cronaca

In tribunale ancora casi di violenza sulle donne

 

Storie e situazioni diverse, ma sempre con un comune denominatore...

 

Violenza sulle donne al centro delle udienze del tribunale di Spoleto. Un giovane, avrebbe picchiato la compagna ventenne spoletina, perché questa voleva mettere fine alla loro relazione. Un marito invece avrebbe rotto il naso alla moglie, nel culmine di un'ennesima lite. Spettatore il loro figlioletto di pochi anni. Nel primo caso, secondo l'accusa, un ventenne di origini milanesi, avrebbe picchiato la


 convivente in un paio d'occasioni e ora deve rispondere dei reati di violenza privata e lesioni personali. Motivo delle furiose liti stando alla pubblica accusa sostenuta dal pm Fernanda Cherubini sarebbe stata appunto la volontà della spoletina di metter fine alla loro relazione, turbolenta. Una volta il milanese avrebbe sbattuto ripetutamente la giovane contro il muro e poi l'avrebbe chiusa nella camera da letto, bloccandole la porta e impedendole di uscire. L'episodio più violento si sarebbe verificato in seguito a una lite scoppiata a bordo dell'automobile dell'imputato. La spoletina sarebbe scesa dall'auto entrando nell'atrio del palazzo dove abitavano i nonni. A quel punto il convivente l'avrebbe inseguita e una volta acciuffata l'avrebbe presa a calci e pugni. Una violenza fisica inaudita tanto che la ragazza, in seguito alle botte aveva riportato un trauma cranico e facciale, un trauma alla colonna cervicale, uno al torace e uno al piede destro. A mettere fine alla presunta furia del giovane sarebbe stato l'arrivo provvidenziale di un'inquilina del palazzo dove si stava consumando la scena, che avrebbe fatto desistere l'imputato dal continuare a picchiare la convivente. ieri in aula la testimonianza dell'anziana signora. La prossima udienza è fissata all'otto marzo e sarà ascoltata proprio la giovane che, tra l'altro, ha deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento. Presunte violenze anche per un'altra spoletina, una quarantenne, che nel corso di un litigio col marito, ha presoun pugno in faccia e si è beccata la rottura del setto nasale. Ieri in aula testimonianza di assistente sociale del Comune di Spoleto e carabinieri. "L'indomani - ha raccontato l'assistente sociale - la signora venne da me in ufficio. Erano visibili i segni della violenza subita. Seguivamo la famiglia, il tribunale dei minori, decise di affidare il figlio alla madre e noi abbiamo messo in atto tutta una serie di procedure per mediare i conflitti familiari e tutelare il bimbo". Il giudice ha accolto la richiesta di acquisizione della cartella clinica della donna. Rinvio a marzo per la prossima udienza. I fatti risalgono a qualche anno fa.


 



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