politica

Gas, Spoleto vende la propria rete a 29 milioni ma ne potrà incassare poco più di 5

 

La decisione votata a maggioranza. L'assessore Profili: 'Se ci impugnano la gara riprenderemo a percepire il canone d'affitto e poi si vedrà'

 

Il consiglio comunale ha deciso: le reti del gas saranno messe in vendita attraverso una gara per un totale di 29 milioni di euro. Anche se il prezzo quasi certamente non è legittimo, come spiega il Ministero in una lettera. Il governo Renzi preme per dismettere, gli altri Comuni del comprensorio


stanno fermi in attesa, addirittura Assisi impugna il provvedimento ritenendolo anticostituzionale... E Spoleto corre a fare la prima della classe. E così niente più canone per l'uso della rete, ma un po' di soldi tutti insieme che - ovviamente - saranno poi caricati dal gestore sulle bollette da inviare ai contribuenti. La pratica è stata approvata nel corso della seduta-fiume di oggi (2 maggio) pomeriggio del consiglio comunale con 15 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astensioni. La dismissione, varata dalla giunta e discussa in maniera animata anche in prima commissione, si baserà adottando il valore Vir (Valore industriale residuo) dell'infrastruttura, ovvero il costo che dovrebbe essere sostenuto per la ricostruzione dell'impianto, diminuito del "valore degrado fisico" dovuto al tempo. Il Rab (Regulatory asset base, il valore del capitale investito netto), pari ad una cifra di molto inferiore, intorno ai 5 milioni di euro, invece non verrà preso in considerazione come ha spiegato l'assessore al bilancio Agnese Pula: "Utilizzare questo indicatore significherebbe svendere le nostre reti. Una decisione va presa, e cercheremo di prendere quella migliore o comunque meno dannosa. Venderemo unicamente a Vir", seguendo l'indicazione (datata 2000) del legislatore, che prevedeva l'affidamento delle tubature mediante un apposito bando. "Nel caso in cui il concorso dovesse andare deserto oppure essere impugnato - ha affermato l'assessore Gian Marco Profili - allora continueremo così, con i 620 mila euro di canone che percepiamo dalla Vus e poi valuteremo il da farsi".

La vicenda di Lecco Una vicenda che ricorda per alcuni tratti quella vissuta in queste settimane dalla città di Lecco, interessata a dismettere i 180 mila metri di reti per la distribuzione del gas naturale in quanto stazione appaltante dell'ambito denominato "Lecco 1 nord" e comprensivo di 51 Comuni. Rispondendo ad un quesito del sindaco di Lecco circa le modalità di determinazione del valore delle reti, il Ministro dello sviluppo economico aveva confermato prima la possibilità di applicare il Vir, correggendo in seguito il tiro e facendo sapere che nella vendita delle tubature i Municipi devono applicare il prezzo inferiore tra le due modalità esistenti per determinare il valore dell'opera, ovvero il Rab. "Il valore di trasferimento - si legge nell'aggiornamento pubblicato nel portale unmig.sviluppoeconomico.gov.it/dgsaie/ambiti/faq.asp - è pari al valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura, relativo agli impianti che vengono alienati, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località (c.d. Rab), come riconosciuto dall'Autorità nella tariffa valida per la gestione d'ambito e come già spettante all'ente locale in quanto titolare della rete".

Il Movimento 5 Stelle e la partecipazione Da qui la preoccupazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Bassetti: "Non conosciamo quali sono i costi che ci ritroveremo in bolletta e cosa succederà in futuro, eppure il Comune vuole disfarsi in tutta fretta di un bene pagato dalla cittadinanza. Il principio è sbagliato e sappiamo benissimo come verranno utilizzati i soldi provenienti dalla vendita: alla fine quindi la città, concretamente, non disporrà di nulla". Proprio il Movimento 5 Stelle, sull'argomento, aveva chiesto all'amministrazione partecipazione reale con la cittadinanza, arrivando a chiedere un referendum locale per conoscere l'opinione degli spoletini in materia.

