cultura e spettacolo

Mostra Modigliani, D'Atanasio e Pippi replicano a Marini: 'Dichiarazioni incomprensibili'

 

'C'è chi, non riuscendo ad affermarsi professionalmente, interviene sull'arte degli altri cercando di diffamarla'. Per Marini già una condanna per diffamazione

 

Non si è fatta certo attendere, come era naturale aspettarsi, la risposta dei responsabili della mostra "Modigliani, les femmes" di Palazzo Tordelli alle accuse e al dileggio manifestato ieri sul prorpio profilo Facebook dall'accademico Graziano Marini, che aveva definito un falso palese l'opera "Dedet",


sulla cui partenità di Modigliani sono tuttora in corso studi e analisi. Riceviamo e pubblichiamo la nota dei responsabili:

Graziano Marini ha con un'occhiata risolto l'enigma sull'inedito attribuibile a Modigliani che, in questi giorni, è all'attenzione della stampa mondiale, l'opera "Dedet" esposta alla mostra del Festival di Spoleto "Modigliani, les femmes" a Palazzo Tordelli. Si dà il caso che nel Dicembre 2013 Graziano Marini sia stato condannato responsabile del reato di diffamazione con la Sentenza di Diffamazione del Tribunale di Perugia del 9 Dicembre 2013 che lo diffidava anche dall'intervenire ancora in merito alle attività del dott. Cesare Pippi, ora membro del comitato storico-artistico della mostra. Marini aveva giudicato falsa un'intera mostra dedicata a George Lilanga. Condannato penalmente in primo grado con un'immediata provvisionale di 10.000 euro, non ha nemmeno pagato, è pertanto imminente un provvedimento di prelievo forzoso da parte del tribunale di Perugia. Durante l'interrogatorio in Tribunale Marini ammise di non aver nemmeno visto la mostra e che non si intendeva affatto di arte africana. Alla domanda sul perché avesse dichiarato false le opere proposte da Dott. Pippi e dalla National Gallery di Firenze (molte ritratte insieme all'autore stesso) dichiarò di averlo fatto perché lo aveva sentito dire dagli amici Sarenco (Isaia Mabellini) e Enrico Mascelloni, a loro volta condannati.
Alberto D'Atanasio, incaricato dall'Istituto Modigliani di ricercare un approccio rigoroso allo studio dell'opera e direttore artistico della mostra che ospita l'inedito, ha dichiarato: "Dispiace che si offenda il lavoro, la serietà professionale, la ricerca di verità e di un metodo rigoroso,la professionalità di ben tre laboratori. Ribadisco che ho cercato e sto cercando di stabilire un metodo che unisca scientificità e storicità dell'arte; dispiace che per fare verità si debbano verificare anche le voci di chi ha il vizio di diffamare e di non risarcire economicamente chi ha danneggiato esprimendosi su opere mai viste. Rispetto il lavoro di Bruno Bruni e Luana Casaglia della Cobec e gli operatori che a Milano e a Padova hanno fatto analisi su reperto. Esigo serietà e rispetto".

"C'è chi non riuscendo ad affermarsi professionalmente interviene sull'arte degli altri cercando di diffamarla. In base a quale criterio Graziano Marini si permette di intervenire su di un'opera studiata da mesi da Istituti e laboratori scientifici? Sull'opera in questione sono state eseguite già numerose analisi di laboratorio che la fanno risalire intorno al 1917; sia l'Istituto Modigliani, sia il direttore artistico della mostra presso la quale è esposta, si sono espressi con cautela limitandosi al dato scientifico, rimandando le conclusioni al risultato di ulteriori studi e approfondimenti", afferma il Dr. Cesare Pippi del Comitato Storico Artistico della Mostra che già in una precedente causa penale ha fatto condannare il Marini. "In base a quale criterio un personaggio già screditato da sentenza del Tribunale (condanna per diffamazione) e nell'opinione dei cittadini, può valutare "falsa" ad occhio un'opera che studiosi e scienziati stanno valutando con estrema discrezione. Solo con ‘la sapienza dell'ignoranza'".

