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'La Regione non ignori le 10.055 firme raccolte per l'ospedale'

 

La sezione locale dell'Anpi in pressing per ottenere la completa riattivazione dei reparti del San Matteo degli Infermi. 'Inaccettabile la situazione attuale'

 

"Siamo stati impegnati e lo siamo ancora per la difesa del nostro ospedale sicuri che difendere l’ospedale pubblico significa difendere la costituzione nata dalla resistenza. L’articolo 32 afferma infatti che la salute è un diritto fondamentale della persona e interesse della collettività. La salute non è una merce, non è un bilancio da far quadrare sulla pelle dei cittadini più deboli e fragili". A parlare è il presidente della sezione locale dell'Anpi Francesco Giannini, intervenuto a sostegno del San Matteo degli Infermi. 

"Non è accettabile che un comprensorio vasto e complesso come quello spoletino, con una popolazione anziana e collegamenti disagiati con Perugia Foligno Terni, veda il suo ospedale, con reparti chiusi, accorpati o lasciati senza personale. Forte del mandato di 10.055 firme che abbiamo contribuito a raccogliere l’Anpi chiede con determinazione: la riapertura e la piena funzionalità dell’ospedale di Spoleto, l’immediato potenziamento degli organici medici, infermieri e oss, per garantire sicurezza ai pazienti e dignità ai lavoratori, un impegno scritto da parte della Regione Umbria per il rilancio di Spoleto come Dea di primo livello efficiente e completo. Le 10.055 firme sono la voce della nostra comunità, una voce che le nostre istituzioni hanno il dovere di ascoltare. L’Anpi continuerà a vigilare e restare a fianco dei comitati e dei cittadini un questa battaglia di democrazia, civiltà e giustizia sociale. La sanità pubblica non si tocca".



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