cronaca

Popolare di Spoleto, perquisite le abitazioni di dirigenti Nit Holding

 

Manipolazione del mercato e calunnia le ipotesi di reato contestate

 

Con le ipotesi di reato di manipolazione del mercato e calunnia, alcuni manager della Nit Holdings Limited Hong Kong sono finiti nel registro degli indagati della procura di Milano. Proprio ieri - 29 ottobre -, come riporta Repubblica.it, su disposizione della procura la guardia di finanza ha perquisito


diverse abitazioni private. Si tratta di attività investigative che derivano direttamente dalle vicende Mps e Bps, in particolare dall'esposto collettivo di 100 soci dell'A.Spo.Credit., associazione che rappresenta 400 azionisti tra Bps e Credito e Servizi, cooperativa che un tempo controllava l'istituto di credito umbro.

Come noto, la Nit ha fatto il suo ingresso nella travagliata vicenda della Popolare il 13 giugno dello scorso anno, quando presentò un'offerta da 239 milioni di euro per ricapitalizzare la banca spoletina e rilevare le quote della cooperativa. Offerta che fu scartata dai commissari straordinari per "asserite mancanze di garanzie". Gli stessi commissari preferirono affidare la Bps alle mani di Banco Desio, suscitando le ire di A.Spo.Credit. e l'esposto collettivo presentato in procura.

La Nit non è peraltro nuova a clamorose offerte per istituti di credito in difficoltà: pochi mesi dopo l'interesse per la Bps, nel novembre 2014, il fondo orientale si era dichiarato disponibile ad investire 10 miliardi di euro per il Monte dei Paschi di Siena, soldi che sarebbero serviti a ristrutturare la banca radicalmente e a porre le basi per un'alleanza sinergica nel lungo periodo. "L'offerta - fanno sapere gli inquirenti - è risultata del tutto inconsistente e priva di qualsiasi fondamento economico". Tuttavia, anche grazie alla forte eco mediatica che una cifra simile aveva suscitato, il titolo Mps aveva subito significative oscillazioni in borsa. Da qui le ipotesi di reato contestate ai dirigenti del fondo. Insomma, l'idea che trapela da questo nuovo filone di indagini è che sulla pelle dei risparmiatori siano state realizzate, nel tempo, numerose e variegate speculazioni. Ma neanche questa, in effetti, è una novità.



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I commenti dei nostri lettori

Cavaradossi

11 anni fa

Nell’opera lirica “Tosca”, i librettisti Giacosa ed Illica, con la musica di Giacomo Puccini , fanno dire al sagrestano , rivolto a Cavaradossi :SCHERZA COI FANTI E LASCIA STARE I SANTI! Si vede che l’Aspocredit, ed in particolare Ugolini, Angeletti, Castellani, Marinangeli e gli altri novantasei firmatari dell’esposto contro il Governatore Visco, non frequentano il teatro lirico o, quantomeno, non amano Puccini . Quando, alcuni giorni fa, abbiamo letto la notizia dell’apertura delle indagini sul Governatore e sui Commissari Straordinari, ci sembrava di trasecolare , dal momento che l’argomento basico dell’esposto Aspocredit ( a proposito, vista la frequenza degli esposti, forse è il caso di cambiare il logo in ESPOCREDIT) era costituito dalla “famosa” offerta della NIT HOLDING di Hong Kong; ora ,eravamo in molti a sapere che quell’offerta, declinata d’impulso dai commissari , era fondata su poca roba, diciamo pure su carteggi attendibili come gli scontrini dei politici. Sfidare le Istituzioni, anzi l’Istituzione per antonomasia (cioè la Banca d’Italia) all’ombra delle ragioni di Rodolfo Varano, duca di Camerino, avventuroso finanziere internazionale, sembrava impresa molto, quasi troppo, temeraria, ma, forse, motivata da qualche consistente ragione. Aspettavamo quindi gli sviluppi, che non si sono fatti attendere: il Presidente Mattarella, il Ministro Padoan, Il Direttore Generale della Bankit, lo stesso Visco, hanno iniziato a cannoneggiare le fragili postazioni Aspocredit, con una notevole potenza di fuoco. Infine, oggi il “Sole 24 Ore”, con un articolo a firma di Fabio Pavesi, inquadra tutto il dossier BPS con una precisione ed una accuratezza che sembrano uscite, pari pari, da un Bollettino Ufficiale della Banca d’Italia, fornendo dati, giudizi, decisioni, situazioni. A leggere bene, tutto appare chiaro, almeno a chi vuol intendere, con un unico, gigantesco punto interrogativo, un vero “buco nero”. Vale a dire: se è vero, ed è accertato, che la Cooperativa SCS ha chiuso il bilancio 2012 con una perdita di 33 milioni e con debiti per 60 milioni, dovuti alle sciagurate partecipazioni immobiliari ternane, quindi in stato di grave tensione finanziaria e di pericolo di default, come mai i Signori Commissari hanno deciso di tenerla in vita, in stato precomatoso, invece di portare i Libri dal Giudice? Io non riesco a darmi una spiegazione, forse la conosce il Duca di Varano, aspettiamo notizie.

indignato

11 anni fa

...Il sole 24 ore riporta nomi e cognomi di qualche facinoroso ..spoletino!!!

Il Corvo della rocca

11 anni fa

Le perquisizioni fatte a distanza di tempo lasciano sempre qualche dubbio sulla completa individuazione della colpevolezza degli accusati.

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