cronaca

Estorsione nei confronti di uno spoletino

 

Il fatto, risalente al 2009, vede coinvolti anche due cittadini di origine albanese

 

Avrà avuto in mente di agire come Equitalia e sequestrare la macchina di quel conoscente che gli doveva un debito di 4 mila euro, ma la sua azione gli è costata una denuncia per furto ed estorsione.
L'uomo, di origine albanese, avrebbe usato dei metodi poco ortodossi per farsi restituire quei soldi


prestati a uno spoletino.
Stanco di aspettare, avrebbe iniziato a fare pressioni sul debitore fino al giorno in cui gli avrebbe sottratto le chiavi della Nissan Micra e l'avrebbe presa come garanzia del prestito. "Ti ridarò l'auto quando pagherai" avrebbe detto lo straniero finito sotto processo.
Lo spoletino a quel punto si sarebbe recato in commissariato per sporgere una denuncia. Immediata allora scatta l'operazione della polizia. I due uomini si incontrano in un bar della periferia cittadina, e lo spoletino dà 400 euro di acconto. Quando l'albanese esce dall'esercizio commerciale, gli agenti lo bloccano, lo perquisiscono e gli trovano i soldi addosso.
Poco dopo scatta la perquisizione dei poliziotti a casa della compagna dell'imputato. "In un cassetto di un vecchio mobile abbiamo rinvenuto le chiavi della macchina - ha detto ieri in aula al giudice Augusto Fornaci, un ispettore che ha lavorato al caso - l'automobile l'abbiamo trovato parcheggiata, nei pressi dell'abitazione della compagna dell'imputato". Compagna finita anche lei sotto processo per favoreggiamento.
Ieri era prevista anche l'escussione dello spoletino, presunta vittima di questa storia, ma l'uomo è morto questa estate, per un malore, mentre era a lago Trasimeno. I fatti sono del 2009 e il primo marzo è stata fissata la discussione con relativa sentenza emessa dal giudice.



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