politica

Fumata nera per la rigenerazione dello stadio

 

Il progetto, presentato dal Comune, non rientra tra quelli finanziati dal bando del Consiglio dei Ministri volto al recupero delle aree in disuso. I consiglieri Dottarelli e Profili intervengono: 'L'Amministrazione faccia chiarezza'

 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei consiglieri di Alleanza Civica Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili riguardante i lavori allo stadio:

"Lo scorso anno il sindaco ci aveva prospettato l’ennesimo miraggio: un finanziamento di circa 12,5 milioni di euro per la rigenerazione urbana dell’intera area dello stadio, attraverso la partecipazione al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il recupero delle aree in disuso. Purtroppo, il progetto non è stato finanziato.

Ora si ipotizza di intervenire sulla tribuna esistente, ma restano interrogativi sulla piena funzionalità dell’impianto. Con il venir meno delle risorse previste, il progetto originario di demolizione e ricostruzione della tribuna sembra destinato a cambiare. Una situazione che rende ancora più necessario fare chiarezza sulle scelte dell’Amministrazione.

Nei mesi scorsi, infatti, il sindaco Sisti aveva assicurato che l’intervento sarebbe stato realizzato comunque, indipendentemente dall’esito del bando. Era stato presentato come un progetto in grado di attrarre investimenti privati, incrementare del 30% il valore degli immobili nell’area circostante e creare circa 50 posti di lavoro stabili. Oggi, alla luce dell’esito negativo del bando, lo scenario appare diverso: si parla infatti di intervenire sulla tribuna esistente, prevedendone l’adeguamento e la copertura. Un intervento che comporterebbe una spesa superiore ai 3,5 milioni di euro, per la quale si ipotizza il ricorso a un mutuo.

A questo punto che riteniamo indispensabile porre una domanda precisa: lo stadio, così come oggi è configurato, potrà realmente essere utilizzato con la capienza prevista e per tutte le manifestazioni che si intendono ospitare? La questione non è secondaria. Con un solo accesso carrabile, quello di via Bonilli, è necessario verificare preventivamente se l’impianto possa garantire una gestione adeguata degli accessi, dei flussi di persone e dei mezzi, oltre a tutte le necessarie condizioni di sicurezza durante gli eventi. Un interrogativo ancora più importante se si considera quanto accaduto con il nuovo Palazzetto dello Sport, una struttura da 394 posti costata quasi 8 milioni di euro, la cui realizzazione ha comportato l’eliminazione della porta carraia su viale Martiri della Resistenza, che veniva utilizzata per l’accesso allo stadio. E ora? Vogliamo risposte. Sono anni che continuiamo a chiedere chiarezza.

Prima di investire altri soldi pubblici nella progettazione, occorre quindi sapere con certezza quali saranno le condizioni tecniche e funzionali dello stadio una volta realizzati gli interventi. Non possiamo permetterci di progettare oggi un impianto che domani potrebbe rivelarsi non pienamente utilizzabile rispetto alla capienza e agli eventi per i quali viene pensato.

La vicenda del parcheggio camper di via del Tiro a Segno dovrebbe aver insegnato qualcosa: progettare e reperire le risorse senza aver prima verificato tutti i presupposti rischia di tradursi in una perdita di tempo e, soprattutto, in uno spreco di risorse pubbliche. Per questo chiediamo all’Amministrazione di chiarire, prima di procedere con ulteriori spese, quali siano le condizioni tecniche, di viabilità e di accesso, di sicurezza e di gestione dei flussi necessarie affinché lo stadio possa operare effettivamente secondo la capienza e gli utilizzi previsti.

Sia chiaro: non siamo contrari agli investimenti sullo sport e sugli impianti cittadini. Al contrario, riteniamo che strutture moderne, funzionali e adeguate possano rappresentare una risorsa importante per Spoleto. Proprio per questo, però, riteniamo che ogni investimento debba poggiare su un progetto sostenibile, verificato sotto ogni profilo e realmente funzionale alle esigenze della città. Non basta annunciare un’opera o individuare le risorse per realizzarla. È necessario essere certi che, una volta terminata, quella struttura possa essere utilizzata pienamente, senza dover affrontare successivamente nuovi problemi, nuovi lavori e nuovi costi.

Per queste ragioni, come Alleanza Civica, abbiamo presentato un apposito atto in Consiglio comunale, chiedendo che la questione venga discussa e affrontata in sede consiliare. La richiesta di convocazione è stata sottoscritta in modo compatto da tutti i Consiglieri comunali di opposizione. Prima di spendere altre risorse, servono risposte. Prima di progettare, servono certezze. Prima di fare promesse, serve sapere se ciò che si vuole realizzare sarà davvero funzionale alla città".



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