Opinioni
Posterna, lettera aperta di Mastroforti: Inaccettabile strumentalizzazione della mia figura
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Posterna, lettera aperta di Mastroforti: Inaccettabile strumentalizzazione della mia figura
'Non avevo il potere e il diritto di verificare un piano approvato da 85 soggetti prima di me...'
Mi chiamo Giuliano Maria Mastroforti e non sono un soggetto politico.
Sono un architetto che da quindici anni lavora presso il Comune di Spoleto come Dirigente del Settore Urbanistica, cercando di fare il proprio mestiere nel modo migliore, ed avendo come unico
scopo l' interesse della comunità spoletina, che è quella che mi paga lo stipendio per il mio lavoro.
Le uniche associazioni a cui appartengo sono l' Ordine degli Architetti e la Ciclo-Officina di Perugia, un circolo di cicloamatori.
Non sono iscritto ad alcun Partito o Sindacato, o ad altre Associazioni, e quindi ciò che esprimo non è frutto di alcun confronto che non sia quello con la mia coscienza ed il mio autonomo convincimento.
Da giorni sono al centro di un attacco individuale, con nome, cognome e, se qualcuno non avesse ancora capito bene chi sono, anche con foto, e questo da parte di Testate Giornalistiche, Partiti, Sindacati, Gruppi e Movimenti vari che, per combattere una battaglia politica, usano il mio lavoro, il mio nome e la mia immagine per attaccare l' Amministrazione che attualmente governa la città di Spoleto, e che ha adottato recentemente una riorganizzazione della Struttura Dirigenziale Comunale.
La strumentalizzazione della mia figura e del mio ruolo lavorativo, l' unico che mi veda presente in questa città, finalizzata ad un attacco politico - che è lecito se le parti in campo sono soggetti contrapposti, politicamente riconoscibili e definiti - è per me decisamente inaccettabile, moralmente ed eticamente disonesto, ed anche un po' vigliacco, poiché con tali soggetti non posso avere, in virtù del ruolo che ricopro, nessun tipo di interlocuzione istituzionale, anche perché le persone che scrivono si fanno forti del loro anonimato, annegato nelle espressioni di "direttivi", "segreterie", "assemblee" e "gruppi".
Se lo scopo di un martello è quello di battere sull' incudine, il pezzo di ferro che si usa come mezzo per menare colpi è solo lo strumento per regolare i conti con un contendente, senza però che questo pezzo di ferro possa sottrarsi.
Questo è il ruolo che in questo momento mi sento di subire.
Ma parliamo dei fatti.
Sono stato condannato per il reato contravvenzionale di abuso edilizio, avendo rilasciato un permesso di costruire in conformità ad un PARU ( Piano Attuativo di Ristrutturazione Urbanistica ) che il Comune di Spoleto approvò nell' anno 1998 e che non è mai stato contestato da alcuno nella sua validità.
Questo Piano, nell' iter per la sua approvazione, vide allora il concorso, in distinti ruoli, di ottantacinque soggetti - li ho contati - tra Consigli Comunali, Giunte Comunali, Giunte Provinciali, Uffici Regionali, Soprintendenze e Tecnici vari di ASL, ARPA, e VVFF.
Quando nel 2001 iniziai il mio lavoro a Spoleto, trovai, insieme ad altri, questo Piano Attuativo tra gli Strumenti Urbanistici vigenti nel Comune di Spoleto, ed in attesa di attuazione.
Nel 2006, anno in cui i proprietari presentarono il progetto del palazzo previsto nel PARU( Piano Attuativo di Ristrutturazione Urbanistica ), esso fu oggetto di attenta istruttoria da parte degli Uffici del Settore Urbanistica ed Edilizia, che lo riconobbero pienamente conforme, ed anzi inferiore, in termini urbanistici, a quanto contenuto e prescritto nel Piano stesso.
Corredato di tutti i pareri necessari, incluso quello della Soprintendenza, quel progetto era quindi pienamente legittimato ad ottenere il Permesso di Costruire.
Avrei dovuto compiere una omissione di atti d' ufficio, negando tale permesso?
E su quali basi ?
