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Spoleto - Editoriale, 31 Ottobre 2018 alle 07:14:48

Epurazioni del Pd: Grifoni e Berti sono esclusi, non espulsi

Doveroso precisare che si tratta di un mio errore personale. Anche se qualche dubbio resta [Commenti]


Daniele Ubaldi

E' vero. Sergio Grifoni e Renzo Berti non sono stati espulsi dal Pd di Spoleto. Semplicemente perché, non avendo più rinnovato la tessera da tempo, non potevano essere espulsi. Di questa imprecisione, riportata nel titolo dell'articolo a mia firma uscito lo scorso 29 ottobre, mi scuso con i lettori, con la


Segreteria e con i diretti interessati. Grifoni e Berti non potevano essere espulsi, come loro stessi hanno logicamente replicato nei commenti o con nota specifica, da noi puntualmente pubblicata. No. Grifoni e Berti sono stati cancellati dall'Albo degli elettori del Pd e dall'Anagrafe degli iscritti, nonché esclusi da ogni eventuale incarico ricoperto in seno al Pd per i prossimi due anni, come previsto dalla Statuto del Partito. In pratica, se non sei iscritto non puoi partecipare alle operazioni elettive né, tantomeno, ricoprire incarichi interni.


E' chiaro che la differenza con il consigliere comunale delegato allo Sport Montesi e con la Fedeli, entrambi candidati lo scorso maggio per Laboratorio Spoleto e iscritti contemporaneamente al Pd, è lampante. Per questi ultimi due sono scattate, come logica vuole, le espulsioni dal partito, mentre per gli altri - già autoesclusisi non avendo rinnovato la rispettiva tessera - non si può parlare di espulsione ma di semplice cancellazione e conseguente esclusione da eventuali incarichi interni. Diversa, ancora, la situazione di Laura Zampa, che invece figura tra gli iscritti al partito ma che è stata sospesa dalla commissione di garanzia.


La domanda che però sorge spontanea è la seguente: se per Grifoni e Berti i provvedimenti sono di ordinaria amministrazione, vale a dire la rimozione dagli elenchi degli elettori e la cancellazione da eventuali incarichi interni non avendo i due rinnovato la tessera da tanto tempo, come mai si è reso necessario l'intervento della commissione controllo e garanzia? In fondo i due ex iscritti sono stati oggetto di provvedimenti validi per chiunque non rinnovi la tessera del Pd: difficile comprendere, dunque, come mai sia stato necessario scomodare l'organo di controllo interno previsto dallo Statuto per assicurare le piena applicazione dello Statuto stesso, l'esercizio dei diritti e dei doveri degli iscritti e degli elettori.


Ma tant'è. Forse il fatto che sia Grifoni sia Berti sono due personaggi pubblici, essendo il primo portavoce del City Forum ed avendo ricoperto - ormai quasi 30 anni fa - il ruolo di assessore comunale, ed essendo il secondo un giornalista conosciuto da tanti anni sul territorio che ha anche ricoperto il ruolo di ufficio stampa del Pd e del suo gruppo consiliare, ha fatto propendere la Segreteria per l'utilizzo della commissione nei due casi specifici... Ma ovviamente questa è soltanto un'ipotesi.
In ogni caso rinnovo le mie scuse ai diretti interessati che non sono stati espulsi bensì esclusi.
Tanto dovevo per correttezza e deontologia


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Commenti (7)

Commento scritto da Espulsi, esclusi, allontanati... il 31 Ottobre 2018 alle 10:32
Beh Espulsi, esclusi, allontanati...che differenza sostanziale fa?

La commissione di garanzia si elegge con le stesse maggioranze congressuali del segretario, dunque, se uno che ha "peccato" perde il congresso, siccome sa che dovrà scontare, non rinnova la tessera...e voilà, sarà escluso e non espulso....ma se avesse rinnovato la tessera, forse, sarebbe stato ESPULSO!


Commento scritto da Fan.della SSD Spoleto il 31 Ottobre 2018 alle 10:36
Quindi, detto in gergo calcistico, nemmeno li hanno lasciati scendere in campo.