Afferma ancora D'Atanasio: "Francamente non capisco questa dichiarazione di Marini. Già l'anno scorso aveva fatto polemiche all'Hotel Clitunno. Se la polemica gli dà soddisfazione può continuare ma oltre a danneggiarsi da solo è comunque preferibile il dibattito. Per chi visiterà la mostra in questi giorni sarò lì a spiegare che le foto ad alta risoluzione mostrano riunite opere che non si potrebbero osservare e che ciò che a Marini è apparso a occhio una patacca ha superato ben due test di due diversi laboratori scientifici e l'intervento di un laboratorio di restauro. Se invece di far polemica Marini avesse letto sulla destra della sala di Dedet avrebbe, forse, riflettuto su di una mia dichiarazione. A Spoleto si fa Bellezza, cultura e conoscenza e si ricorre alla scienza, della polemica l'Umbria e l'Italia ne può fare a meno. Vi aspettiamo in mostra per un dibattito più serio".

Per la cronaca, il lavoro alacre di D'Atanasio e del suo staff prosegue all'insegna di Spoleto. A settembre saranno in anteprima in città i Graffiti di Diego Rivera, mentre è in piedi e sembra avere concrete possibilità di andare in porto il progetto di trasferire in pianta stabile l'istituto Modigliani a Spoleto.



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I commenti dei nostri lettori

Enrico Mascelloni

10 anni fa

ho consigliato Marini di sfumare la polemica procedendo a un\'attribuzione più ponderata. Se non di Modigliani, l\'opera potrebbe essere di un anonimo seguace romano del pittore livornese. In attesa di scoprirne il nome ne propongo uno provvisorio: ER MONNEZZA

Pino Bonanno

10 anni fa

Caro Graziano, desidero esprimerti pubblicamente il mio apprezzamento per il tuo prezioso lavoro di artista, ma soprattutto per la tua capacitá professionale di curatore di eventi culturali e di osservatore acuto delle "dinamiche" etiche che promuovono sul territorio umbro, e non solo, tutte le iniziative private e pubbliche. Abbiamo, molte volte, condiviso il dissenso circa la presenza nel mondo dell'arte di "magliari dell'arte", "pennivendoli a buon mercato", "curatori del suk" i quali, con contributi pubblici e la richiesta di denaro agli artisti, "improvvisano" eventi senza alcun valore artistico, etico e sociale. Questo è il "sottobosco" che ci troviamo a contestare e contrastare da più di 40 anni. Un "sottobosco" spesso alimentato col concorso di artisti e "pseudo artisti" i quali per una intensa dose di vanitá si affidano, pagando molti soldi, a tutti questi personaggi "marpioni" dell'arte. Spoleto è solo una delle tante realtá che convive con questo ricco sistema. Non mi risulta che altri "operatori culturali" si siano spesi in modo più chiaro e trasparente di te (vedi anche l'articolo del 20.01.2011: Liberare l' arte dai burocrati della cultura). Chi vuole, conosce bene i nomi dei " soggetti" a cui ci richiamiamo. Oggi per me è un giorno di dolore per la perdita di un grande amico artista il quale in Umbria ha avuto modo di esporre e partecipare a eventi, curati anche da te: mi riferisco al famoso "Caravanserraglio". Un evento in cui non ha dovuto pagare. Però non posso esimermi di fare alcune riflessioni circa la querelle attorno all'evento di Spoleto di cui si parla e su cui ti sei espresso. Comincio col dirti che riconosco in te un certo taglio di signorilitá molto raro, allorquando precisi la tua posizione critica sull'evento, ma, al tempo stesso, ritenendo che la tua presa di posizione possa aver offeso D'Atanasio, gli chiedi scusa. Comportamento di enorme valore etico. Se fosse poi dovuta o meno ho qualche dubbio. Oggi sono stato a casa tua a farti visita e abbiamo discusso a lungo sulle circostanze. Ho preso atto che possiedi una ricca documentazione circa un'altra versione del dipinto in questione e sucui ci sono precisi dubbi sull'autenticitá che sia di Modigliani. In base a ciò, ogni tua perplessitá o dubbio sono legittimi. Soprattutto perché sulla versione che hai visionato a casa esistono riferimenti e "tracciati" storici molto precisi, oltre alle analisi scientifiche documentali. Chiunque, intellettualmente onesto, al di lá dei modi, avrebbe sollevato il "caso". Quanto poi all'attribuzione che ti hanno dato di "Diffamatore" sono molto indignato come uomo, cittadino, intellettuale. Il riferimento che si fa circa la sentenza che ti riguarda, del 09.12.2013, la cui copia è stata divulgata in fb, andrebbe letta e commentata con una certa razionalitá e veritá. Nei commenti fatti sono state commesse imprecisioni. 1) la somma "provvisionale" a cui si fa riferimento non è tutta attribuibile a Marini. 2) nel nostro ordinamento giudiziario esistono tre gradi di giudizio e finché la sentenza non va in "giudicato", l'accusato non è colpevole e quindi non può essere apostrofato con appellativi infamanti. Per tutto quanto sopra hai la mia solidarietá e sono impegnato ad affiancarti per organizzare presto un convegno in cui si affrontino tutti i problemi sollevati: correttezza dell'organizzazione degli eventi, interessi pubblici e interessi privati nella promozione e gestione degli eventi culturali, etica professionale degli operatori e curatori, attribuzioni sull'autenticitá delle opere d'arte, ruolo degli Enti Pubblici nella scelta degli eventi.

