cronaca
Piazza d'Armi: Comune 'mazzolato' dal tribunale di Roma. Persi 836 mila euro di caparra
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Piazza d'Armi: Comune 'mazzolato' dal tribunale di Roma. Persi 836 mila euro di caparra
Ennesimo regalo dei 'tempi d'oro' di Brunini. La stanza dei bottoni diventa sempre più stretta...
Un altro nodo che viene al pettine, un altro bel regalo delle precedenti amministrazioni, l'ennesima "magagna" di cui è meglio non parlare per non incorrere in imbarazzanti autodafé. Oltre 800 mila euro buttati al vento, per la precisione 836 mila più le spese processuali - circa 10 mila euro - per il
municipio, relativamente alla famosa operazione immobiliare del 2004 sui circa 120 mila metri quadri di terreno di piazza d'Armi di proprietà del Ministero della Difesa, per l'acquisto dei quali il Comune - sindaco Massimo Brunini - aveva versato una caparra di 836mila euro, salvo poi non concludere l'operazione. Come si ricorderà, il contratto preliminare aveva fissato il prezzo in 5 milioni e 500 mila euro per l'acquisto dell'intero appezzamento che si estende tra i caseggiati di Via Visso e gli impianti sportivi. Tuttavia, due anni dopo l'accordo e il versamento della caparra, il Comune aveva manifestato dei dubbi circa la reale valutazione economica dei terreni, classificati come area verde ma sui quali, non è un mistero, si sarebbe proceduto ad una massiccia urbanizzazione.
E proprio i metri edificabili derivanti dall'acquisto dell'area erano stati il seme della discordia: per la perizia del 2004 sarebbero stati ben 16mila, mentre alla fine dei conti si rivelarono "soltanto" 9 mila. Morale della favola: quattro anni dopo la firma del preliminare, agosto 2008 - sindaco ancora Massimo Brunini - vista l'impossibilità di addivenire ad una conciliazione, l'Ispettorato delle infrastrutture dell'Esercito aveva risolto il contratto e, come da legge, aveva trattenuto la caparra versata dal Comune. Il quale Comune, pochi mesi più tardi, aveva citato il Ministero della Difesa davanti al Tribunale di Roma per chiedere indietro quella somma.
Nel frattempo, trascorse le elezioni del 2009, il nuovo sindaco di allora Daniele Benedetti aveva avviato nuovi contatti diplomatici con il Ministero, al punto che le parti avevano chiesto al Tribunale, di comune accordo, di trattenere la sentenza allo scopo di trovare una soluzione fuori dall'aula di giustizia. Tuttavia, mentre gli incontri infruttuosi si sono susseguiti negli anni, la legge - pur lenta - ha fatto il suo corso, al punto che dopo sette anni dall'inizio della causa il giudice di Roma ha emesso il proprio verdetto, rigettando ogni istanza del Comune di Spoleto e dando ragione all'Avvocatura di Stato anche sulla reperibilità dei fondi necessari al perfezionamento dell'acquisto.
Infatti, occorre sapere che tra le argomentazioni addotte dal Comune, c'era anche quella di non aver potuto procedere al versamento dei residui 4 milioni e 700 mila euro nelle casse del Ministero per sopravvenute restrizioni normative a carico dell'ente (leggasi patto di stabilità, ndr). In realtà, com'è a tutti noto, quel denaro era stato messo in preventivo dall'alienazione dell'azienda agraria di Giano dell'Umbria, sulla quale Rinnovamento aveva combattuto una legittima battaglia per impedirne la vendita, salvo poi rimettercela, in vendita, non appena assurto al governo della città... Adessso i legali del Comune stanno valutando l'ipotesi di ricorrere in appello, mentre l'altra strada prevede la riapertura del tavolo di trattative con il Ministero, "forti" di una sentenza di totale disfatta a proprio carico. E nel frattempo l'ex sindaco di Spoleto Massimo Brunini, con la sua Vince Spoleto ed un assessore, siede ancora nella stanza dei bottoni insieme a Fabrizio Cardarelli. Una stanza che si fa sempre più stretta.
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I commenti dei nostri lettori
proposta
10 anni fa
Petrini, che non conosco, è nel giusto. Dimentica soltanto che a volere strenuamente l'operazione Piazza d'Armi, non fu soltanto Brunini, ma un suo assessore. Questo fu caldamente invitato, purtroppo inutilmente, a soprassedere all'oneroso "acquisto" e a percorrere la via della "concessione 99.le ". Sia perché il Demanio Militare era d'accordo, sia perché era in itinere la legge (poi approvata) che consentiva ai Comuni di avere, GRATIS, la proprietá dei beni demaniali. La persona che fece questa proposta, nel corso delle assemblee partecipative al bilancio preventivo, era seduta a fianco a me. Sapeste che risposta ebbe!?
