società
In ricordo del bombardamento di San MArtino
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In ricordo del bombardamento di San MArtino
Il 72mo anniversario celebrato da Cardarelli, Bececco e Loretoni
Il Sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, insieme al vicesindaco Maria Elena Bececco e all'Assessore Angelo Loretoni, ha partecipato oggi alla cerimonia di commemorazione in occasione del 72° anniversario del bombardamento che colpì, durante la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti di San
Martino in Trignano il 16 aprile del 1944.
Dopo una Messa di suffragio alla Chiesa Parrocchiale di San Martino in Trignano, officiata da Gianfranco Formenton, durante la cerimonia e la deposizione della corona al Monumento ai Caduti, il Sindaco ha ricordato la necessità di "toccare le coscienze delle giovani generazioni che devono riflettere sugli errori del passato perché questi non siano più ripetuti". Erano presenti le autorità civili e militari e una schierante in armi del 1 Reggimento "Granatieri di Sardegna" - 2 Battaglione Granatieri "Cengio
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I commenti dei nostri lettori
basilio rapucci
10 anni fa
Finalmente il dotto, si è ricordato di apporre anche il titolo oltre alla firma. Caro dottore, mi spieghi con quali voti il suo amato Renzi governa. Lei preso dalla delirante voglia di apparire, arriva ad affermare sciocchezze prive di ogni fondamento. Il sottoscritto non è fornitore ne del comune ne di altri enti, in quanto felicemente pensionato. Per quanto riguarda il resto, a braccetto ci vado solo con gli amici e con i miei famigliari. Rispondo ora al dotto che non ha frequentato l'universitá dei moricotti, all'onnipotente che addirittura si sente di sinistra. Io con Alfano e Verdini non ci vado a spasso, mentre il suo faro ci governa, e non vado a spasso neanche con le persone che lei per mera speculazione politica ha attaccato su un argomento che non centrava niente. L'amministrazione rappresenta tutta la popolazione e difronte ad un evento pubblico ritengo che sia giusto che questi siano presenti. Per concludere visto che per giustificare il commento fuori posto ci ha narrato delle violenze subite in passato da alcuni famigliari ad opera dei fascisti ci dovrebbe dire, se con le sue orecchie ha ascoltato che tra i fascisti di allora c'erano anche i trisavoli di Bececco e di Emili. Questa si che sarebbe stata una notizia. Un piccolo consiglio: Raccolga meglio i fatti, li separi realmente delle opinioni (soprattutto dalle sue), li riverifichi ancora una volta e se li tenga per se. A volte si ottiene più con il silenzio piuttosto di dire cose non vere.
Il Corvo della rrocca
10 anni fa
Di errori giovanili se ne fanno a migliaia ma poi capita che si matura, si riflette su quel che si è fatto e si cambia opinione. Ora, criticare quello che uno ha fatto in gioventù può anche starci, ma deve servire solo per avere una conferma di come si è maturati, si è cambiati e si è cresciuti. Se invece la critica viene utilizzata solo per scopo politico, dimenticando il vero senso della ricorrenza, allora sì che si rischia di cadere nel basso. Talmente giù da non essere nemmeno degni di conservare la memoria dei nostri morti. Detto ciò, è sicuro il "giornalista" che le persone che lui considera fasciste non si siano pentite di certi errori commessi in gioventù? È sicuro il giornalista che coloro che lui cita come voltagabbana, crescendo, non siano diventate migliori di lui? Da come capisco lui no, sarebbe rimasto tale e quale della stessa idea, esattamente come quello che era a diciott'anni. E a fare bene attenzione ai suoi modi se ne potrebbe avere l'esatta conferma. Quindi, in parole povere, non sarebbe né cresciuto, né maturato, né cambiato. Per quanto mi riguarda, preferisco il pentimento di una persona che si ritiene colpevole, piuttosto che un "signorotto" qualsiasi, che, in rappresentanza del proprio partito, assumendo il ruolo di brava persona, sale sul pulpito spacciandosi per un ottimo prete. Sono quest'ultime le persone da cui bisognerebbe guardarsi!
