemin
Un omaggio che è andato oltre il ricordo, trasformandosi in un viaggio nella poetica e nell’umanità di Bob Wilson. Alla Fondazione Carla Fendi, l’incontro Have You Been Here Before? No, This Is the First Time, accompagnato dalla proiezione di alcune delle sue opere più iconiche, ha visto dialogare Isabella Rossellini e Charles Chemin, regista e Direttore Creativo del Watermill Center, per oltre trent’anni al fianco del maestro americano.
Spoleto è stata al centro del racconto. Wilson vi ha portato quindici produzioni nel corso della sua carriera, instaurando con la città un rapporto speciale. Tra le opere ricordate, anche Krapp’s Last Tape, spettacolo tra i più rappresentativi del suo percorso artistico, costruito su un linguaggio essenziale in cui luce, silenzio e spazio diventano parte integrante della narrazione.
Rossellini ha ripercorso il loro primo incontro nella New York degli anni Settanta, ricordando un artista capace di cercare emozioni più che spiegazioni razionali. Anche sul lavoro, ha raccontato, Wilson era meticoloso, ma invitava gli attori a liberarsi dal peso della psicologia per lasciare che fossero il ritmo, la musica e soprattutto lo sguardo a guidare la scena. Chemin ne ha invece restituito il volto più personale: un uomo instancabile, attento alle relazioni umane e convinto che osservare fosse il primo atto creativo. Lo stesso spirito anima il Watermill Center, fondato da Wilson come luogo di incontro tra artisti, studiosi e discipline diverse, aperto al confronto più che all’insegnamento.
Tra i momenti più toccanti, Rossellini ha ricordato di aver visto Wilson appena un anno fa senza immaginare che sarebbe scomparso di lì a poco. Chemin ha invece raccontato la serenità con cui il regista affrontò la consapevolezza della malattia, continuando a lavorare fino all’ultimo.
Infine, alla cerimonia conclusiva del Festival dei due Mondi, la consegna del riconoscimento della Fondazione Carla Fendi al Watermill Center, affidata proprio a Isabella Rossellini. Un tributo che ha restituito il ritratto di un artista capace di lasciare un’eredità che va ben oltre il teatro.
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