cronaca

'Caso' Bps-Scs, archiviate tutte le accuse

 

Il tribunale di Spoleto riconosce infondate le denunce della Banca d'Italia verso Antonini e gli altri indagati. Ma intanto Bps ha cambiato proprietà... Cosa viene ora?

 

Archiviato. Tutto quanto. Con il dispositivo emesso ieri (29 settembre) dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Spoleto Federica Fortunati, Giovannino Antonini esce - insieme a tutti i coindagati -completamente pulito dalla maxi inchiesta esplosa a seguito delle ispezioni di Bankitalia e


delle successive denunce. L'ex numero uno della Banca Popolare di Spoleto, indagato inizialmente assieme ad altre 36 persone - tra le quali imprenditori, amministratori, dirigenti bancari e familiari - è stato completamente prosciolto dalle accuse, gravissime, di associazione a delinquere, intermediazione usuraia, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita e truffa. Nessuno dei numerosi capi di imputazione, spiccati nel maggio del 2013 dall'allora procuratore della Repubblica Riggio, troverà spazio in un regolare processo penale.

La maxi inchiesta della procura di Spoleto, a bocce ferme, si è rivelata a tutti gli effetti un immenso, clamoroso, vergognoso buco nell'acqua e perdita di tempo e denaro. Basti pensare alle centinaia di migliaia di euro pubblici spesi per riempire i circa 30 faldoni di indagini tra intercettazioni telefoniche, ambientali, ispezioni, interrogatori, ore e ore di lavoro degli organi inquirenti. A riprova della totale infondatezza delle accuse basti pensare che è stato lo stesso pubblico ministero a chiedere l'archiviazione per Antonini e gli altri indagati, nell'ultimo stralcio dell'inchiesta ancora in piedi fino a ieri. Si legge infatti nel dispositivo del gip: "La richiesta di archiviazione deve essere accolta [...] per l'insussistenza dei presupposti utili al promovimento dell'azione penale con riguardo ai fatti in questione".

I fatti in questione, rimasti ancora in piedi come ipotesi di reato, erano quelli relativi ai finanziamenti - da parte della Bps - a beneficio di alcune società private, quali la Finsud S.r.l. e la Gam Property, oltre al "famoso" caso dell'anticipazione da 180 mila euro sulla fattura n.2 del 2007 della Baronci. Per il primo caso il tribunale ha giudicato "sufficientemente garantito" il finanziamento erogato, "grazie ai tioli di Stato Btp concessi in garanzia dalla Finsud stessa". Lo stesso dicasi per la Gam Property, che ha offerto ampie e solide garanzie. In entrambi i casi, scrive ancora il giudice, "i rapporti di finanziamento in esame hanno portato dei guadagni alla banca e sono stati deliberati ed erogati previa acquisizione di garanzie idonee fornite dai soggetti finanziati, con  cui, peraltro, non sono emersi rapporti particolari da parte dell'Antonini o dei vari membri del consiglio di amministrazione della Bps". In entrambi i casi di cui sopra le operazioni sono andate a buon fine e si sono svolte secondo le modalità programmate. Addirittura, nel caso della Gam, il rimborso della somma erogata è avvenuto "con largo anticipo rispetto alle previsioni contrattuali".

Infine, riguardo la vicenda della Baronci, l'azienda aveva estinto il debito da 180 mila euro con un'ulteriore anticipazione di credito. Tempo dopo, nel 2012, Antonini aveva chiesto e ottenuto che pari importo, derivante da emolumenti lui spettanti ma lasciati in banca a garanzia del precedente anticipo fattura, gli venisse restituito, operazione andata in porto con il voto non unanime del consiglio di amministrazione.

Il pubblico ministero e, in accordo, il giudice per le indagini preliminari, non hanno individuato elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio in relazione alle imputazioni formulate a carico degli indagati, che sono dunque state tutte archiviate.

