società

Il Museo archeologico nazionale punta a crescere ancora tra laboratori didattici, visite e cicli di conferenze

 

Ricco il programma di iniziative ideate per valorizzare il patrimonio contenuto all'interno della struttura

 

È pronto ad alzare l’asticella il Museo archeologico nazionale. Dopo aver concluso il 2016 al terzo posto tra i poli culturali statali più visitati nella regione con 25.495 presenze, dietro soltanto alla Galleria nazionale dell’Umbria (63.125) e al Museo del Ducato (38.215),


la struttura di via Sant’Agata in questi giorni ha elaborato un programma ricco di iniziative di qualità, rivolte alle scuole e ai cittadini, al fine di valorizzare il patrimonio contenuto al suo interno. A breve, per esempio, prenderanno il via 6 laboratori didattici ad ingresso gratuito:  “Il mestiere dell’archeologo”, “Il museo a fumetti”, “Reinterpretare l’antico”, “Pagine di antichità”, “Alla scoperta del museo” e “Cibi e sapori nel mondo antico” a cui si aggiungono vari percorsi di approfondimento e visite guidate su argomenti quali “Spoleto, Norcia e la Valnerina”, “La donna nel Mondo Antico”, “La necropoli di piazza D'Armi”, “Il teatro in Grecia e a Roma”, “Banchetto e simposio tra Umbri e Romani”. Previsto, inoltre, anche un corso di decoupage a tema archeologico: per iscriversi basta contattare il direttore Mariangela Turchetti al numero 331/6774443 o mandare una mail all’indirizzo mariangela.turchetti@beniculturali.it.

Il progetto di alternanza scuola - lavoro Nel frattempo prosegue il progetto di alternanza scuola-lavoro, messo a punto a dicembre, che vede protagonisti i ragazzi della classe 3A del liceo classico “Pontano Sansi”. Nei giorni scorsi gli studenti, accompagnati dalla professoressa Romana Maggio, hanno partecipato ad una lezione formativa sulla paleoantropologia e a una caccia al tesoro negli spazi della struttura: l’esperienza rientra nella fase di “traineeship”, al termine della quale i giovani diventeranno a tutti gli effetti delle guide turistiche in grado di raccontare la storia di Spoleto ed accogliere gli utenti nei prossimi eventi che avranno luogo nel Museo.

Il ciclo di incontri Venerdì 24 alle ore 16.30 si terrà poi il secondo appuntamento della rassegna “Raccontando la storia”, promossa dal Polo Museale dell’Umbria in collaborazione con l’associazione Astra Onlus e GraficArte Severini. L’incontro, dal titolo “Nuovi dati sulla topografia di Spoleto romana”, verterà “sull’esposizione dei numerosi rinvenimenti succedutisi nel corso degli ultimi decenni a Spoleto - si legge nella pagina Facebook della struttura - presentati con specifico riferimento ai contesti e alla localizzazione topografica. Le sostruzioni della cd Basilica, la sistemazione dell'area della Casa Romana-Palazzo Martorelli Orsini-P.zza F.lli Bandiera, il cd Corridoio Romano-cantine del Torgiano, le sostruzioni di vicolo dello Sdrucciolo, gli scavi di P.zza Fontana-Casa Sapori e il tempio di Sant'Ansano saranno tra i principali rinvenimenti trattati. Un’attenzione particolare verrà quindi destinata all’area forense e alle zone limitrofe comprese tra vicolo di Volusio - via della Basilica a est e corso Mazzini a ovest anche in considerazione della recente ripresa degli scavi in piazza del Mercato. La sintesi presentata consentirà di ripercorrere le principali vicende storiche che hanno portato dalla conquista romana, alla deduzione della colonia e all’istituzione del municipio, tratteggiandone la pianificazione urbana e le successive fasi e trasformazioni”.

La prima conferenza Nel primo incontro della manifestazione, tenutosi nei giorni scorsi, si era parlato invece delle analisi condotte con il contributo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto sui resti osteodentari scoperti nella necropoli risalente al VII secolo a.C. con l’obiettivo di fare luce sullo stile di vita e sulle malattie della più antica comunità spoletina. In totale sono stati 38 gli individui (8 uomini, 14 donne e 16 bambini) studiati dalla bioarcheologa Stella Interlando e dall’antropologa fisica Antonella Frigerio, in cui sono state riscontrate “tracce di patologie dentarie, traumi e malattie articolari che indicano deterioramento delle articolazioni per motivi di usura, di vecchiaia o genetici”. Registrata, ma in tono minore, anche la presenza di infezioni, tumori e della “brucellosi”, una malattia infettiva “causata dal consumo prolungato di carni infette o latte non pastorizzato”.



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