Paola Laureti
10 anni fa
E, tanto per cambiare, anche lì si parlava di cemento, di consumo di suolo per costruire ancora, in un comune che non cresce demograficamente da anni...e sicuramente non per mancanza di alloggi! Il prossimo che politicamente avrá la mia attenzione sará chi parlerá di demolizioni.
Palazzo della Ambizione
10 anni fa
Entrati nel Palazzo della Ambizione,avendo fatto accordi sotterranei prima del ballottaggio con un Ex Sindaco, non poteva che esserci questo strano risultato. Questo famoso e megalomane EX sbandierava il giornalino del suo fine mandato, da lui redatto ad arte per usarlo da gabba villano, e' riuscito a gabbare e condizionare i nuovi amministratori che pure armati di sani principi, sono stati gabbati dalla prescia di arrivare a sedersi sugli scranni del comando del Palazzo della Ambizione. La condizione della prescia ha giocato un brutto scherzo avendo subito di tenere some consigliere e ambasciatore tuttofare il suo portavoce e l'ex assessore alla Cultura a progettare la Capitale. C'È da sperare che si svegliano da questa illusione per evitare di continuare a navigare a vista senza affacciarsi neanche dalle finestre
Carlo Petrini
10 anni fa
Caro Direttore, caro Daniele, come tu ben sai, non mi occupo più attivamente di politica dalle ultime consultazioni elettorali non essendo stato rieletto in Consiglio e poichè rimasto anche orfano di quella destra "desaparecidos" in cui per anni ho creduto. Però seguo sempre con passione i dibattiti e le vicende della nostra cittá, da osservatore e da cittadino anche se di politica veramente se ne parla e se ne discute raramente. Non sono più intervenuto in nessun modo nello spazio che tu metti a disposizione, ma in questo caso mi corre l'obbligo, in quanto la vicenda di Piazza D'Armi fu argomento portato all'attenzione del consiglio comunale dal sottoscritto, ben prima che la vicenda finisse nelle aule dei tribunali (vedi tuo archivio). Per cui, ci fu chi sollevò seri dubbi sulla scellerata operazione di compra/vendita voluta dall'allora Sindaco Brunini. Non stò qui a ripercorrere quanto giá detto. Devo però precisare che il Gruppo di Rinnovamento allora non era ancora in consiglio comunale. Vicenda che a mio modesto parere fu sottovalutata da molti e anche dai media. Vicenda che produsse un BUCO certo di Bilancio di ben 836.000 mila Euro. Ma come tutti sappiamo poi invece fu molto più altisonante la questione Buco di Bilancio che poi viene proprio da quella stessa Amministrazione, come asserì il Direttore Generale Cerquiglini. Poi l'argomento fu più volte ripreso in Consiglio, perchè oltre la vendita dell'azienda Agricola di Giano, prevedeva anche l'alienazione del vecchio e storico Palazzo del ex mattatoio di Viale Martiri della Resistenza. Bando di vendita che fu poi ritirato, sempre a seguito di una mia interrogazione, perchè la valutazione del bene (ex Mattataio), era notevolmente inferiore al valore reale dello stesso edificio, purtoppo ancora oggi in totale stato di abbandono. La sentenza di ieri non apporta altro danno alle casse del Comune, se non le spese legali di 10.000,00 € dato che la caparra di 836.000 € fu versata al momento del contratto. Ora quello che mi aspetto e che forse si aspettano anche i cittadini di SPOLETO, che l'attuale Amministrazione, se ritiene, e se sussistono gli estremi per farlo, chieda il risarcimento del danno a coloro che amministravano la Cittá in quegli anni. In tal senso anche il ruolo dell'opposizione è importante. Infatti la stessa opposizione, potrebbe presentare apposita mozione in Consiglio Comunale chiedendo l'impegno del Sindaco e della sua giunta di valutare eventuale risarcimento. E qui vedo la difficoltá politica e il conflitto di interessi, sia nella maggioranza, (dove siede un Assessore, allora consigliere comunale con la Giunta Brunini), e nella stessa opposizione Pd che sosteneva in consiglio quella Amministrazione. Cordiali Saluti Carlo Petrini
Scatarci e dintorni
10 anni fa
