cronaca

Bloccato il raddoppio ferroviario Spoleto-Campello, si spera in un nuovo appalto

 

Spettro licenziamento per i lavoratori. L'allarme di Filca Cisl

 

Stato del raddoppio ferroviario Spoleto - Campello: messa in sicurezza del cantiere e appalto tolto. Non ci sono nemmeno i soldi per acquistare la benzina per spostare i mezzi. "Molto probabilmente sarà fatto un nuovo appalto, con tutte le lungaggini burocratiche che questo comporta. La chiusura del


 cantiere porta con sè il licenziamento dei dipendenti impegnati nei lavori - spiega Roberto Bulletti della Filca Cisl - Da novembre 9 lavoratori sono in cassa integrazione, altri 6 dipendenti della Tecnis sono stati licenziati con la fine dei lavori. Abbiamo chiesto un incontro ai vertici della Rfi, ma non ce l'hanno concesso e non hanno intenzione di farlo". "In questo modo Spoleto ne esce di nuovo fortemente penalizzato - chiosa Pietro Cardinali della Filca Cisl - una situazione perdurante, nessuno sbocco dal punto di vista strategico. Un isolamento. Serviranno altri 15 anni per finire il cantiere?". Anche se la situazione del cantiere del raddoppio ferroviario Spoleto - Campello, non è dovuta alla crisi economica del settore, ma alla bufera giudiziaria sollevata sugli appalti Anas che ha portato all'arresto di ben dieci persone, alcune dei quali dei vertici Tecnis, e alla interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Catania, a carico della società stessa, di sicuro comporta un ulteriore aggravio della precaria condizione dell'edilizia. "Le ditte chiudono o non assumono - spiega Cristian Benedetti della Fillea Cgil - viviamo in una fase di stallo. C'è incertezza". I dati dei report elaborati dal sindacato della Cgil, fotografano in numeri la crisi. Nel 2009, nel Comune di Spoleto, erano 829 i lavoratori impiegati nel settore edile. Nel 2015 sono scesi a 331. Un calo a dir poco drastico. E allora cosa fare per uscire da questo tunnel? I sindacati sono concordi, basta cementificazione e maggiore impegno degli attori pubblici. "Manutenzione, rifacimento, restauro, del grande patrimonio artistico, pubblico, culturale che abbiamo, ma anche delle scuole - questo il pensiero comune delle due sigle sindacali - si trovino le risorse economiche". Poi "una maggiore sensibilizzazione della politica a tutti i livelli, perchè questa crisi ha dei risvolti sociali che noi sindacalisti purtroppo non siamo in grado di risolvere nè di trovare risposte" conclude Cardinali.


 



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