Non avevo né il potere né il diritto di verificare la legittimità di quel Piano, che come detto era stato approvato da TUTTI i soggetti che ho richiamato in precedenza.
Questo sì, che sarebbe stato un reato contro la Pubblica Amministrazione.
La mia non è quindi una vicenda strettamente personale, per cui dieci anni fa decisi autonomamente di compiere un " abuso edilizio ", avvalendomi del mio ruolo, per consentire una illegittimità edilizia, ma una ottemperanza a Strumenti Sovraordinati che lo imponevano, aldilà del soggetto che avrebbe poi firmato l' atto conclusivo.
Esistevano inoltre all' epoca due distinti ricorsi dei proprietari avanti al TAR Umbria, che diffidavano il Comune a rilasciare tempestivamente quel Permesso di Costruire.
Ho cercato, con gli strumenti giuridici e tecnici a mia disposizione, di far valere le mie ragioni nei vari gradi di giudizio, con alterni riconoscimenti, ma a distanza ormai di dieci anni dall'inizio di questa vicenda l' esito è stato quello che tutti conosciamo.
Non voglio entrare in tecnicismi, ma se le leggi dello Stato Italiano consentiranno in futuro ai proprietari una legittimazione ex-post di quel palazzo, anche la mia condanna contravvenzionale per abuso edilizio sarebbe, ope legis , estinta.
Mi sentirei allora diverso nella mia onestà e coscienza rispetto ad ora ?
Recupererei quella dignità ed onorabilità che ora è stata messa in discussione?
No, perché quella conclusione sarebbe una ulteriore dimostrazione che la certezza del diritto non è un dato di fatto, ma un obiettivo da ricercare e che non sempre viene raggiunto.
Io, nel mio lavoro, non ho mai combattuto battaglie politiche o ideologiche, ma ho cercato sempre di rispettare e di far rispettare le leggi che governano l' edilizia, l' urbanistica e la tutela dei beni paesaggistici nel Comune di Spoleto, con -come si dice- "scienza coscienza e conoscenza".
Non voglio peccare di presunzione, ma il confronto che ho da ormai quindici anni con gli organi di governo di questa città, con tecnici, imprenditori e cittadini è facilmente verificabile; certo, questo è null' altro che il mio dovere, ma non può essere cancellato con un colpo di spugna o messo in dubbio per scopi che nulla hanno a che vedere con la mia persona.
Per me, l' importante è essere certo che l' Amministrazione Comunale non ha compiuto alcun atto contra legem affidandomi gli incarichi dirigenziali di cui ora ho la responsabilità, e che il rapporto fiduciario nei miei confronti non si è compromesso, come d' altronde era avvenuto con le passate Amministrazioni.
Questo è alla fine quello che conta, per un professionista che vive del proprio lavoro e per il quale l' onestà, la competenza e l' affidabilità sono i patrimoni che ha più cari.
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I commenti dei nostri lettori
alessandro asinari
10 anni fa
Ritengo totalmente fuori luogo da parte dell'amministrazione promuore chi è stato condannato. A voler ben guardare, soprattutto negli ultimi quindici anni, ho notato in questa cittá un fiorire di tanti piccoli e medi orrori urbanistici non ultimo la sistemazione di via dei Filosofi. Non so se ci sia dietro anche la sua firma ma certo non andrei orgoglioso di come è stata trasformata la cittá.