A questo punto gli ex indagati, tra i quali figurano anche personaggi di spicco quali Antonio Sarni dell'omonima catena di ristorazione, l'ex direttore generale della Bps Francesco Tuccari, l'ex presidente del Coni regionale Valentino Conti, il presidente della Confcommercio Aldo Amoni, saranno liberi di chiedere soddisfazione economica nei confronti delle parti civili - Banca d'Italia, Banca Popolare di Spoleto e Spoleto Credito e Servizi.

Raggiunto telefonicamente da Spoletonline, Giovannino Antonini non nasconde la propria soddisfazione ma guarda già allo scenario futuro: "Le accuse mosse nei nostri confronti dalla Banca d'Italia si sono rivelate tutte false e pretestuose, come abbiamo avuto modo di dire nella famosa conferenza stampa di giugno 2013. Tutto è servito a sottrarre la Banca Popolare di Spoleto al controllo e alla proprietà dei 21 mila soci della Spoleto Credito e Servizi. La decisione di ieri mi rende ancor più ottimista circa l'esito finale dei nostri ricorsi promossi presso il Tar del Lazio e la Corte Europea, avverso il mancato rispetto, da parte del Ministero delle Finanze, delle sentenze del Consiglio di Stato sull'illegittimità di entrambi i commissariamenti della banca e della fondazione. Sono fiducioso che alla fine della vicenda la giustizia trionferà totalmente, ristabilendo le legittime situazioni antecedenti questi fatti, rivelatisi del tutto infondati".

La notizia della maxi inchiesta nei confronti di Antonini e degli altri 36 suscitò molto scalpore nell'opinione pubblica, locale e nazionale. "La macchina del fango - conclude l'ex presidente Bps - si mosse attraverso i soliti canali a tutti ben noti. A Spoleto tutti sanno di chi stiamo parlando: ora anche loro dovranno rispondere davanti alla giustizia, nella quale ripongo da sempre, e oggi più che mai, estrema fiducia".



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I commenti dei nostri lettori

Stefano Di Fonzo

10 anni fa

Ad oggi la notizia dell'archiviazione dei procedimenti a carico di Giovannino Antonini e di altri componenti dell'allora CdA di Banca Popolare di Spoleto non è stata riportata da alcun quotidiano di rilevanza nazionale. Tre anni fa gli stessi quotidiani avevano pubblicato a caratteri cubitali la notizia dell'arresto di Giovannino Antonini. I procedimenti di cui sopra hanno rappresentato una delle ragioni del commissariamento deciso da Banca d'Italia nei confronti di Banca Popolare di Spoleto nel Febbraio 2013. Ognuno ha le proprie idee circa le responsabilitá di quanto successo negli ultimi 5 anni a Spoleto ed alla sua Banca un tempo indipendente, un fiore all'occhiello per l'economia dell'intera Umbria. Alcuni dati sono però incontrovertibili e meritano di essere esaminati con attenzione. Negli ultimi 3 anni il personale della Banca è diminuito di oltre 100 unitá. Alcuni dipendenti della Direzione Generale sono stati trasferiti a Desio, con conseguenti disagi per i loro parenti e familiari. La quotazione in Borsa delle azioni risulta sospesa da oltre 3 anni, perciò gli azionisti si trovano a possedere titoli attualmente illiquidi ed hanno il fondato timore di future perdite del valore dei loro investimenti. I soci di Spoleto Credito e Servizi hanno ricevuto comunicazioni ufficiali dalle quali risulta che il valore delle quote da loro possedute si è pressochè azzerato. Per converso Banca Popolare di Spoleto ha registrato utili significativi sia a fine 2015 che nel primo semestre 2016. Per quanto io abiti a Milano, conosco molti esponenti della comunitá umbra, i quali lamentano come la nuova proprietá della Banca trascuri le esigenze del territorio umbro e si caratterizzi per una gestione assai conservativa. Tutte le criticitá sopra evidenziate non hanno provocato reazioni significative da parte degli spoletini, e degli umbri in generale. E' apprezzabile godersi le bellezze della natura e praticare il quieto vivere nelle terre di S. Francesco, tuttavia mi sembra che a Spoleto ed in Umbria sia stata sottratta una risorsa di fondamentale importanza per il proprio futuro senza alcuna evidente ragione. E, francescanamente parlando, sottrarre fraudolentemente risorse ad un territorio configura una grave violazione dei precetti del settimo comandamento, che recita semplicemente: Non Rubare.

