società

Cioccolato: un piacere 'salutare'

 

 

Nel campo della nutrizione siamo soliti pensare che i cibi salutari non diano gioia al nostro palato. Ebbene, il cioccolato, oltre ad essere un piacere irrinunciabile, produce numerosi effetti benefici per la salute grazie al suo straordinario contenuto in polifenoli antiossidanti. Da uno


studio effettuato dall'Istituto nazionale olandese della salute pubblica e dell'ambiente, infatti, è emerso che il cioccolato, ed in particolare il cioccolato fondente, contiene fino al doppio di antiossidanti rispetto al vino rosso e fino a quattro volte quelli che si trovano nel tè.

A risentire in maniera particolare degli effetti benefici derivanti dal consumo di cioccolato è l'apparato cardiovascolare. Un numero crescente di ricerche indica che:
- i grassi saturi del cioccolato non innalzano i livelli di colesterolo (a differenza dei grassi saturi che si trovano nella carne e nei formaggi);
- il burro di cacao contiene steroli vegetali che aiutano ad inibire l'assimilazione del colesterolo alimentare;
- i polifenoli antiossidanti del cioccolato proteggono dai danni causati dal colesterolo alle pareti delle arterie, oltre a prevenire un'eccessiva aggregazione delle piastrine che può generare emboli;
- il cioccolato fornisce quantità significative di arginina, un aminoacido necessario per la produzione dell'ossido nitrico, che dilata i vasi sanguigni, aiuta a regolare il flusso del sangue, allevia le infiammazioni.

Come mai non riusciamo a fare a meno del cosiddetto "cibo degli dei"? La risposta sembra risiedere nel fatto che il cioccolato contiene una sostanza detta anandamide, che genera sensazioni piacevoli nel nostro cervello, insieme ad altre sostanze che dell'anandamide impediscono la scomposizione naturale, rendendone più duraturo l'effetto. La sensazione di piacere indotta dal cioccolato, dunque, non è soltanto momentanea.

Se consumato con moderazione (30g al giorno) e nell'ambito di una dieta varia ed equilibrata, il cioccolato è utile per la nostra salute, dandoci qualcosa in più della sola piacevolezza sensoriale. Quindi, se gli amanti del cioccolato cercavano una giustificazione per mangiarlo senza sensi di colpa, ora le ricerche effettuate ce l'hanno fornita, a patto però che sia fondente e con alta percentuale di cacao, più ricco di antiossidanti. L'effetto benefico, infatti, si riduce se il cioccolato è al latte, poiché sembrerebbe che i polifenoli del cacao si legano alle proteine del latte riducendone l'effetto antiossidante. Allo stesso modo, se si eccede nelle quantità scompaiono i benefici, a causa dell'elevato contenuto calorico ed i relativi grassi del cioccolato stesso.

Godiamoci dunque la Pasqua in compagnia di questo piacere salutare!
Tanti auguri.

(*) Dottore Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana- Nutrizionista (cagnazzofrancesco@libero.it, - Pagina Facebook)

 



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I commenti dei nostri lettori

Francesco Cagnazzo

13 anni fa

Gentili lettori, nel rispondere ai vostri commenti colgo l’occasione per ringraziarvi dell’interesse che avete dimostrato nei riguardi del mio articolo e per le domande pertinenti che mi avete rivolto. Riguardo la prima domanda, il cioccolato, se assunto con moderazione e nell’ambito di una dieta equilibrata, generalmente non causa costipazione o fenomeni diarroici nella maggior parte delle persone sane, ma può essere un alimento “trigger”, cioè che scatena i sintomi in quei soggetti che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile. Quest’ultima è un complesso sintomatologico che comprende dolore addominale ed irregolaritá dell\'alvo, dovuto ad alterazioni motorie funzionali del colon. Tale disturbo è uno di quelli diagnosticati con maggiore frequenza dal medico. Sintomi caratteristici della sindrome dell\'intestino irritabile sono: il dolore, stipsi, diarrea o alternanza di stipsi e diarrea. Altri sintomi addominali comprendono meteorismo con senso di gonfiore addominale, borborigmi, nausea. Nel caso di sindrome dell’intestino irritabile il cioccolato può dare tanto stipsi quanto diarrea; è necessario dunque evitare il suo consumo e seguire una dieta corretta per affrontare al meglio questo disturbo. Per quanto concerne la seconda domanda, ritengo che ai diabetici può essere concesso il consumo moderato (uno o due quadretti piccoli al giorno) di cioccolato fondente di qualitá che, grazie all’elevato contenuto di flavonoidi, offre numerosi effetti benefici sul rischio cardio-vascolare e sulla sensibilitá all\'insulina. Sì dunque al suo consumo in caso di diabete, ma con cautela e con alcune limitazioni. L’assunzione di cioccolato, infatti, va inserita in una dieta controllata ed equilibrata che tenga conto del fabbisogno calorico giornaliero poichè è un cibo ad elevato contenuto di grassi e quindi molto calorico: 100 grammi di cioccolato fondente apportano circa 500 Kcal. Oltre all’aspetto calorico è fondamentale gestire il carico glicemico del pasto, soprattutto nel paziente diabetico. Il carico glicemico è un parametro che permette di prevedere i valori della glicemia in base al tipo e alla quantitá di cibo contenente carboidrati; maggiore è il carico glicemico maggiore è il rilascio di insulina nel sangue. Risulta evidente che la porzione di cioccolato debba essere inserita nel contesto di un pasto che nel complesso contenga una qualitá e un quantitá di carboidrati tale da impedire una eccessiva risposta insulinica da parte del pancreas.

Mary

13 anni fa

Che bella notizia Dottore! E complimenti per l'articolo.

Diabete?

13 anni fa

Ok per il colesterolo. Ma per il diabete? Che effetti ha su di esso?

nazza

13 anni fa

Egr.dottore,puo' spiegarmi perchè il cioccolato a qualcuno produce stipsi e ad altri invece fenomeni diarroici?.La ringrazio e saluto

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