In effetti, riscontrare che un piccolo Comune, affetto da annosa megalomania ( come non ricordare il faraonico progetto della Mobilitá Alternativa-scala mobile-megaparcheggio targato Tulipani,Laureti,Brunini, costato oltre 80 milioni di euro, il Palatenda-Stella , l’ippodromo di Poreta-Cintioli, il colossale recupero dell’Anfiteatro con annesso centro commerciale-Laureti,Brunini, il progetto di Piazza d’Armi ora miseramente infranto-Brunini) , non realizzi mai appieno nessuna delle sue ambizioni ,dovrebbe indurci a porci molte domande sul significato del nostro essere spoletini, su una nostra visionarietá non proprio lungimirante ma solo presuntuosa e faccendiera. Dire oggi che la responsabilitá risiede nell’Alta Marroggia, nei pressi di Scatarci, mi pare sinceramente limitativo e strumentale. A mio avviso, le vere ragioni sono essenzialmente due: • La qualitá intrinseca del personale politico, incapace di formulare progetti a lungo termine, ma unicamente teso a catturare fondi , appalti e, di conseguenza, voti clientelari. Quando poi, come è avvenuto in un passato non troppo remoto (circa 8-10 anni), questa parte politica si allea con esponenti di Santa Romana Chiesa, la miscela non risulta benedetta, ma diabolica • Il livello , invero modesto, della struttura amministrativa comunale, dai vertici apicali sino ai piani inferiori; come si fa a pagare due legali, dipendenti comunali a tempo pieno, e a non capire che il Demanio è un Moloch irragionevole, al quale bisogna proporre qualcosa (una permuta , una richiesta alternativa, una transazione, una dilazione) ma che non rinuncerá mai alla ciccia che giá ha addentato? Sino a qualche anno fa, c’era un professionista che , di fatto, aveva il monopolio delle vertenze legali del Comune; pare che riuscisse a concludere a vantaggio del Comune buona parte delle controversie. Poi, non è stato nemmeno pagato ed adesso costituisce l’ennesima vertenza. In conclusione, siamo alle solite: poca professionalitá, approssimazione, interesse partitico in questioni pubbliche, e la barca affonda lentamente.
Michele
10 anni fa
Abbiamo sentito dire il sig. Cardarelli che "troverá i responsabili"... Ma forse se li trova molto più vicino di quanto dice... Visto che i protagonisti di quegli anni gli hanno permesso di vincere nel ballottaggio delle ultime elezioni..
lilli filippo
10 anni fa
ma chi se le presi quei soldi ??????? ma in che cavolo di paese vivete, Un tribunale perde tempo per togliere i soldi ad un comune per darli allo stato. Siete proprio a fine corsa.!!!!
Cittadino -contadino
10 anni fa
Premessa, io sono poco colto e certamente uso meglio la zappa rispetto alla penna, ma da cittadino -contadino ho il cervello fino. Credo che l'articolo sembra strutturato in modo che si possa far intendere che le colpe siano dell'attuale Amministrazione, vedasi la conclusione dello stesso. Lo sanno tutti che il titolo e la conclusione a volte, possono alterare i concetti del tema. Personalmente avrei compreso meglio l'articolo se lo stesso fosse stato " L'amministrazione Comunale, si trova a dover fronteggiare l'ennesima tegola lasciata dalle precedenti Giunte ". Non mi sembrano evidenziati gli sforzi che si stanno mettendo in campo per risolvere la situazione che, è stata provocata dalle precedenti amministrazioni PDS-DS+ Socialisti, le stesse del Palatenda e delle altre nefandezze che ora devono essere risolte da questa Amministrazione. Comunque, libertá di pensiero, sempre, come quella di critica.... Buin fine settimana a tutti.
Il Corvo della rocca
10 anni fa
Quelli erano tempi in cui i politici spoletini credevano di poter "sguazzare nell'oro", e, nella loro visione elefantiaca di se stessi e della cittá, pensavano di potersi permettere tutto, alla faccia dei cittadini che, per contribuire alla realizzazione dei loro sogni, sarebbero stati munti. Ora, invece, che è emersa nuda e cruda la triste realtá delle loro allucinazioni, gli attuali politici si ritrovano a dover sguazzare nella mer...e non sanno più quale rimedio trovare per togliersela di dosso. In questa situazione nauseabonda, si spera sempre che, per comprare lo "sciampo" per ripulirsi, non vadano ancora a frugare nelle tasche dei cittadini. Piuttosto andrei a frugare nella "mutevolezza economica" di chi li ha preceduti.
Stuart Mill
10 anni fa
Nessuno ha avuto ed ha ancora il coraggio e la forza per indagare gli anni non proprio luminosi del "regno" Brunini. Sarebbe il caso qualcuno avesse l'indispensabile senso civico, oltreché giornalistico, per farlo.
Paolo
10 anni fa
complimenti.
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