Scommetto che i vari dirigenti e "l'allenatore", oltre a non ritenerli tesserati, avranno valutato anche la "forma".


Commento scritto da Spoletino il 31 Ottobre 2018 alle 10:51
Ma sì che differenza fa, me ne sono andato io deluso/schifato o mi hai cacciato tu, è la stessa cosa.


Commento scritto da Adriano Meis il 31 Ottobre 2018 alle 14:54
Questa sceneggiata, di timbro parte-nopeo e parte-ridicolo, sui sospesi, sugli espulsi..no, esclusi, sugli incarichi passati e non futuri (almeno per due anni), fa semplicemente cadere le braccia a chi aveva ancora riposto qualche speranza in un partito che tuttora annovera tra le sue file valenti personaggi come Trippetti, Dionisi, Cardini, Catanossi e molti altri; e che, fino a poco tempo fa , contava sulle idee del grande Sandro Laureti.

Invece di entrare nel merito delle Linee di Programma dell’Amministrazione De Augustinis, avanzando proposte di modifica o di integrazione, il PD si attarda in piccole scaramucce di retroguardia, parlando di mountain bike,di consulenti non retribuiti, insomma di assolute quisquilie, come diceva De Curtis. Tutte punture di spillo, con la punta per niente acuminata.

Inoltre, la Commissione di Garanzia ha pure completamente sbagliato il timing, espellendo , tra gli altri, anche il nipote dell’on.Bocci, proprio nel giorno in cui questi ha stretto un patto di ferro (i contraenti sperano che sia di buona lega) con la Governatrice Marini; significa che potrebbe anche avvenire un ritorno all’ovile del nipote, con allegato qualche lembo laboratoriale. Siccome in politica, come nella vita, è meglio mai dire mai, ci sarebbe proprio da ridere.

Per concludere, come non ricordare il proverbiale “UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO”? Che ne pensa la Commissione di garanzia?



Commento scritto da Omelia per gli esclusi. il 31 Ottobre 2018 alle 17:57
Nella guerra fratricida del PD erano considerati dei militi valorosi ma dispersi. E ora che si sono rifatti vivi l'esercito di appartenenza fa finta di non conoscerli. Eppure la loro fisionomia non è cambiata: È ancora la stessa. È quella tipica dei volti che contraddistingue gli appartenenti al partito dove hanno militato. Inoltre, non si sono nemmeno ripresentati trasformati: Con un parrucchino, con una dentiera, coni i baffi e con la barba un po' cresciuta. Quindi, sarebbe stato impossibile per chiunque confonderli con degli infiltrati. In un momento di così grande delusione per loro, volendo interpretare i loro sentimenti verrebbe spontaneo dire: Siete degli Ingrati! E non mi stupirei nemmeno se qualche loro superiore, considerandoli effettivamente "caduti" per la causa del partito, non gli avesse fatto dire nemmeno una Messa. Oblio più assoluto. Trattati peggio dei militi ignoti.


Commento scritto da Demofonte il 01 Novembre 2018 alle 14:51
Volevo fare una domanda: se Renzo Berti ha votato all'ultimo congresso comunale, dove a controllare le posizioni degli iscritti c'era il presidente della commissione di garanzia provinciale, sig. Manini e altri due membri. Non solo: al tavolo dove venivano consegnate le schede c'era anche l'attuale presidente della Commissione di garanzia Vairo Cardarelli, questi signori come fanno ad affermare che Renzo Berti non era iscritto? E se non lo fosse stato non doveva essere annullato il congresso di sezione? Ma non solo: Renzo Berti figurava tra i dirigenti designati per il Circolo di Spoleto Centro. Uno che non è iscritto come fa a ricoprire incarichi all'interno del Partito Democratico? Delle due l'una: o sono una gabbia di matti, o qualcuno ha falsificato gli atti e fatto sparire l'iscrizione di Renzo Berti. E questo sarebbe ancora più grave!!


Commento scritto da Salvino il 04 Novembre 2018 alle 19:36
Al posto della foto col cartellino rosso perché non metterci il selfie di uno dei due protagonisti della storia con salvini durante il suo comizio a Spoleto in appoggio a de augustinis? Sarebbe stato più pertinente, no?


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