società
Novant'anni fa la legge fascistissima contro il diritto di scopero.
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Novant'anni fa la legge fascistissima contro il diritto di scopero.
Ricorrono oggi 90 anni esatti da quel 3 aprile 1926, quando la legge n. 563 proibì, di fatto, lo sciopero ai lavoratori, stabilendo che soltanto i sindacati cosiddetti "legalmente riconosciuti", vale a dire i sindacati fascisti - già accordatisi con
Confindustria nell'ottobre dell'anno precedente - potessero stipulare contratti collettivi di lavoro.
La mossa del regime faceva seguito ad un'altra legge fascistissima, approvata il 31 dicembre del 1925 ed entrata in vigore il 20 gennaio del ‘26: quella sulla stampa. Il provvedimento decretava che i giornali potevano essere diretti, scritti e stampati solo se avevano un direttore responsabile riconosciuto dal procuratore generale presso la Corte di appello della giurisdizione dove era stampato il periodico. A ciò si aggiunga il successivo regolamento attuativo dell'11 marzo 1926, nel quale si precisava che il procuratore era tenuto a sentire il prefetto; in altre parole, il direttore di qualunque giornale doveva essere persona non sgradita al governo, pena l'impossibilità a pubblicare.
L'annata legislativa del 1926, una delle più squallide e infime della storia d'Italia, si chiudeva il 6 novembre con il regio decreto n. 1848, nel quale si riconosceva il Partito nazionale fascista come unica formazione politica ammessa e, al contempo, si scioglievano tutti i partiti, associazioni e organizzazioni contrari al regime. Per non dimenticare.
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I commenti dei nostri lettori
comunista vera
10 anni fa
I paesi comunisti, caro claudio, non sono mai esistiti. Quelli dell'est erano regimi a capitalismo di stato e a capitalismo misto (stato, cooperative, piccole proprietá concesse,proprietá del partito, ecc). Da un punto di vista marxista c'era la stessa estrazione di plusvalore, solo che la ricchezza se la prendeva il padrone pubblico e al posto degli azionisti delle multinazionali c'erano i burocrati del partito che si dividevano il bottino e vivevano nell'oro. Per questo erano vietati gli scioperi. In questo senso Hitler, Stalin, Mussolini, Franco, persino Roosvelt rappresentano sfaccettature di una stessa fase storica, quella in cui c'è la grande crisi del '29 e i governi rispondono con un forte interventismo pubblico e con una forte repressione interna. Fino alla guerra mondiale. Capisco però che il tuo anticomunismo (anche se sarebbe più corretto parlare di antistalinismo) avrá sempre occasione di spararle grosse finché ci saranno stalinisti che puzzano di naftalina che dopo 27 anni ancora rimpiangono il muro
claudio
10 anni fa
Per la gentilissima Sig:Ra Carla Lei ha un rigurgito antifascista? Ed io Anticomunista...anche nei paesi Comunisti lo scipero era vietato ma i compagnucci non se lo ricordano o fingono di non ricordrselo...
claudio
10 anni fa
Legge "Fascistissima"? anche nei paesi Comunisti vieen chiamata legge "fascistissima2? c'era proprio bisogno di farne un'articolo?,,studiamo prima e poi scriviamo...aveva ragione il grande Funari molti giornalisti sono giornalai(con il rispetto per quest'ultimi...
Carla
10 anni fa
e c'è ancora qualche str... che ancora difende il fascismo di allora! Voglio vedere se quando ledono i loro diritti di operai sciopereranno o si ricordano di quanto "ha fatto del bene il fascismo"! In questo momento ho "un rigurgito antifascista"...
Gianni Rodari
10 anni fa
Grazie, al mondo di oggi mancano queste belle notizie! Ma forse voi, come Loro, attuarete la tanto deprecata censura. Buona domenica
umbro
10 anni fa
La storia che si ripropone uguale, con i padroni che se la comandano insieme al nuovo partito della nazione, il pd. La Cgil e via dicendo con le sue logiche di gestione delle briciole è solo un pompiere-guardia al soldo del governo. Bene che rinasca il partito comunista, che si prenda coscienza della situazione attuale e ci si organizzi per un futuro realmente diverso, il vecchio e nuovo fascismo non deve passare.
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