CASA ROSSA
10 anni fa
L'iniziativa dei 5 stelle, oltre ad avere il solito, insopportabile, marchio "questurino", ha l'effetto di spostare la discussione su l' "ecomostro" dal centro del problema alla periferia del problema. Sará casuale ma non siamo ancora riusciti a leggere o vedere un intervento ufficiale del Movimento il cui titolo dica esplicitamente: l'"ecomostro" va abbattuto, subito ! o almeno come piace dire a loro: la sentenza va resa esecutiva, perchè la legge prima di tutto. Prima un comunicato che dopo una lunga serie di contorsioni si conclude: che sì .... è da abbattere. Poi un comunicato in cui dimenticando tutto il sistema di potere che ha concorso a realizzare l'extravolumetria paesaggistica della Posterna, individua nell'Architetto il "capro espiatorio" di tutta la storia (quando c' è il colpevole tutti gli altri sono innocenti) , affidandolo al web le sue spoglie un po' come si faceva un tempo con i rei impennati e spinti a dorso di mulo lungo le strade della cittá. Allora ! politicamente le cose stanno così. In epoca di Brunini è stato costruito illegalmente ( è la sentenza che lo afferma) l' "ecomostro", con il concorso di tutto il sistema di potere che intreccia interessi economici e politici di primissimo rilievo per il territorio. Oggi governa la cittá Cardarelli, eletto con il voto decisivo, afferma la stampa bene informata, di Brunini e dall'altra con il voto altrettanto decisivo del Movimento 5 Stelle, e questo non lo deve dire la stampa perchè sono stati loro a dichiararlo esplicitamente. Dunque ci si aspetta dall'"opposizione" che non ha responsabilitá per l'"ecomostro" ( i 5 stelle), un'iniziativa politica istituzionale non contro l'Architetto ma contro il Committente, il che sta a significare mettere l'attuale Amministrazione di fronte alla responsabilitá di rendere concretamente esecutiva la sentenza di abbattimento. Cincischiare qua è lá con Ordini Professionali o spot simili equivale a un depistaggio.
alessandro asinari
10 anni fa
Ritengo totalmente fuori luogo da parte dell'amministrazione promuore chi è stato condannato. A voler ben guardare, soprattutto negli ultimi quindici anni, ho notato in questa cittá un fiorire di tanti piccoli e medi orrori urbanistici non ultimo la sistemazione di via dei Filosofi. Non so se ci sia dietro anche la sua firma ma certo non andrei orgoglioso di come è stata trasformata la cittá.
Fratello Sole e Sorella Luna
10 anni fa
Gentile Direttore, trovo quanto mai singolare ed irrituale che un dirigente pubblico esterni le proprie opinioni su atti amministrativi e sentenze penali che lo riguardano personalmente. E’ come se il Segretario della Presidenza del Consiglio, giá comandante dei vigili urbani di Firenze, esprimesse il proprio pensiero nel merito di un decreto legge firmato dal Capo del Governo, Matteo Renzi. Fatta questa doverosa premessa, ci resta difficile capire quale interesse rivesta per cittadini spoletini il fatto che il dott.Giuliano Maria Mastroforti sia o non sia iscritto ad associazioni o societá più o meno conosciute. E lo stesso potremmo dire anche del sindaco Fabrizio Cardarelli. L’architetto ci tiene a sottolineare che il suo unico scopo è l’interesse della comunitá spoletina. E ci mancherebbe altro! Quale dovrebbe essere altrimenti? Quello di una confraternita dei piaceri della buona tavola? Quello che ci piacerebbe fare è separare i fatti dalle opinioni. Cosa che non è affatto riuscita all’esimio Architetto. Richiamati come motivazione alla base dell’ultimo atto di nomina, ci piacerebbe davvero tanto conoscerli. E’ o non è l’esimio dirigente Giuliano Mastroforti l’artefice del Piano regolatore generale bocciato, unico caso in Umbria, negli ultimi anni? Forse questo può essere un titolo di merito? E’ o non è lo stesso esimio Architetto Giuliano Mastroforti il soggetto condannato per la vicenda edilizia del Palazzo della Posterna, il famigerato Ecomostro? Ebbene sì, quell’Eco Mostro che durante la precedente legislatura tanto faceva inalberare e gridare allo scandalo l’allora consigliere Cardarelli ed i suoi sodali di scranno. Pure questo può essere considerato un titolo di merito? Per il Cardarelli di ieri sicuramente no, per quello di