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A palazzo Mauri esposte le opere realizzate dai detenuti
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A palazzo Mauri esposte le opere realizzate dai detenuti
Domani (6) l'inaugurazione della mostra 'L'Abbraccio', realizzata insieme al Teatro lirico Sperimentale
Il Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli" di Spoleto inaugurerà giovedì 6 agosto alle ore 18, nella Sala delle Rovine di Palazzo Mauri, la mostra "L'abbraccio", che raccoglie i lavori realizzati dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto nell'ambito del progetto artistico dedicato all'80ª Stagione lirica sperimentale. La mostra sarà visitabile dal 7 agosto al 28 settembre negli orari di apertura della biblioteca.
Le opere nascono da un progetto condiviso tra lo Sperimentale e la Casa di Reclusione e sono state realizzate tra gennaio e febbraio 2026 dai detenuti studenti del percorso di secondo livello artistico di scenografia teatrale e cinematografica dell'IIS "Sansi-Leonardi-Volta", sotto la guida dei docenti Giorgio Flamini (Progettazione scenica teatrale e cinematografica), Maria Paola Buono (Laboratorio di scenografia), Monia Berti (Discipline pittoriche) e Roberta Visconti (Discipline plastiche).
La mostra presenta oltre 40 lavori polimaterici, realizzati attraverso tecniche e linguaggi differenti – dal collage alla modellazione, dal patchwork alla sperimentazione grafica – restituendo il risultato di un intenso lavoro collettivo, nel quale la pratica artistica si è trasformata in un'esperienza di riflessione, apprendimento e crescita personale.
La scelta dello Sperimentale di affidare ai detenuti la realizzazione dell'immagine della stagione nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare il loro potenziale espressivo e umano, offrendo uno spazio concreto di formazione e restituzione attraverso il linguaggio dell'arte. In questo senso L'abbraccio, l'opera scelta come immagine della stagione, assume un significato che va oltre la dimensione visiva: diventa un gesto simbolico che accoglie e valorizza l'umanità di ogni persona.
Così Giorgio Flamini, curatore della mostra, racconta: "L'allestimento supera la dimensione della semplice esposizione. Lungo il lato delle finestre della sala affrescata trovano posto grandi sagome a grandezza naturale: non rappresentano personaggi, ma gli stessi detenuti che hanno realizzato le opere. Sono avatar silenziosi, figure immobili che evocano il passeggio, il tempo detentivo, l'attesa e l'assenza, trasformando la presenza fisica degli autori in una testimonianza poetica. Chi osserva i lavori incontra così anche coloro che, pur non potendo essere presenti, continuano ad abitare simbolicamente lo spazio attraverso la propria creatività".
La mostra gode del patrocinio del Comune di Spoleto ed è stata realizzata in collaborazione con la Casa di Reclusione di Spoleto, la Biblioteca Comunale "G. Carducci" e l'IIS "Sansi-Leonardi-Volta" di Spoleto.
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