Graziano Marini

10 anni fa

Caro Alberto, mi dispiace molto leggere quello che hai scritto, perchè sinceramente non solo è ingiusto ma fuori luogo, interpreta in maniera permalosa, sgradevole e sbagliata il senso di ciò che ho detto e a chi era rivolto , certamente non a te, (visto che non sapevo chi fosse il curatore)..poiché ti ho sempre considerato un amico ed ho sempre stimato il tuo lavoro, quindi se l\\\\\\\'hai interpretata come un fatto personale nei tuoi confronti ti prego di scusarmi, ma così non era. Il problema è diverso, più complesso e articolato, mi dispiace che tu non l\\\\\\\'abbia colto, tu saprai che il sottoscritto si è sempre esposto con la sua faccia in difesa degli artisti e dell\\\\\\\'arte in senso ampio,. Ho sempre ritenuto indispensabile che ci sia un uso corretto del denaro pubblico ogni qual volta si tratta di mostre pubbliche realizzate con denaro dei cittadini. Negli ultimi trent\\\\\\\'anni ho organizzato convegni, scritto articoli, rilasciato interviste in merito alle “politiche culturali” e all\\\\\\\'uso dissennato di denaro pubblico sia localmente che sul piano nazionale. Ho sempre difeso l\\\\\\\'indipendenza dell\\\\\\\'arte e l\\\\\\\'autonomia degli artisti, sono convinto che quando la parte pubblica organizza una mostra o un evento dev\\\\\\\'essere attenta che non ci siano implicazioni con interessi privati e di mercato( non si possono usare risorse pubbliche per avallare biechi interessi o speculazioni di mercato sulle opere). In merito sto preparando un grande dossier, da consegnare prossimamente alla magistratura, per far chiarezza e luce in questo campo (ne vedremo delle belle, molti \\\\\\\"professoroni e faccendieri dell\\\\\\\'arte\\\\\\\" riceveranno il ben servito). Per entrare nel merito al dipinto esposto, vorrei dirti e sono in grado di dirlo con cognizione di causa,anche se mi avrebbe fatto piacere che tu mi telefonassi per chiedere delucidazioni magari utili anche alle tue ricerche, (visto che fb è la sede meno opportuna), di quel dipinto esiste un\\\\\\\' altra versione che probabilmente tu non conosci, ( è un opera che ho avuto a lungo in casa a disposizione) e che i più autorevoli esperti di Modigliani a livello internazionale hanno studiato oltre ad aver fatto tutte le relative ricerche scientifiche del caso, pertanto spero che tu capisca l\\\\\\\'anomalia. per questo mi sono sentito in dovere da cittadino (come sempre ho fatto) di denunciare una evidente anomalia... anche se ognuno è libero di fare ciò che vuole con i propri quadri, falsi o autentici che siano, con tutte le responsabilitá e conseguenze che la questione comporta: Tuttavia, la questione diventa inaccettabile è molto grave quando gli interessi privati avvengono con un minimo coinvolgimento della parte pubblica. Questo era il senso della mia esternazione anche se superficiale, che questo blog ha preso senza voler approfondire, nonostante , mi farebbe piacere conoscere il tuo pensiero in merito. Per quanto riguarda la storia Lilanga, anche se vorrei stendere un velo pietoso sulla misera faccenda, mi permetto di dirti che hai informazioni inesatte. Il sottoscritto partecipò soltanto ad unaconferenza stampa pubblica su invito degli amici Marbellini-Mascelloni che sono i soli ed unici esperti al mondo di Lilanga, m\\\\\\\'invitarono alla conferenza per portare una testimonianza in quanto, nello stesso periodo, avevo organizzato un convegno e mi stavo battendo contro le \\\\\\\"mostre-marketta\\\\\\\" e \\\\\\\"dubbie\\\\\\\"che le istituzioni spesso avallavano insieme a critici di grido spregiudicati e con l\\\\\\\'uso di denaro pubblico , mescolando mercato e interessi privati , e quindi sarebbe stato grave se in quella mostra anche un solo quadro non avesse avuto la certezza di autenticitá.. questo è quanto dissi in conferenza stampa.. il resto della polemica a me non interessava affatto in quanto totalmente disinteressato al lavoro specifico di Lilanga ... nonostante ciò seguì una ridicola querelle anche con strascichi giudiziari nei confronti dei due maggiori esperti del lavoro