cronaca

I capolavori dell'Umbria ferita esposti alla Rocca albornoziana

 

L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 30 luglio

 

Resterà aperta al pubblico fino al 30 luglio la mostra dal titolo “Tesori dalla Valnerina” inaugurata negli spazi della Rocca albornoziana. Protagonisti dell’esposizione sono 30 opere d’arte, selezionate tra quelle tratte in salvo dagli edifici lesionati dal terremoto


ed in seguito ricoverate nel deposito di Santo Chiodo, tra sculture, dipinti, manufatti, oggetti di oreficeria, arredi e volumi sacri provenienti dai territori di Cascia, Norcia, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Spoleto, Accumoli, Amatrice, Camerino e Ascoli Piceno che testimoniano la straordinaria ricchezza artistica delle realtà del centro Italia. “È una mostra commovente - ha affermato il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni - dove si ritrovano opere simbolo come il crocifisso di Castelluccio o la campana di Sant’Eutizio e rappresenta una luce di speranza in fondo al tunnel verso un nuovo futuro”.

Un duplice messaggio L’iniziativa, come ha spiegato il presidente della Regione Catiuscia Marini, è stata fortemente voluta per due motivi. “Quando insieme al Ministro del Mibact Dario Franceschini abbiamo immaginato questa mostra abbiamo pensato di raccontare  le ferite del terremoto, ma soprattutto la grande capacità di reazione e di ripresa che l’Umbria sa esprimere nelle avversità. La sfida è stata dunque di dare conto delle diverse fasi che hanno portato alla messa in sicurezza, al recupero e al restauro delle opere d’arte danneggiate. Ma anche di dire chiaramente che c’è un’Umbria che è in piedi, è visitabile in sicurezza ed il cui patrimonio è pienamente fruibile dai visitatori”. Al termine delle necessarie operazioni di restauro, tutte le opere saranno ricollocate nei luoghi di provenienza. “In questa mostra - ha spiegato la Buitoni - sono riportati nomi di luoghi  che significano distruzione, ma che cominciano a rivivere attraverso le opere salvate, come ad esempio il crocefisso di Castelluccio. Sono segni di ripartenza e di una identità culturale che si comincia a ritrovare”.

Gli orari di visita Durante il periodo di mostra, curata da Marica Mercalli, Antonella Pinna e Rosaria Mencarelli, con la produzione affidata a Sistema Museo, è inoltre possibile prenotare visite guidate al deposito di Santo Chiodo. Il 50 per cento del ricavato contribuirà al finanziamento dei restauri delle opere d’arte danneggiate dal sisma. Infine la “card” consegnata con il biglietto della mostra permette di ricevere agevolazioni in molti musei dell’Umbria (biglietti ridotti e sconti), indicate sul sito www.scoprendolumbria.it, affiancate da centinaia di proposte, itinerari e curiosità in grado di suscitare emozioni intense in chi le vive. La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30, lunedì dalle 9.30 alle 13.30; aperture straordinarie in occasione di eventi speciali, ponti e festività. Ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura. L’esposizione si collega al programma “Scoprendo l’Umbria”, avviato dalla Regione al fine di valorizzare le attività dei musei e dei siti archeologici, e alla raccolta fondi “Lightquake” (è possibile donare collegandosi alla piattaforma online “Starteed”). 



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