cronaca
Caccia, Fidc Spoleto: 'Subito una manifestazione nazionale per chiedere rispetto'
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Caccia, Fidc Spoleto: 'Subito una manifestazione nazionale per chiedere rispetto'
Il presidente comunale Crafa: 'E' in atto una persecuzione nei nostri confronti a suon di decreti ministeriali e sentenze del Consiglio di Stato'
"Una manifestazione nazionale, autorizzata e pacifica, dove si chieda rispetto per la nostra categoria". E' quanto chiede, in forma autonoma, la sezione comunale della Federcaccia Spoleto, il cui presidente Damiano Crafa parla senza mezzi termini di "attacco" che il mondo venatorio "sta subendo negli ultimi
anni". A supporto delle proprie tesi, Crafa cita tre atti ufficiali di primissima importanza fra circolari ministeriali, sentenze del Consiglio di Stato e decreti parlamentari, tutti a danno dei cacciatori italiani. "Ha cominciato il ministro dell'Ambiente Galletti - dichiara il presidente comunale Fidc - che mettendosi contro tutto e tutti, ha stabilito che dopo circa 100 mila anni i tordi e le beccacce in Italia si accoppiano nel mese di gennaio, mentre in Francia, Spagna e Grecia lo fanno nel mese di marzo, mettendo in mostra la sua verve di fazioso animalista; ha continuato il ministro Alfano con la famosa circolare 557/leg/225,00 del 28 novembre 2014, in cui senza nessuna valutazione etica e morale alcuni cittadini cacciatori vengono trattati come i peggiori delinquenti e viene tolto loro il porto e la detenzione delle armi per dei piccoli reati commessi anche 30 anni prima e del tutto riabilitati; per ultima l'introduzione dell'ulteriore tesserino dove annotare l'abbattimento dei migratori per ogni singolo capo catturato: un altro dispetto verso la nostra categoria nascosto dietro il palliativo delle comunicazioni scientifiche, che invece sono state attuate in ogni forma dagli Uffici Avifauna delle associazioni venatorie e dimenticate da alcuni anni nei cassetti dell'Ispra e del Ministero dell'Ambiente".
Insomma, per Crafa è in atto una vera e propria "caccia al cacciatore" e, senza alcun interesse nei confronti di questa o quella fazione politica, il presidente comunale dice che "è ora di finirla con questa persecuzione". Una persecuzione che, sempre a detta di Crafa, spesso si consuma nel silenzio di alcuni rappresentanti dei cacciatori. "Contesto anche quei presidenti di associazioni venatorie - conclude il numero uno della sezione spoletina di Federcaccia - che svolgono la loro attività solo per interessi privati e di poltrona. Questo non è accettabile, la caccia deve tornare in mano soltanto a chi difende e fa rispettare, nelle regole, i nostri interessi".
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I commenti dei nostri lettori
graziano
10 anni fa
Inutile chiudere la porta quando i buoi sono scappati. Per me l'invenzione dell'ultimo tesserino significa la fine della caccia da appostamento (abbiamo le pelotas piene) e praticando io questo tipo di caccia per me sará l'ultima stagione. Uno di meno che vuoi che sia, non dimentichiamo che al governo ci sono i partiti che in maggioranza vengono votati dai cacciatori. Grazie, anche stavolta è colpa di Berlusconi. Crafa ha perfettamente ragione sul fatto che i presidenti della associazioni fanno tutto meno che gli interessi dei cacciatori perchè sono solo servi dei vari partiti.
Luca
10 anni fa
Sono d'accordo in tutto quello che dice il Sig. Damiano Crafa, lo ringrazio e gli chiedo di continuare così, solo a difesa di tutti i tipi di caccia con la consapevolezza di non stare ai giochetti dei partiti politici. Grazie.
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