Renzo Berti
10 anni fa
La saggezza del fornitore ufficiale di cancelleria del Comune e mentore dell'Imperatore di Capezzano mi mancava davvero. Fino a qualche tempo fa, lei si professava un fervente comunista. Ora, colpito come San Paolo sulla via di Damasco, va a braccetto con i post fascisti. Ho ascoltato con i miei orecchi quello che fecero le camicie nere di San Giacomo al nonno materno di mia moglie nella efferata carneficina di Agliano di Campello sul Clitunno. E giocare a fare i fascisti per quelli che Lei chiama "impulsi" giovanili è semplicemente aberrante !! Sarei grato, esimio, Rapucci se mi spiegasse quale sarebbe la mia speculazione personale. Io sono per la difesa dell'art. 11 della Costituzione che, un dotto giurista come Lei laureato in "Tuttologia" alla "Magna Universitá dei Moricotti" conoscerá a menadito. Io non denigro nessuno. Tanto meno una gentile signora. Da vecchio cronista raccolgo i fatti e li separo dalle opinioni. Cosa che ad un voltagabbana come Lei (perchè Spoleto è piccola e ci si conosce tutti) riesce molto male. Ossequi!! dott. Renzo Berti
basilio rapucci
10 anni fa
Questa ricorrenza, figlia dell'ex sindaco Brunini, ricorda alcuni caduti,vittime di un fallito tentativo di bombardamento contro lo stabilimento militare di Baiano, forse eseguito da aerei inglesi e/o americani. In un paese dove gli alleati vengono considerati nemici, e i nemici alleati, mal s'inserisce la polemica del solito portavoce del PD, che per mera speculazione personale prova a denigrare i propri avversari sfruttando anche i primi impulsi giovanili di queste persone che oggi per ruolo, e per obblighi istituzionali hanno partecipato a questo evento. Vorrei ricordare al personaggio, che da questi luoghi erano partiti anche molti giovani e che alcuni di questi sono ritornati dopo alcuni anni di guerra vera e di molti anni di dura prigionia. Tanto per non rimanere nel vago si parla di giovani partiti all'inizio del 1938 e tornati a fine 1946. La gita turistica di cui si parla è quella di Tripoli, per poi passeggiare per tutto il nord libico sino ad arrivare ai confini dell'Egitto, e poi ripiegare indietro, passando per Tobruch ecc. ecc. Dopo queste divertenti scorribande gli stessi con un viaggio che non ha niente da invidiare all'Omeriana odissea, gli stessi sono arrivati in Sud-Africa a Zonderwater, e poi ancora in Galles ecc. ecc. Alcuni sopravvissuti di queste storie sono riusciti a ritornare nei nostri luoghi dove si celebrano alcune vittime innocenti, di fatti che poco hanno a che vedere con la guerra vera e propria, ma che dovrebbero essere di monito alle nostre generazioni a riflettere in modo da evitare di ripetere gli stessi errori. Dopo questa indispensabile premessa il Suo commento sull'argomento mi sembra veramente fuori luogo. Mi auguro che alla Sua acuta riflessione non siano sfuggite le manovre nazionali e mondiali sulla Libia, sull'Africa, sul Medio Oriente in generale. Le cittá sopra menzionate ritornano di attualitá, e non vorrei che la storia debba di nuovo ripetersi. Personalmente pur non avendo avuto un maestro della statura di Volpi, come insegnate, sono consapevole dell'assurditá della guerra come mezzo per risolvere le proprie incapacitá e per questo motivo rimango fedele alla costituzione che molti vorrebbero in questa fase cambiare. Evito di proseguire per non dover trasformare un piccolo commento in un trattato. Per concludere sull'argomento le dico che per me i sepolcri non sono manufatti imbiancati. Per me i sepolcri sono vivi nella mia mente e nel mio cuore, e quando mi vedo costretto a leggere le frasi che lei ha scritto, provo solo un sentimento di profonda tristezza.
Renzo Berti
10 anni fa
Il sindaco Cardarelli dice che" bisogna toccare le coscienze delle giovai generazioni che devono riflettere sugli errori del passato perchè questi non siano più ripetuti". Detto da lui, che si è sempre professato un liberale (?) e prima ancora democristiano e ancor prima, quando era un aitante giovanotto, addirittura comunista, posso concordare. Ma, al suo posto, proverei un certo imbarazzo nel pronunciare simili parole, quando nella sua squadra ci sono fascisti che non hanno mai abiurato alla loro fede politica, ma che si sono dati una rinfrescatina di vernice. Persone rispettabilissime, anche amici. Ma pur sempre FASCISTI!! E che dire della sua "prediletta"; la vice sindaco Bececco, che da giovane studente liceale si professava apertamente "fascista?", come possono ben testimoniare i suoi compagni di classe, uno dei quali autorevole vice direttore di un quotidiano umbro? Francamente il fastidio ed il disgusto non può non attanagliarti di fronte a questi che, per fare cosa gradita al compagno don Formenton, e richiamando le parole del Santo Vangelo sono solo "sepolcri imbiancati"!!
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