SALVO TINè

10 anni fa

La sola amarezza è che in italia due sono le categorie che,a torto o a ragione, non pagano mai: i giornalisti e i magistrati tipico spaccato italiano. Esprimo grande soddisfazzione per giovannino che sicuramente ha dato fastidio ai poteri forti,. Mi auguro che in tempi brevi possa ritornare a ricoprire quelle cariche che tanto bene hanno fatto per la cittá di spoleto e p er quei ragazzi oggi professionisti che hanno trovato in giovannino un punto di riferimento.Non ti fermare ora viene il bello

pizzolo

10 anni fa

Mi auguro che la signora Valentina non lavori in banca.....visto il modo di esprimersi e di scrivere che lascia alquanto a desiderare.....!!!!! O forse e' uno scherzo....!!!????

Valentina

10 anni fa

sono Valentina dipendente Banca popolare di Spoleto e vorrei ringraziare a nome mio e di tutti i miei colleghi il presidente della banca Antonini che ci ha dato la possibilitá di avere un futuro migliore assumendoci presso questa banca . per cui oggi che finalmente per tutti e chiaro che Antonini e colui che ha fatto crescere la banca portandola in campo nazionale su 8 regioni e facendola diventare una delle migliori banche in Italia .una banca completamente pulita che la macchina del fango voleva distruggere passando sopra di lui che è stato il vero artefice. Complimenti al vecchio consiglio della banca e ora attendiamo che la banca ritorni ai veri proprietari che sono i 21000 azionisti che negli anni hanno investito oltre cento milioni di euro e che ora sono stati derubati del valore delle loro azioni. Conoscendo il presidente Antonini siamo convinti che lui riuscirá a far riavere la banca ai proprietari legittimi alla cittá di Spoleto alla regione della Umbria e a tutti gli imprenditori che sapevano quanto era importante la banca popolare di Spoleto.

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Finché i cittadini non riusciranno a capire da cosa deriva la forza dei poteri forti non potranno mai evitare il ripetersi di certe situazioni. È inutile correre dietro agli "spettri" per recuperare il latte versato. È alla fonte che bisogna intervenire!

Stefano Marini

10 anni fa

Un deplorevole personaggio, a proposito della fine che ha fatto la Banca Popolare di Spoleto, diceva: "Non bisogna confondere gli effetti con la causa!". Ebbene, la causa è stata soltanto quella di volersi sbarazzare di Giovanni Antonini, mentre gli effetti sono stati devastanti: tra l'indifferenza generale Spoleto ha perso il suo fiore all'occhiello; ovvero la Banca Popolare di Spoleto. Se i 21 mila azionisti della Scs hanno un briciolo di orgoglio debbono debbono mobilitarsi e mandare a casa l'attuale establishment che altro non è che il paravento di chi ha consegnato la Banca nelle mani della razza padana! E sarebbe anche ora che chi si oppone all'attuale regime cominci a dire le cose come stanno!! Infine, una annotazione sulla connivenza della stampa locale con i poteri forti! A parte Spoletonline, non abbiamo avuto il piacere di leggere questa notizia da nessun'altra parte! Complimenti al Direttore ed all'Editore per la loro autorevole indipendenza!!