oggi, probabilmente, sì. Fatta questa premessa, è utile far chiarezza su alcune inesattezze argomentative, di carattere giuridico, utilizzate da un dirigente pubblico qual è o dovrebbe essere il dottor Giuliano Maria Mastroforti. Stupisce come il Nostro esimio architetto, confonda il mazzo con l’equinozio con le sue tesi. Da quanto afferma, e sarebbe molto grave, sembrerebbe non conoscere il caposaldo giuridico dell’attivitá dirigenziale, così come espresso dall’art.107 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, che al secondo comma precisa:“Spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell’ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente agli articoli 97 e 108”. Più in dettaglio, è il dirigente a rilasciare le autorizzazioni amministrative (es. permesso di costruire) ossia tutti quei provvedimenti con cui la Pubblica Amministrazione, nell’esercizio di un’attivitá discrezionale in funzione preventiva, provvede alla rimozione di un limite legale che si frappone all’esercizio di un’attivitá inerente ad un diritto soggettivo oppure ad una potestá pubblica .Omissis (….) . Ma vi è di più. Il terzo comma dell’art. 107 del Testo unico include una elencazione esemplificativa delle competenze dirigenziali. Citiamo solo: • i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie; • tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale; Più in particolare, la responsabilitá del dirigente è collegata anche al conseguimento dei risultati ed al raggiungimento degli obiettivi dell’ente, all’efficienza della gestione. In sostanza, si tratta di una responsabilitá di tipo manageriale che mira, in particolare, alla qualitá degli obiettivi raggiunti. Una domanda (ri)sorge spontanea: quali obiettivi strategici sarebbero alla base della sua nomina? Quelli della collettivitá e dell’Ente locale o quelli della Confraternita della buona tavola? All’intelligenza del popolo sovrano la risposta!
Federico
10 anni fa
Ecomomostro???? a me non pare..ed e' anche bella come struttura. a mio parere non deturpa nulla, deturpa di piu' il buco di bilancio del comune, e la pochezza delle amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni...compresa l'attuale.
danirela de gregorio
10 anni fa
Vediamo se si può fare una sintesi di questa storia: in uno degli scorci egregi della cittá, gli spoletini vedono sorgere due palazzoni di dimensioni spropositate costruiti da una societá privata. Sconcerto e perplessitá. Cominciano le proteste, le interrogazioni parlamentari, gli articoli sui giornali anche nazionali. Si fa un presidio, una marcia con 600 persone che reputano una ferita quei due edifici fatti passare da chi li aveva progettati come esempi di “grande architettura moderna”. La ditta costruttrice, offesa, fa partire denunce per diffamazione contro chi aveva osato protestare con nome e cognome (moltissimi lo avevano fatto in forma anonima). Furono denunciate una decina di persone, incluso un esimio professore di etruscologia. Ma parte anche la magistratura per capire se quelle costruzioni erano venute su secondo le regole. I tempi della legge si conoscono: anni. Ma vengono percorsi tutti i gradi di giudizio fino alla condanna in cassazione che decreta l’abbattimento non di una parte dei palazzoni (come era stato richiesto in prima istanza), ma di tutti e due. Con la motivazione che i tecnici condannati, in quanto professionisti del settore, non potevano non sapere che i parametri di costruzione erano abnormi. Nel frattempo alle elezioni comunali vince l’ opposizione. Un gruppo di suoi rappresentati aveva partecipato attivamente alle proteste contro gli edifici della Posterna. All’indomani della condanna definitiva, parte il balletto delle idee su come salvarli dalla demolizione. Come se non ci fosse stata una sentenza della magistratura. Poi ecco seguire a breve la nomina (con motivazioni di merito) di uno dei condannati in via definitiva a dirigente proprio dei lavori pubblici e dell’urbanistica. Ora arriva lo sfogo “umano” del medesimo dopo quella nomina: non gli piace il fatto che molti cittadini abbiano manifestato sconcerto per l’incarico. Posso fare una domanda? Ma che “cacchio” vi aspettavate? Una unanime ovazione?
