cultura e spettacolo
Un dittico di Marcello Panni chiude in bellezza l'80esima stagione dello Sperimentale
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Un dittico di Marcello Panni chiude in bellezza l'80esima stagione dello Sperimentale
Tragedia e farsa condividono il palco del Caio Melisso Carla Fendi in una serata travolgente
Mercoledì 7 ottobre al teatro Caio Melisso Carla Fendi è andato in scena "un Dittico di Marcello Panni”, peculiare epilogo dell'80esima stagione del Teatro Lirico Sperimentale per celebrare l'inserimento del canto lirico italiano nella lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale. Due opere da un atto scritte e composte da Panni, che rappresentano due facce opposte del teatro musicale, unite dal desiderio di trascendere le prescrizioni tradizionali mantenendo comunque una chiara riverenza verso il passato, attraverso sottili citazioni che l'autore lascia da scoprire ad un pubblico attento.
La prima opera, "Hanjo", è tratta da uno dei lavori di teatro noh moderno del celebre Yukio Mishima. Jitsuko, una pittrice nubile di mezza età, ospita la giovane e bellissima geisha Hanako, persa nella follia di un'attesa dolceamara per Yoshio, l'amato che l'abbandonò tre anni prima in stazione. Quando i giornali pubblicano la sua storia, il giovane decide di visitarla per chiedere perdono, ma ella non lo riconosce, abbandonatasi ormai al sogno di un aspettare senza fine per un uomo che non è forse mai esistito. L'opera gioca col tempo, dando l'idea di una scena congelata fra i meccanismi di un orologio rotto, che come la protagonista non vuole rimettersi in moto. Scenografie minimaliste fanno da sfondo a disegni suggestivi proiettati dietro agli attori, che danno prova di ottime capacità tecniche e interpretative, usando al meglio sia il canto che la mimica per trasportare la scena "nell'isola senza tempo" creata dall'ossessione di Hanako.
La seconda opera, "Lo stratagemma dell'avvocato Manigoldi", è invece una farsa frenetica e irriverente, che mette il piede sull'acceleratore già da subito con un repentino cambio di scena senza neanche la chiusura del sipario. Liberamente tratto da "La trovata dell'avvocato Max" di Bruno Corrà, la farsa si consuma nell'ufficio di un legale evidentemente stressato e nervoso, al quale il timido dottor Leandro Lupis chiede consiglio per evitare le conseguenze di un suo misfatto. Ben presto l'avvocato crea un furbo piano per intortare il datore di lavoro di Lupis, il ricco (ma villano) ingegner Pecorai, convincendolo anche a far sposare la figlia Suzy con Lupis. Tuttavia, la meschinità di Manigoldi gli si ritorcerà inevitabilmente contro, invertendo le nature dei due giovani fidanzati e lasciandolo con un pugno di mosche. Quasi alimentata dal suo contrasto con Hanjo, la seconda parte del dittico sfocia in un assurdità rinfrescante, che strappa ben più di una risata grazie soprattutto alla bravura dei ragazzi del TLS, che non hanno alcun problema a sostenere il ritmo incalzante dell'opera e anzi, lo cavalcano come un'onda concludendo meravigliosamente la serata.
Indubbio dire che questo epilogo ha riassunto perfettamente le maggiori virtù del Lirico Sperimentale, lasciando gli spettatori con grandi aspettative anche per la prossima stagione.
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