socio bps-scs

10 anni fa

http://www.lanazione.it/umbria/economia/bps-no-indagini-1.2527314 Chi ha ragione? Mi sembra che gli amici del Juanin stanno tentando di arrampicarsi sugli specchi, con motivazioni risibili se non ridicole. Vorrei ricordare che la linea di credito credito accordata da Bps al Baronci era , passata da 1.7 milioni del luglio 2007 a 3.2 milioni dell’aprile 2008 che non sono 180.000. In buona sostanza, quel manufatto tipo castelletto (roba da megalomani), che si trova a Pigge di Trevi, finanziato da Bps, oggi di chi è? E' quanto vale? Cosa vogliamo rimpiangere? L'affarismo, l'incompetenza, i fallimenti, gli amici degli amici. Ma via, dopo Luigi Profili, uomo di grande statura, la Bps è stata caratterizzata dal nulla!!!

Max

10 anni fa

Ed ora le facce di gomma che hanno contribuito a uccidere Spoleto chiederanno scusa? Non credo... Conoscendone l'arroganza..!

Filippo

10 anni fa

Sicuramente i commenti precedenti colgono due aspetti fondamentali in questa vicenda(mancanza di prospettive lavorative e presenza dei poteri forti), ma quello su cui dovremmo porre l'attenzione e soprattutto quello che dovremmo chiedere a noi stessi è: possiamo giustificare le nostre "perdite" sempre e comunque dietro la forza dei poteri forti?...sicuramente c'è una maggiore organizzazione in questi poteri e una maggiore disponibilitá economica (basta leggere quanto è stato speso per portare avanti un indagine/ispezione), ma sicuramente influisce nel rafforzare tale potere la viltá di alcuni soggetti più o meno noti e il menefreghismo della cittá nelle sue cariche più "importanti". E purtroppo a Spoleto quello che è accaduto in tale vicenda accade in molte altre e continua ad accadere in riferimento alla BPS e SCS dove c'è e/o c'era una ricerca di "rinnovamento" che non è mai arrivato in questa cittá né in ambito politico né in ambito di avvicendamento del consiglio SCS, che anzi sicuramente vede alcune scelte di governance della stessa essere alquanto discutibili!

GIOBATTA

10 anni fa

E' VERO CARA CHIARA,NON ABBIAMO MAI AVUTO UN PARTITO CHE ABBIA DIFESO LA BPS E GLI SPOLETINI.

moreno angeli

10 anni fa

Negli ultimi 5 anni abbiamo salvato il mps due volte con i nostri soldi.abbiamo commissariato la Carige per non farla fallire.abbiamo aiutato gruppo unipol Bank/assicurativo.però abbiamo fatto fallire la bps per uno scoperto di 72 milioni di euro.abbiamo degli uomini politici da 5 anni che nessuno ha eletto.un noto giornalista televisivo diceva "fatevi una domanda e datevi una risposta",meditate gente meditate

Paolo Scarabottini

10 anni fa

A livello personale non posso che esprimere soddisfazione per il proscioglimento dalle infamanti accuse mosse a Giovannino Antonini da chi nutriva solo ed esclusivamente risentimento personale nei suoi confronti. Come spoletino sono indignato per il modo in cui per gli interessi di un comitato politico-affaristico, la Banca Popolare sia stata consegnata nelle mani di Desio e la Credito & Servizi spogliata del suo patrimonio. Adesso è venuto il momento che il buon Giovannino spenni questa banda di Corvi!!

Chiara

10 anni fa

Quando i poteri forti decidono di distruggere qualcosa, non c\'è nulla che può fermarli; poco conta che a distanza di anni la giustizia accerti che tutto era falso. Ora la Banca Popolare di Spoleto non c\'è più. Povera Spoleto!!!

Piergiorgio giovane disoccupato

10 anni fa

E brava Banca d'Italia, noi giovani spoletini, grazie al presidente Antonini, avevamo una speranza di poter lavorare nella BPS; ora a chi ci dobbiamo rivolgere a Visco???

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