Opinioni
NON SI SAPEVA? MAH...
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NON SI SAPEVA? MAH...
Daniela De Gregorio e Michael Jacob sul Mostro delle Mura e gli 'ignari' acquirenti
Non potremmo essere più d'accordo con l'articolo di Daniele Ubaldi sull'affaire Posterna. Allora andiamo un po' con i ricordi e le foto d'epoca. La manifestazione del 9 Giugno del 2007 vide 600 persone (stime della polizia) fare una lunga marcia con tanto di megafono che "urlava" le motivazioni
di quella protesta, udibili anche da chi non ci partecipava. E mentre la lunga fila di persone camminava partendo da Piazza della Libertà per arrivare a Piazza Garibaldi dove diversi rappresentanti politici ( fra cui gli allora parlamentari di Rifondazione Comunista Piero Folena e Tommaso Sodano poi vicesindaco di Napoli) e della associazioni ambientaliste si avvicendarono all'altoparlante, furono distribuiti anche dei volantini. Difficile che Spoleto e gli spoletini non si fossero accorti di quella protesta. O non avessero capito che le motivazioni contro quei due edifici erano forti e che "qualcosa lì non andava", per dirla con un eufemismo.
Quella manifestazione era stata preceduta da A) una raccolta di firme che ne contò migliaia, B) una infinità di articoli sulla stampa locale e nazionale (vedi Panorama.it solo per fare un esempio), C) una manifestazione meno numerosa di quella del 9 Giugno, ma pur sempre una manifestazione, davanti al cantiere dei due palazzoni ed organizzata, ricordiamo, da Gianluca Speranza, allora all'opposizione, D) un presidio con tanto di striscione e raccolta di firme sotto le due costruzioni. Il presidio durò più di un mese. E) due interpellanze parlamentari presentate da un politico di destra (On. Pescante) e uno di sinistra (on. Piero Folena) e di cui i giornali locali si occuparono.
Le locandine fuori dalle edicole della città e che davano notizia delle proteste in corso furono tante.
Le foto di quella marcia del 9 Giugno, mostrano i due palazzoni proprio all'inizio della loro costruzione. In quel momento erano due scheletri appena abbozzati e che, si diceva, non erano certo catalogabili come "edilizia popolare" ed il cui prezzo a metro quadro, quindi, non era da edilizia popolare. Girava voce, allora, che un ristretto gruppo di persone aveva visto lì una bella opportunità di investimento ed aveva acquistato appartamenti. Vero? Falso? Che dire? Una voce almeno altrettanto vera o falsa di quella che gira adesso: di famiglie in strada, con mutui da pagare e con i bambini tenuti per mano come siamo abituati a vedere i profughi siriani che bussano alle porte dell'Europa.
E pensare che ogni volta che passiamo davanti a quei due palazzoni, ci stupiamo nel vedere quante poche siano le finestre illuminate. L'impressione che se ne ha è quella di due edifici bui e disabitati.
Il fatto è che le proteste intorno a quelle due costruzioni ci furono. E fin da subito. Forti, numerose, partecipate e strombazzate sulla stampa. Difficili, quindi, da ignorare per chi voleva acquistare lì.
I palazzoni erano stati costruiti con tutte le regole ed i permessi? Molti allora pensavano che non fosse così. Che ci fossero intrecci e passaggi fra pubblico e privato non sempre chiari nemmeno ad alcuni rappresentanti politici che avevano anche fatto parte delle giunte che avevano gestito l'iter della cosa e che nondimeno parteciparono alle proteste, in disaccordo con l'attuazione quelle due costruzioni.
In concomitanza con la manifestazione del 9 Giugno era partito anche un esposto. E anche di questo parlò la stampa.
Ci sono stati, negli anni, varie sentenze. I tempi della giustizia sono quelli che sono, lo sappiamo. Le denunce per diffamazione arrivate ad una decina di persone, fra cui anche l'insigne etruscologo professor Torelli che criticò quelle due costruzioni in una intervista, fatte nel 2007 sono arrivate ai denunciati nel 2014. Eppure chi le ha ricevute ha dovuto pagare un avvocato, presentarsi dal giudice, rispondere a domande e aspettare la decisione della magistratura. Qualunque fosse stata.
Ora la sentenza, definitiva, è stata emessa su quei due palazzoni. E lo stupore è sentir partire immediatamente il gioco del "Bè, è passato tanto tempo...", "Ci sono famiglie in strada..." ( mah.. come mai allora tutte quelle finestre buie nei due palazzoni?) "E' l'anno della Misericordia, perdoniamo...".
L'Italia è il paese dei condoni, vero. Ma è anche il paese da cui gli stranieri che vogliono investire si tengono alla larga per l'incertezza della legge, anche in presenza di sentenze definitive che, appena emesse, debbono essere "accomodate" e possibilmente, aggirate.
Capiamo che la nuova giunta si è trovata questa patata bollente (un'altra) da maneggiare, ma i politici che si presentano per essere eletti non dovrebbero essere pronti a questo? L'alternanza alla gestione del potere fa succedere che chi viene dopo debba risolvere i problemi creati da chi viene prima.
Si chiama democrazia.
E comunque ci piacerebbe ancora credere che votare per una o per un'altra persona faccia la differenza anche nel modo di affrontare e, eventualmente, risolvere i problemi. Se no l'alternanza è solo di nomi.
E allora sarebbe poca cosa.
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I commenti dei nostri lettori
francy fontana
10 anni fa
Dovremmo ringraziare persone come Michael Jacob e Daniela De Gregorio che hanno il coraggio di esprimere, da sempre, posizioni scomode, rimanendo coerenti negli anni alla sola logica della salvaguardia della cittá di Spoleto e al rispetto della legalitá. Non può esistere ALTRA soluzione possibile all'abbattimento dell'ECOMOSTRO della Posterna. Non può e non deve. Abbiamo manifestato, protestato in migliaia, chi con una "semplice" firma apposta sotto una petizione, chi con articoli, presidi, chi con processi, condanne assurde e persino la galera per vedere CANCELLATO quello scempio non solo al paesaggio ma anche alla legge. Adesso che la magistratura ha decretato quale sia l'unico esito possibile di questa vergognosa vicenda, non resta altro da fare. Sono speranzosa dopo aver udito le parole del Sindaco Cardarelli che parla di "rispetto della sentenza" che non vi siano altre losche interferenze alla applicazione della Legge. Coraggio Sindaco e assessori. Provate la vostra onestá intellettuale. L'Ecomostro va abbattuto senza se e senza ma.
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