società

Circolo Trentin, subito riunione sull'ospedale

 

L'obiettivo è contribuire in modo costruttivo alle scelte che definiranno il futuro della sanità regionale e del nosocomio cittadino

 

Mercoledì 14 ottobre si è riunito il consiglio direttivo del Circolo Bruno Trentin – Art. 36 per affrontare il tema della sanità umbra, con particolare attenzione alla situazione dell'ospedale di Spoleto. La riunione, presieduta da Agostino Pensa, ha registrato un'ampia partecipazione. Presenti anche il presidente onorario Massimo De Pascalis, i vicepresidenti Guido Laudenzi e Maria Sofia Vitale e, tra gli altri componenti del Circolo, il consigliere comunale Giampiero Calabresi.

All'incontro hanno preso parte, su invito del Circolo, anche Antonio Briguori, stimato medico igienista in pensione ed Enzo Ercolani, apprezzato medico e già primario ospedaliero di Anestesia in pensione. Aprendo i lavori, Agostino Pensa ha delineato il quadro sociale ed economico della città, sottolineando il ruolo fondamentale della sanità pubblica universalistica e dell'ospedale per la tutela dei diritti dei cittadini e la tenuta sociale del territorio.

La relazione introduttiva è stata affidata ad Alfredo Andreani, che ha ripercorso l'evoluzione dell'organizzazione sanitaria regionale negli ultimi anni, soffermandosi sulle conseguenze per l'ospedale di Spoleto e sulle recenti posizioni espresse dalle forze politiche della maggioranza regionale in vista del nuovo Piano sanitario.

Particolare attenzione è stata dedicata alle vicende iniziate con l'emergenza Covid del 2020, quando l'ospedale di Spoleto venne trasformato in presidio dedicato alla pandemia, con la sospensione o il trasferimento di numerosi servizi. Una situazione emergenziale alla quale, purtroppo, non ha fatto seguito, dopo la conclusione della pandemia, il pieno ripristino delle attività precedentemente garantite. Nel dicembre 2023, con la DGR 1399, la Giunta regionale Tesei ha previsto l'organizzazione integrata degli ospedali di Foligno e Spoleto nel cosiddetto Terzo Polo, un DEA di primo livello articolato su due strutture, con Foligno prevalentemente destinato all'emergenza-urgenza e Spoleto alle attività programmate.

Una scelta che, secondo l'analisi illustrata, ha consolidato il ridimensionamento dell'ospedale spoletino, trasformando una situazione nata durante l'emergenza sanitaria in un assetto organizzativo permanente, gravemente penalizzante per Spoleto e per i cittadini di un territorio ben più vasto, che hanno visto ridursi sensibilmente i servizi ospedalieri disponibili.

Le recenti posizioni politiche delle forze di maggioranza in Regione sembrano ora indicare la volontà di superare l'impostazione del Terzo Polo. Il Circolo valuta con interesse questo orientamento, nella misura in cui potrà restituire all'ospedale di Spoleto una piena ed effettiva funzione di DEA di primo livello, insieme alla necessaria autonomia organizzativa e funzionale.

Rimangono tuttavia questioni decisive da chiarire. Mentre nei documenti di indirizzo politico del principale partito della maggioranza regionale il rafforzamento dell'ospedale di Foligno appare delineato con indicazioni assai dettagliate, non emerge dai medesimi documenti altrettanta chiarezza sulle prospettive riservate a Spoleto.

La relazione ha quindi richiamato una questione di particolare rilevanza istituzionale. Il Piano sanitario regionale del 2009, approvato dal Consiglio regionale, è tuttora vigente, in attesa dell'approvazione di un nuovo Piano. Si tratta di un atto generale di programmazione approvato dal Consiglio regionale, rispetto al quale le deliberazioni organizzative della Giunta devono mantenersi coerenti, nel rispetto delle competenze stabilite dalla legge.

