politica

Riorganizzazione Comune: le parole di Fp-Cgil

 

'Non può finzionare'. La critica a Cardarelli e Profili

 

La riorganizzazione del Comune di Spoleto, così come disegnata dall'attuale amministrazione, non può funzionare. In più occasioni abbiamo espresso, nelle sedi opportune e pubblicamente, le nostre perplessità, indicando quelli che a nostro avviso erano gli aspetti che manifestavano fin


dall'inizio le criticità maggiori. Abbiamo chiesto chiarimenti, invitando l'amministrazione ad un confronto più proficuo e utile per l'Ente, nel tentativo di migliorare quella che, fin dall'agosto scorso, consideravamo una proposta assolutamente migliorabile. Dobbiamo ammettere che, nel tempo, sono state pochissime le risposte ricevute. Purtroppo quest'ultimo decreto del Sindaco Cardarelli conferma tutte le nostre perplessità e le criticità segnalate, andando in una direzione che come sindacato assolutamente non auspicavamo.

A riguardo facciamo innanzitutto presente che le funzioni proprie del comandante della Polizia Municipale non sono compatibili con quelle relative all'edilizia e alla vigilanza edilizia che, alla luce del decreto n 11 del 26/1/2016, il sindaco attribuisce al nuovo comandante. Sulla questione è utile ricordare che la stessa Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) si è espressa sia nel 2014 (parere n. 57/2014) che nel 2015 (parere n. 19/2015), specificando che al Comandante della PM "non può essere affidata la responsabilità di uffici con competenze gestionali, in relazione alle quali compie anche attività di vigilanza e di controllo", sussistendo in questo caso un'ipotesi di conflitto di interesse.

Riteniamo inoltre che sia assolutamente arbitrario il criterio adottato rispetto alle vicende giudiziarie che, a vario titolo, stanno coinvolgendo alcuni dirigenti del Comune di Spoleto. Non si capisce infatti come possa un avviso di garanzia, seppur al termine di un'indagine scaturita da un esposto effettuato dagli attuali amministratori, avere un peso maggiore rispetto ad una sentenza di condanna emessa dalla Corte di Cassazione, quindi definitiva o ad un avviso di garanzia scaturito da indagini non legate al buco di bilancio, al punto da rappresentare l'unica motivazione indicata nel decreto per giustificare la scelta di mettere in staff non uno, ma addirittura due dei dirigenti attualmente in organico al Comune di Spoleto. Allo stesso modo non si comprende, al netto delle capacità professionali dei singoli che in alcun modo ci sentiamo di mettere in discussione, come una sentenza passata in giudicato possa costituire un elemento premiante o, quantomeno, non rappresentare un vulnus nel curriculum professionale di un lavoratore.

È opportuno manifestare anche la nostra preoccupazione rispetto alle "disfunzioni" organizzative contenute nel decreto dove, in aggiunta alle notevoli criticità già indicate, vengono anche prospettati carichi di lavoro eccessivi in settori altamente strategici non solo per l'ente, ma anche e soprattutto per la città. Valorizzare il personale dirigenziale più meritevole non può che trovarci sempre d'accordo, ma far ricadere il peso delle scelte politiche organizzativamente sbagliate su coloro che hanno sempre manifestato capacità professionali e dedizione lavorativa appare essere più una trappola che un premio, un rischio molto più che un'opportunità.

È chiaro che, alla luce di tutto questo, non possiamo esimerci dal manifestare pubblicamente la nostra assoluta contrarietà sia rispetto ai criteri adottati dal Sindaco Cardarelli e dall'assessore al personale Profili per la nomina dei dirigenti, sia rispetto a quello che si va configurando con questa ennesima riorganizzazione della macchina comunale.

 

 


 



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I commenti dei nostri lettori

marco

10 anni fa

io la riorganizzazione la farei fare alla CGIL perchè sono convinto che farebbero molto meglio!

spoletino deluso

10 anni fa

un ingegnere comandante della polizia municipale? Ho capito bene? Possibile che non sappiano che la legge lo vieta? La legge regionale 1 del 2005 all'art. 5 comma 3 dice che: Le polizie locali, comunque organizzate, non possono essere considerate strutture intermedie in un settore amministrativo o tecnico più ampio, né essere poste alle dipendenze di un dirigente di settore, di area o di unitá operativa diversa. Salva diversa disposizione del regolamento del comune, il Comandante è inquadrato nella categoria apicale dell'ente da cui dipende e deve appartenere alla polizia locale. Quando vedremo un geometra a dirigere la ragioneria o l'avvocatura comunale?

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