di Lilanga e dove fui in parte coinvolto, il processo purtroppo si concluse con una prescrizione in merito al dfatto che il mio nome appariva senza mia autorizzazione sul comunicato stampa che annunciava la conferenza, oltre ad un ampia e completa assoluzione del 9 dicembre 2013 per non aver commesso il fatto. Quindi la mia estraneitá a quella insignificante e ridicola \\\\\\\"querelle\\\\\\\" è ampiamente dimostrabile.. Per concludere posso dirti che non c\\\\\\\'è nulla di personale in tutto ciò nei tuoi confronti, anche perchè tu non sei mai stato nominato nelle mie esternazioni... che sono state prese da questo blog sulla mia paagina Fb in maniera pretestuosa e strumentale, dove è chiaro il disegno. Nonostante questo, visto che mi ritengo cmq un \\\\\\\"signore\\\\\\\" ti chiedo scusa, se la questione l\\\\\\\'hai interpretata e vissuta come un fatto personale... vorrei inoltre dirti che giudicare una mostra con il termine \\\\\\\"pattume\\\\\\\" come ho fatto, visto che si tratta di giudicare un dipinto che non è altro che la brutta copia di un altra giá \\\\\\\"dubbia\\\\\\\" non puoi ritenerla diffamatoria di nulla, perchè si tratta cmq di un giudizio personale, mentre il tuo tuo è stato piuttosto diffamatorio nei miei confronti e anche piuttosto sgradevole. Tuttavia, se un giorno vorrai prendere un caffè con me, potrei aiutarti con molte notizie utili alle tue ricerche a capire meglio quell\\\\\\\'\\\\\\\'orribile dipinto esposto a Spoleto, in confronto all\\\\\\\'altra versione che ho avuto modo di conoscere molto bene.. e ad altri quadri di Modigliani che ho trattato e studiato. Ps. Se ci riesco ti allego, se può divertirti un articolo che scrissi qualche anno fa. ... inoltre vorrei tranquillizzarti.. che per quanto riguarda la mia vita privata, non ho mai avuto nessuna \\\\\\\"frustrazione di affermazione\\\\\\\" come scrivi tu, in maniera diffamatoria e personale nei miei confronti, su questo puoi stare tranquillo e sereno.. sarebbe stato invece più ragionevole e corretto dimostrarmi in maniera \\\\\\\"professionale\\\\\\\"che quanto affermavo era forse \\\\\\\"errato\\\\\\\" ma evidentemente non avevi buone argomentazioni per farlo, preferendo la scorciatoia più semplice della diffamazione. Nonostante ciò ti comunico la mia vita è piacevole, gioiosa e ricca, sono felicissimo e appagato di me stesso e della mia professione, sono un pittore che svolge la propria professione da circa 40 anni portando avanti la mia ricerca con serietá, professionalitá e discrezione... tutti quelli che mi conoscono sanno bene che non sono mai stato un pittore che sgomita per poter apparire ..nonostante ciò, ho fatto e continuo a fare le mie mostre personali e collettive con successo, apprezzate in molti paesi europei e non solo, i mie dipinti si trovano in decine di grandi collezioni private e pubbliche, ho collezionisti oltre oceano, in Europa e Asia, il mio lavoro è riconosciuto da molti storici, critici importanti e autorevoli. Il mio lavoro è stato oggetto di 9 tesi di laurea. Da quarant\\\\\\\'anni vivo serenamente e con soddisfazione dei guadagni del mio lavoro ci mantengo la mia famiglia e mi diverto tantissimo. Ho curato mostre importanti in Italia e all\\\\\\\'estero, ho promosso giovani artisti senza invidia o competizione, ma solo per generositá.Purtroppo se tutto questo non lo sai,non dipende da me e mi dispiace per quello che dici, me ne farò cmq una ragione. uno studioso serio dovrebbe invece informarsi, studiare e conoscere gli artisti invece che denigrarli e scoprire con curiositá e intelligenza quello che succede intorno a lui , non fossilizzarsi sulle insignificanti e ridicole beghe della provincia.... Ad meliora !! ...Per quanto riguarda la sentenza di diffamazione da voi citata come \\\\\\\"diffamatore\\\\\\\" ; Il Giudice Dr. Valerio d\\\\\\\' Andria, del Tribunale Ordinario di Perugia in data 9 dicembre 2013 scrive : \\\\\\\"che si ASSOLVE Marini Graziano dal reato di diffamazione in data 24.9.2007 e dal reato di ingiuria per non aver commesso il fatto.\\\\\\\" cordialmente graziano marini