Il voto contrario del Pd La pratica non ha incontrato il sostegno del Partito democratico. "Si tratta - ha affermato Paolo Martellini, che si è astenuto dal voto - dell'atto più importante da quando si è insediata la Giunta Cardarelli. Spero che le conseguenze della vendita, voluta soprattutto per esigenze di bilancio, non ricadano sulla popolazione". Dello stesso parere Massimiliano Capitani. "Le reti appartengono alla città, la maggioranza dovrebbe trattarle con maggior rispetto".

I futuro di questi fondi I soldi che il Comune riceverà dalla dismissione delle reti, hanno spiegato i consiglieri Zefferino Monini e Gianluca Speranza, saranno "investiti nella città con la realizzazione di edifici socialmente utili e di sistemi di energie rinnovabili" e usati "per l'estinzione dei mutui esistenti. Se non vendiamo, tra 12 anni poi la manutenzione e il ripristino delle reti saranno nuovamente a carico del Comune e, di conseguenza, degli abitanti di Spoleto". La strada sembra quindi tracciata. "Siamo nelle condizioni - ha detto il sindaco Fabrizio Cardarelli - di dover rifondere 550 mila euro per 30 anni e di non poter avviare alcun lavoro sulle strade e negli impianti sportivi, che sono allo sbando. Cosa possiamo fare? Non abbiamo la bacchetta magica e questa può essere la soluzione giusta per uscire dal baratro. È già un miracolo che siamo stati inseriti nell'Agenda urbana, non possiamo rischiare oltre. Il rischio è quello di iniziare a tagliare le risorse sul sociale se non facciamo qualcosa. La situazione è sempre più grave".



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I commenti dei nostri lettori

Bingo

10 anni fa

QUESTO ERA, DI ERA, IL PROGRAMMA DI CARDARELLI A VOI L'ARDUA SENTENZA: PRIORITÀ. Fra le prioritá indichiamo: • disagio di numerose famiglie senza reddito o che hanno visto ridotte al livello di povertá i loro proventi; • degrado del centro storico e delle frazioni; • crescita della microcriminalitá, soprattutto nelle periferie; • perdita costante di posti di lavoro; • mancanza d’infrastrutture che alimentino un flusso di accoglienza e di interesse per il turismo; • perdita di centri di eccellenza nell’agroalimentare, nell’artigianato, nella formazione; • deturpazione del territorio con inutili cementificazioni, ed una politica edilizia che ha prodotto una periferia estranea alla storia ed all’evoluzione della cittá. In altre parole: un’altra cittá. La nostra analisi evidenzia e privilegia quindi interventi nei seguenti settori: a. Adeguamento alle nuove emergenze dei sistemi sociali di sostegno per le famiglie, attenzione ai livelli dell’offerta della sanitá pubblica, supporto alla scuola attraverso programmi complessivi e sostenibili nei quali il ricorso al volontariato sia una parte importante dell’espressione che la solidarietá produce. b. Tutela dell’Ambiente e del Territorio. c. Rideterminazione di un più efficace, moderno e meno costoso sistema di gestione dei rifiuti. d. Ridefinizione delle politiche di attrazione turistica, sportiva e culturale. e. Maggior controllo del territorio. f. Sviluppo economico e delle attivitá produttive legate ai settori tradizionali dell’agricoltura, della zootecnia, dell’artigianato, delle attivitá industriali e del commercio. Stimolo alle attivitá commerciali innovative ed all’imprenditoria giovanile attraverso azioni concrete di sostegno e di accompagnamento. g. Ridefinizione delle strategie di programmazione e di gestione nei settori della cultura, dello spettacolo, dello sport e del turismo. Sono questi i settori sui quali fare analisi e ricerca perché diventino volano del cambiamento delle politiche di attrazione e di valorizzazione della nuova cittá. Non più adagiarsi sulla ripetitivitá delle stesse azioni, ma trasformare in sinergia ogni risorsa per dare vita ad uno sviluppo innovativo. h. Riorganizzazione Amministrativa e Tecnico-operativa della struttura comunale, con particolare attenzione alla gestione della contabilitá, alla programmazione dell’assetto urbanistico ed al miglioramento delle infrastrutture. i. Promozione di piani di sviluppo adeguati che consentano il concreto utilizzo dei fondi strutturali. Alle iniziative che possono essere attuate in ambito locale con prevalenti risorse comunali si aggiungono alcune linee di indirizzo, che richiedono una programmazione ed un’azione sinergica con il governo regionale e centrale e che sono necessarie in una visione di più ampio contesto, per completare il programma di sviluppo delineato e che ci si propone di realizzare. 1. In tema di collegamenti viari occorre completare i progetti previsti: • la strada delle Tre Valli, la cui realizzazione prosegue a singhiozzo; • Il tracciato della Via Flaminia, con l’ammodernamento dell’arteria. 2. In tema di collegamenti ferroviari, occorre: • promuovere adeguate azioni per rivalorizzare la Stazione di Spoleto, sia in relazione al mondo pendolare sia per ciò che concerne i flussi turistici;