Secondo il Circolo, il venir meno ormai da molto tempo dell'emergenza Covid e la persistente vigenza del Piano sanitario del 2009 rendono necessario il rapido ripristino delle funzioni ospedaliere perdute, senza attendere che il nuovo Piano sanitario regionale definisca il futuro dell'ospedale partendo da una situazione già fortemente ridimensionata.

Per il Circolo Bruno Trentin – Art. 36, l'ospedale di Spoleto deve conservare la classificazione di DEA di primo livello e tale riconoscimento deve essere preceduto dal concreto ripristino dei servizi sospesi, trasferiti o ridimensionati negli ultimi anni.

La classificazione non può infatti rimanere una semplice affermazione formale, ma deve corrispondere a una dotazione effettiva di strutture, personale e servizi conforme agli standard previsti dal DM 70/2015, per garantire ai cittadini un'assistenza sanitaria adeguata, sicura e di qualità. Tanto più che, recentemente, autorevoli esponenti delle forze politiche, che sostengono la Giunta regionale, hanno pubblicamente affermato che l'attuale rete dei cinque ospedali sede di DEA di primo livello sia "difendibile" sulla base della numerosità complessiva della popolazione dell'Umbria. Il superamento del Terzo Polo dovrà consentire all'ospedale di Spoleto, di recuperare la piena funzionalità. Il rafforzamento della rete ospedaliera dovrà inoltre accompagnarsi allo sviluppo della medicina territoriale, a partire dalle Case della Comunità, in una visione integrata dell'assistenza sanitaria.

Nel dibattito è intervenuto Enzo Ercolani che ha salutato con favore l'iniziativa del Circolo e condiviso gli obiettivi della relazione, arricchendo il confronto con ulteriori considerazioni tecniche maturate nella sua lunga esperienza professionale e di direzione medica ospedaliera. È intervenuto quindi Antonio Briguori che ha espresso condivisione per la maggior parte delle posizioni illustrate, pur introducendo alcune importanti precisazioni.

In particolare, Briguori ha sottolineato che il bacino di utenza dell'ospedale di Spoleto non può essere limitato alla città e ai territori confinanti, ma deve essere valutato anche in una prospettiva regionale, considerando la capacità di attrazione che servizi qualificati possono esercitare sui pazienti provenienti da altre aree dell'Umbria e non solo. Ha inoltre ribadito la necessità di ripristinare il punto nascita e ha insistito sull'esigenza di riportare l'ospedale alla dotazione di servizi precedente alla riorganizzazione del Terzo Polo, prima ancora di affrontare la discussione sul futuro Piano sanitario.

Secondo Briguori, infatti, la nuova programmazione regionale deve partire dal recupero delle funzioni ospedaliere perdute e non assumere come riferimento una situazione già compromessa da anni di ridimensionamento. Nel corso del successivo dibattito, numerosi interventi hanno espresso condivisione per l'impostazione della relazione e per gli obiettivi delineati, sottolineando la necessità di tradurre le analisi e le preoccupazioni emerse in iniziative concrete.

In particolare, alcuni partecipanti hanno proposto di richiedere, a nome del Circolo, incontri con le forze politiche della maggioranza che sostiene la Giunta regionale, per approfondire nel merito le prospettive della sanità spoletina, chiarire alcuni punti che appaiono ancora ambigui e formulare proposte migliorative rispetto agli indirizzi recentemente espressi pubblicamente dalle stesse forze politiche.

Concludendo i lavori, il presidente Agostino Pensa ha fatto propria la proposta, confermando la volontà del Circolo di promuovere questi momenti di confronto con un atteggiamento determinato nella difesa dell'ospedale di Spoleto e della sanità pubblica universalistica, ma al tempo stesso aperto al dialogo e alla ricerca di soluzioni. L'obiettivo è contribuire in modo costruttivo alle scelte che definiranno il futuro della sanità regionale, affinché l'ospedale di Spoleto possa recuperare pienamente il proprio ruolo nella rete dell'emergenza-urgenza, i propri servizi e la propria capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione.



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