nerorosso
10 anni fa
Il problema non è la condanna penale, come sostengono i grllini, ma lo scempio ambientale. E su questo atto e sul sostegno soggettivo le responsabilitá di politici e tecnici sono innegabili. Nessuno difende il malgoverno del centrosinistra, che infatti balbetta di fronte alla vicenda, ma le responsabilitá del sindaco attuali sono altrettanto evidenti. Non ha rotto col blocco di potere, ha confermato tecnici e teste del vecchio "regime" e parliamoci chiaro: Brunini appoggia l'attuale maggioranza e i commentatori filo-sindaco non facciano finta di non saperlo
Rob
10 anni fa
Non mollare !!! Non mollare !!! Non mollare!!! Sono pronti pur di far tornare chi per 50 anni ha fatto 100000 "ecomostri"
Giovanni Ranieri
10 anni fa
Un Suo collega tedesco invece di scrivere una lettera di 3 pagine inviandola a tutti i giornali avrebbe indetto una conferenza stampa dicendo:"mi dimetto". Sarebbe stato di una trasparenza a dir poco "strana" alle nostre latitudini. Invece dovra' continuare a giustificarsi in eterno, ledendo anche il suo lavoro quotidiano. Ne vale la pena? Rifletta....si vive una volta sola e bisogna farlo a testa alta.
Rob
10 anni fa
Non mollare !!! Non mollare !!! Non mollare!!! Sono pronti pur di far tornare chi per 50 anni ha fatto 100000 "ecomostri"
GAZZA LADRA
10 anni fa
OTTIMA SPIEGAZIONE ARCHITETTO MASTROFORTI ma di fatto chi doveva giudicare non è stoto del suo stesso parere, tanto è che è statp CONDANNATO, viene lecito chiedersi allora il perchè? Lei rimarca che non ha nessun "legame" poilitico, ne prendiamo atto ma di fondo il suo incarico è una DECISIONE POLITICA, quindi viene di nuovo lecito chiedersi il perche? Le vorrei ricordare inoltre,che nessun cittadino ha mai sollevato critiche per la sua professionalitá,ma mi lasci dire che visto che il suo stipendio è pagato dagli stessi cittadini,forse questi hanno il diritto di decidere o no se stipendiare un condannato,non crede?
Berengario
10 anni fa
La lunga esternazione dell’Arch. Mastroforti, tra l’altro molto ben confezionata anche sotto l’aspetto linguistico-letterario, appare in alcune parti condivisibile, in altre un po’ meno. Quando asserisce di sentirsi come un pezzo di ferro sull’incudine , coglie icasticamente la realtá di un’opposizione (forse anche più d’una) che strumentalizza la Sua posizione, dopo aver costruito una propria rete di complicitá ultrasessantennali, battendo il martello e la falce sul suddetto blocco ferroso. . In sostanza, gridano “al lupo!” mentre stanno ancora digerendo l’ultimo agnello. Quando asserisce che lunga è stata la trafila procedurale , con correlate 85 firme, proferisce un’altra veritá, MA STAVOLTA PARZIALE. Infatti, va ricordato che l’ultimo passo, decisivo, di ogni progetto edilizio è il PIANO ATTUATIVO, e questo è compito del Dirigente responsabile, nella fattispecie del dr.Mastroforti. Per restare sotto metafora, quando il plotone è schierato, è solo uno che intima di far fuoco, avendo controllato tutto il resto. Quello che non convince in pieno è la tempistica dell’esternazione; se gli argomenti c’erano ed erano congrui, perché attendere la riorganizzazione in corso, con le relative prospettive di carriera, per illustrare il proprio punto di vista? La raffigurazione veridica della realtá è un valore assoluto, senza tempo, non legato a contingenze occasionali ed opportunistiche. Infine, e questo mi pare un punto spinoso, la situazione urbanistica di Spoleto, nel cui stato semi-caotico è germinato tutto l’equivoco (accidentale o sostanziale) dell’Ecomostro, deriva dalla predisposizione del Piano Regolatore, secondo criteri giudicati illegittimi dal Consiglio di Stato nel 2014 e quindi dichiarato nullo. Ebbene, un estensore (forse dei più importanti) ed il responsabile del suddetto Piano Regolatore era proprio l’Architetto Mastroforti, se non ricordo male. In conclusione: solidarietá umana al professionista, designato come vaso di coccio tra vasi di ferro (con cervice di…coccio) , ma richiesta di migliori approfondimenti sul merito delle questioni, senza polemica né intenzione di strumentalizzazione.