Virgilio

10 anni fa

Qua l'unica poesia è quella dei due poeti, perché in tutta la vicenda c'è solo la triste prosa di una amministrazione incapace e goffa. Non credo di sbagliare se dico che il sonettista che ha risposto al poeta, anch'egli stigmatizzava il comportamento di cardarelli&Co. E credetemi, so quel che dico.

da poeta a poeta

10 anni fa

Eh no caro fico, ascolta tu quello che dico. Quelli della maggioranza non crederanno mica di essere belli solo per il fatto che sono schierati con Cardarelli. e anche se la nostra metrica non calza come la tua non è detto che abbia sempre ragione chi si trova a prua. Devi sapere che quando la nave sbaglia la rotta sulla nave non c'è un marinaio che non borbotta E se il timone lo tiene il vostro sindacone nulla gli impedisce di dargli del cog,,one.

@poeta

10 anni fa

Io son poeta e, vi dico, Non scrivete senza sapere, Mischiando mele e pere, chiedete a me c'ho nome fico Le reti devo vendere, oh amico, Cercando un bianco cavaliere Che col gas profitto possa avere Con un monopolio dal sapore antico Ecco studia ed informati Prima di favellare Contro l'amministrazione O di vergogna ornati Che osi parlare Contro il nostro sindacone

Roberta Privitera

10 anni fa

Caro 'poeta', se lo sai, per favore, diccelo tu, meglio se mettendoci la faccia, con nome e cognome...e comunque quando dicevo che vorrei i nomi anche di chi e come ha votato, dicevo che voglio DAVVERO i nomi. Punto. Si chiama TRASPARENZA. quella che manca da troppo tempo in Italia!....

poeta

10 anni fa

Prima di fare commenti Vi siete informati bene? O aprite la bocca solo per dargli fiato?E solo per sparare contro questa amministrazione?Leggete been informatevi...non fate commenti prima di sapere come stanno realmente le cose....

COMMERCIANTE

10 anni fa

l' assessore profili è come l'azzecarbugli .infatti, in sostanza dice: noi ce proviamo vedemo che ce dicono e poi vedemo quello che famo .è inaudito neanche il piu sprovveduto direbbe una COSA DEL GENERE!!!MA COSA TI VUOI ASPETTARE DA UNA PERSONA CHE LAVORA NEL PUBBLICO E NON SA' ASSOLUTAMENTE DA DOVE PROVENGONO I SOLDI!!!!PERCHE' NON CHIUDONO L'ASE E RISPARMIANO CIRCA 700 MILA EURO D'IVA?NO è MEGLIO VENDERE LE RETI DEL GAS AD UN PRIVATO CHE POI PER RIENTRARE DELL'INVESTIMENTO, CARICHERá IL COSTO DELLA RETE, SULLE BOLLETTE DEI CITTADINi e deLLE IMPRESE I!!!!COSI I NOSTRI BRAVI POLITICI POTRANNO FARE TUTTE LE OPERAZIONI NECESSARIE PER LA LORO PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE... VIVA CARDARELLI!!!!