Logan747

10 anni fa

Una boccata di professionalitá, onesta intellettuale e concreto amore per Spoleto è L'Arte, non sono un tifoso ma mi sembra che chi fa, produce e crea con serietá sia sempre e comunque preferibile a chi cerca spazi per un ego ingombrante quanto meno, Ringrazio il Professore D'attanasio e il Dott. Pippi per chiarezza di documenti e di parole(quando tira vento di tempesta c'è chi costruisce muri chi mulini a vento) a i lettori le logiche conclusioni.

Cesare Pippi

10 anni fa

Graziano Marini non contento di essere giá stato condannato dal Tribunale di Perugia Sezione Penale Dibattimentale (artt. 544 e segg. c.p.p.) il 9 dicembre 2013 con un Dispositivo di Sentenza che CONDANNA Marini Graziano insieme ad altri per il reato di DIFFAMAZIONE commesso in data 26.09.2007 al risarcimento danni a favore della parte civile (Cesare Pippi) con ulteriore condanna in solido tra i tre imputati al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di € 10.000,00 + le spese processuali di € 2.500,00, interviene ancora su iniziative culturali di altri. Scrive “il Festival di Spoleto si contraddistingue come sempre per le sue mostre pattume.. come questa ridicola su Modigliani....e il tentativo maldestro di mettere in esposizione un evidente e grossolano falso....capisco che viviamo ai margini della provincia....ma non siamo tutti indios sottosviluppati....” Insulta il Festival dei Due Mondi di Spoleto, insulta organizzatori, artisti, critici d’arte, uomini di cultura e tutto il mondo che interviene e plaude alla splendida Cittá d’Arte di Spoleto; insulta gli Indios “sottosviluppati”; dichiara, con la sua “rinomata capacitá di esperto d’arte”, falsa un’opera oggetto di indagine di grandi studiosi perché “a lui così pare”. Aveva la stessa idea alcuni anni fa delle opere del grande artista George Lilanga che il sottoscritto, la National Gallery Firenze e il Museo Archeologico di Perugia portarono in mostra con uno strepitoso successo. Graziano Marini dichiarò che tutte le opere erano false. In Tribunale alla domanda del Giudice “Per quale motivo lei ritiene che queste opere sono dei falsi, visto le certificazioni, le provenienze e persino le foto insieme all’artista George Lilanga?” rispose che le opere in questione non le aveva neppure viste e che comunque lui non era un esperto di arte africana; aveva solo sentito gli amici che lo avevano affermato”. Per il Giudice non fu possibile esimersi dal condannarlo. Una dichiarazione di “FALSO” di Graziano Marini non può che spingerci a continuare a perseguire la strada dello studio e della corretta divulgazione dell’Arte. Cesare Pippi

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