Un Cittadino
10 anni fa
Un Cittadino Arch. Mastroforti ho letto con piacere le sue spiegazioni a chiarimento in parte orientato ad entrare sui vari commenti come fossero battaglie di contrapposizione politiche mentre invece non e' così. Lei con le sue, per me ottime, spiegazioni o chiarimenti storici non ha convinto il terzo grado di giudizio che lo vede soccombente in una condanna, sul piano personale potrei anche dispiacermi, ma il tribunale ha sancito una sua responsabilitá . Un cittadino vuole il meglio per la sua cittá e si può permettere di criticare gli amministratori in carica perché ne ha il diritto. Lei che da come si esprime e colto e professionalmente preparato, ma si metta la camicia del cittadino ed osservi quello che si e' scritto e detto sull'argomento e vedesse che gli amministratori riorganizzando la struttura mettono al vertice un dirigente, che ha subito una condanna, in una funzione di vertice nelle decisioni che lo stesso non potrá firmare!? Lascerebbe passare senza un commento? Io da cittadino voglio sensibilizzare i miei concittadini a rispettare la cosa pubblica e la legge. P.S. Mi sembra di percepire da quanto Lei ha tentato di spiegare, che tutti i passaggi precedenti al suo intervento hanno preso la forza e la licenza con la sua firma, e lei nella funzione di vertice avrebbe dovuto avere le competenze se quello che Lei andava a sancire ne aveva diritto o no!!!!
Francesca Fontana
10 anni fa
Non conosco il dottor Mastroforti né le sue vicende giudiziarie se non per quel poco che ho letto sui giornali. Che però Spoleto sia una cittá sfregiata da brutture e assurditá urbanistiche e infrastrutturali di ogni genere è, purtroppo un dato innegabile. Basta guardarsi attorno dopo essersi levati le famose fette di salame dagli occhi.... Forse non c'è molto di cui vantarsi nell'aver lavorato per anni nel Comune in questo senso. Una qualche responsabilitá - o corresponsabilitá -ci sará pure in chi ha ricoperto certi ruoli. O sbaglio?
Mario Mancini
10 anni fa
Apprezzo e condivido in pieno la cronistoria della vicenda dell' ecomostro che l'architetto Giuliano Mastroforti ci ha chiarito. L'architetto è stato usato, brutta parola ma vera,per faide politiche da molti che sono i veri responsabili di quello obbrobrio di via interna delle mura.
de spoletium
10 anni fa
Lei ha ragione. Credo che molti commentatori, in questi giorni, parlavano senza conoscere i fatti o meglio non volendo ricordare gli stessi (periodo storico) e per tutelare certi personaggi in cerca d'autore, acciecati dal movimento trasversale fatto da intellettualoidi perbenisti, ha cercato di associare gli incapaci con chi, verosimilmente, è vittima della burocrazia e delle interpretazioni oltre che della latitanza impunita di chi fa passare tanta acqua sotto i ponti (tempo) prima di esprimersi.
Signor Smith
10 anni fa
Non conosco abbastanza il dettaglio della vicenda giudiziaria per poter esprimere una valutazione della questione e, tantomeno, della vicenda che personalmente riguarda l'Arch. Mastroforti. Una cosa mi viene però da pensare... non è che se 85 soggetti affermano una cosa... questa diventa ipso facto buona cosa. Quel palazzo è uno sfregio alla cittá, uno sfregio tale che ben più di 85 soggetti sono scesi in piazza per contestarlo. Ha le carte in regola? Sempre sfregio rimane. Ed altrettanto grave rimane lo sfregio che questa oscura vicenda ha portato alla credibilitá di chi ha amministrato Spoleto. E non c'è bisogno di pensare a ruberie e utilitá personali... basta la sciatteria del tutto.
Paolo Galli
10 anni fa
Giusto e ben detto.
sergio carmagnola
10 anni fa
Architetto ( ho 77 anni con un particolare passato )La comprendo e La stimo, ( sbagliare di scienza è veramente poca cosa, ma sbagliare di coscienza è grave ed imperdonabile. La giustizia e la veritá sono due punti cosi sottili che i nostri strumenti sono troppo smussati per toccarli esattamente ). Sergio Carmagnola
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