Bene M5S

10 anni fa

Bene Elisa Bassetti, bene M5S! Finalmente Bassetti la leggo ora non fermi sennò scrivo sempre a Grillo! Il PD fa ridere: prima ci ha ricoperto di debiti poi Cardarelli-Brunini (la Campagnani ora assessore era capolista della lista Brunini e sua epigone in comunitá montana) vogliono vendere la rete per poi traformare l'acquirente in monopolista e consentire il suo surplus sulle bollette! L'unico credibile è il M5S che non c'entra nulla con le zozzerie fatte. p.s.1 Ma la Capagnani non era quella che pontificava che lei non avrebbe mai cambiato partito: dalla sinistra alla destra è un bel salto, non vi pare!

@privitera

10 anni fa

I consiglieri di maggioranza

Roberta Privitera

10 anni fa

Se qualcuno sa tutti i nomi di chi ha votato a favore, contro e astenuti...i cittadini devono sapere a chi possono ancora dare fiducia...Scriveteli,subito!

OPEN YOUR EYES

10 anni fa

in linea di principio la dismissione di ciò che è pubblico va effettuata se diventando privata è di stimolo alla concorrenza e quindi alla riduzione del costo sostenuto per i cittadini. Pertanto nel contratto di cessione andrá ben specificato che le tariffe non dovranno aumentare ma anzi... Altrimenti non si può pensare di tappare i buchi con le vendite !!! Quando sono finite le vendite con che li tappate i buchi? Allora prima chiudete i buchi, ma non tagliando sul sociale ma sulle inefficienze e gli sprechi... Perchè le auto invadono Piazza della Libertá? Perchè non fate le multe? Vi fanno schifo quei soldi? Mi immagino che ce ne saranno decine di queste situazioni in cui si pensa in grande e poi non si guardano ai rivoletti di soldi che continuano a perdersi senza fare nulla. Sindaco che aspettiamo a rifare le strisce pedonali ...il morto?

solospoleto

10 anni fa

ieri in consiglio comunale si è assistito a qualcosa di indecifrabile. Intanto per numeri. a scanso di equivoci il Mise ha giá detto in una nota nel suo sito internet che la vendita di una rete gas va fatta con il prezzo a Rab (cioè il più basso) che ammonta per la rete spoletina a circa 5,4 milioni di euro. Noi giustamente vorremmo vedere a Vir (diciamo un prezzo di mercato?? grossolanamente)che ammonta a 29 milioni. Ora lor signori mi dovrebbero spiegare : A: chi investirebbe 29 milioni su un qualcosa che tutti i pareri di autority e ministero indicherebbero con un altro prezzo. Qualcuno di voi privato (eh si...il privato due conti se li fa sempre) pagherebbe 100 se poi c'è confusione legislativa la quale indicherebbe 2? B: se uno dovesse comprare a 29 come rientrerebbe dell'investimento se non alzando le tariffe in regie di MONOPOLIO?? C: Se oggi si vende a Vir e con i tempi della burocrazia , esce fuori che la vendita andava fatta a Rab chi mette la differenza tra i 29 e i 5,4 milioni?? nel senso chi rifonde la societá che ha pagato 24 milioni in più?? saranno cavoli del futuro prossimo sindaco??? D: da che mondo è mondo i gioielli di famiglia non si vendono mai. una volta venduti , amen.

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Allora è proprio vero che Spoleto è ridotta al gas!

nerorosso

10 anni fa

Le privatizzazioni, come prima l'ecomostro, sono la cartina di tornasole di questa amministrazione: nessuna differenza col PD, privatizzazioni, disprezzo per l'ambiente, debiti. Se ne vadano tutti! Contro sta gente ci vorrebbe una rivoluzione

spoletino

10 anni fa

Ci sono gli estremi per una denuncia

Romina

10 anni fa

Si vede che non c'è differenza tra la presunta destra e il pd, sono d'accordo su tutto, l'importante è privatizzare tutto come vuole il governo, che Dio ci salvi dai politici incapaci.

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